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  Il mondo dell'editoria  »  Samuele Editrice 28/11/2008
 

L’intervista è ad Alessandro Canzian, dominus della Samuele Editrice di Pordenone.

www.samueleeditore.it

 

http://samueleeditore.leonardo.it/blog

 

Alessandro Canzian non è uno sconosciuto per i frequentatori di Arteinsieme, poiché vi appaiono alcune sue poesie e un’intervista, quale autore, risalente al 29 giugno 2006, in cui già anticipava il suo grande sogno di diventare editore di libri di poesia.

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

La Samuele Editrice nasce sostanzialmente come atto d’amore d’un padre –per inciso d’un novello padre- per il figlio. Il primo abbozzo d’idea nasce infatti dalla scoperta dell’Editore di attendere un bambino –comunque cercato ma, come sa chi ha passato esperienze simili, al momento dell’arrivo la sensazione di novità e sorpresa non cambia-. Da qui il tentativo di costruire una realtà futura basata su semplici ma vivi concetti di qualità, verità, sostanza e umanità. Tutti dati concernenti l’arte nella sua realtà e che vengono traslati e fusi nella ricerca di uno spazio editoriale dove immettersi e immettere il figlio in arrivo, per l’appunto Samuele. Dalla prima idea sono passati tre anni di studio delle possibilità prima e di studio del panorama letterario poi. Tre anni trascorsi in biblioteche pubbliche e private, archivi personali, ricordi anche di gente incontrata e, sovente, telefonate basate su un elenco telefonico alla ricerca di parenti di autori –spesso ormai deceduti- letti in biblioteca. Da questo l’impronta, il logo e il progetto madre della Samuele Editrice: trattare una collana antologica della storia poetica di una città. Appunto la CollanaPoesia del Novecento, I Poeti di Pordenone” (10 volumi antologici previsti nell’arco di un anno)

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

Gli elementi di novità, e per quanto riguarda la Samuele Editrice e per quanto riguarda la CollanaPoesia del Novecento, I Poeti di Pordenone”, a quanto emerge anche dagli articoli di giornale che uscendo ci confermano ciò che in noi era intenzione, sono molti e molteplici. Per chi conosce il panorama editoriale poetico in Italia oggi il nostro “esperimento” pare un’assoluta follia (ma ci piace ricordare cos’era la follia per Erasmo da Rotterdam). Per chi ancora spera che la poesia sia Poesia, sia un elemento che, quando pregno di verità e lirismo – e perché no anche di storia -, riesce ancora a comunicare alle persone quegli insostituibili dati di bellezza e coscienza, il nostro progetto pare una realtà complessa ma che forse forse può funzionare. Ed è questo il primo e più lampante elemento di novità su cui abbiamo creato la Samuele Editrice: il credere nella poesia, nella sua possibilità di commercio, nella sua vita. Curiamo la distribuzione sul territorio locale in maniera oltre che meticolosa quasi maniacale (siamo presenti in librerie ed edicole con volumi e locandine 35x50 che indicano la nostra presenza), curiamo la pubblicità (abbiamo inserito un nostro volantino in una rivista culturale per abbonamento con tiratura di 9500 copie distribuite di fatto),  curiamo i comunicati stampa a giornali e quant’altro, le newsletter (a due settimane d’inizio abbiamo 600 contatti) che arrivano anche a nomi importanti del panorama poetico nazionale. I rapporti con gli autori vengono portati avanti dall’uscita del libro fino al suo esaurimento (per la collana in questione è prevista una vita del libro di 2 mesi), curiamo altresì la possibilità dell’acquisto da parte di istituzioni interessate (Fondazioni, banche, comuni, associazioni, proloco) le quali nella nostra politica coprono le spese di pubblicazione lasciandoci un margine nella vendita del libro (non chiediamo infatti, per questa collana, alcun contributo all’autore o agli eredi degli autori) e producono esse stesse una distribuzione a parte.

Oltre a questo c’è un altro elemento di novità che va un po’ controcorrente nel panorama editoriale odierno: il credere alla poesia come portatrice di memoria storica. La nostra prima collana (Poesia del Novecento, I poeti di Pordenone) infatti prescinde dai contemporanei e porta alla popolazione di un dato luogo (per inciso Pordenone) ciò che è stata la sua storia poetica dal 1900 al 2000. Un exemplum per capire chi si è stati e, alla fin fine, per capire quali siano stati i veri padri degli ultimissimi autori locali. In questo contesto di desiderio storico si inserisce il significato del logo, l’ape di Alvisopoli, che a molti ancora riporta alla memoria la gloriosa tipografia di Alvisopoli (paese vicino a Portogruaro, vicino a Pordenone) che ebbe il merito di belle e importanti edizioni di pregio (tra le quali un’opera del Monti su Napoleone Bonaparte).

In ultimo un elemento che del tutto nuovo non è, ma che nell’ambito poetico pare suonare come una nota stonata. Per nostra scelta non ci immettiamo nella grande distribuzione (dove l’esperienza insegna che tutto si perde divenendo inutile) ma stiamo tentando di costruire una clientela di nicchia per un prodotto di nicchia. Così facendo ci aspettiamo di creare un commercio attorno al libro che non scada però nel libro “commerciale” (intendendo per “commerciale” le classiche “barzellette di Totti” edite da Mondadori)

 

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Il futuro dell’Editoria italiana sarà pensabilmente identico al presente. Uno stagno nel quale c’è tanto vuoto. Ma sulla riva dello stagno esistono ancora piccoli editori idealisti, altri un po’ più cresciuti (sto pensando a San Marco dei Giustiniani), che producono editoria di qualità, che producono cultura, che fanno arte con l’arte. Noi non sappiamo quale sarà il nostro futuro sulla base delle difficili premesse che ci siamo dati (commercializzare la vera poesia), di certo però sappiamo che la nostra intenzione è di diventare un altro piccolo editore di qualità, idealista e che, se proprio non vive, almeno sopravvive.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

L’Italia è classicamente un paese di “poeti e navigatori” ma, altrettanto classicamente, di cattivi lettori. Ciononostante ci sono moltissime variabili da inserire nell’equazione sfavorevole alla lettura. Innanzitutto il lavoro che sempre più occupa lo spazio umano, l’otium necessario alla lettura. Poi la presenza di un’editoria di commercio (che vive di grandissimi numeri creati ad hoc per prendere i contributi statali e quindi vivere pur proponendo opere ignobili) che declama come grandi autori persone e scritti che nulla hanno a che fare con la vera qualità di un’opera. Poi non è da dimenticare la crisi della critica che diviene necessariamente crisi della produzione (anche se la questione se sia la critica che influisce sulla letteratura o la letteratura che influisce sulla critica è ancora aperta ed appassionata). E gli italianissimi clientelismi, servilismi e tutti quei surrogati di “mani pulite” che spesso s’intersecano a poco lodevoli sex gate editoriali. La televisione anche ha portato ad esaltare opere altrimenti dimenticate e spesso a ragione (non è il caso ma mi viene in mente la prima edizione italiana di Kundera fatta da Mondadori, tradotto da Buongiorno nostro secondo autore di collana, che passò totalmente inosservata e invenduta quando poi, pochi anni dopo, divenne nell’edizione Adelphi un best seller come seguito del film “L’insostenibile leggerezza dell’essere”). In ultimo volendo parlare dell’editoria di poesia, c’è la crisi dell’editoria che permette e alimenta l’esistenza di un mare di piccoli editori/imprenditori che nella quasi totalità dei casi promettono grandi cose, si intascano il contributo autoriale, e non curano minimamente l’autore o l’opera (finendo il loro interesse con la stampa del libro a di semplicissima tipografia).

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Il nostro lettore ideale è un amante della poesia e dei vari significati della poesia. È un lettore difficile al quale noi vogliamo portare rispetto con libri che abbiano un significato dentro. Per quanto riguarda i nostri sforzi per avvicinare il lettore alla poesia potremmo dire che si incentrano tutti nella qualità dell’opera. La selezione dei testi, il loro accostamento, il lavoro insieme all’autore anche, sono tutti punti cardine di un concetto di qualità amato e coccolato e che, in virtù di questa passione, speriamo di riuscire a comunicare anche al lettore portando appunto ad amare il lavoro che noi per primi abbiamo amato.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

Al momento abbiamo solo 2 uscite di collana che, tra vendite e acquisti da parte di istituzioni, conta già una vendita di 155 copie in due settimane (310 copie in tutto, trattandosi di due volumi). Speriamo che continui e che ogni libro ci dia e dia le soddisfazioni che merita.

 

 
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