Risponde l’editore Paolo Rossignoli delle Edizioni Achab di Verona.
http://www.edizioni-achab.it/
Da anni impegnato nel volontariato, nella solidarietà e
nella cooperazione internazionale, ho pensato che fosse necessario creare una
nuova realtà editoriale attenta agli avvenimenti del sud del mondo o delle zone
di conflitto.
Vi è una frase dell’eroe nazionale
cubano Josè Martì che
sintetizza al meglio i principi su cui si fondano le Edizioni Achab: l’unico modo per essere liberi
è essere colti.
Le origini della vostra casa editrice?
Casa editrice nata allo scopo di
diffondere in Italia, tramite riviste e libri, la conoscenza di tematiche e
problematiche relative ad ambiti sociali, politici, economici e culturali del
sud del mondo, con speciale attenzione alle aree di conflitto.
La linea editoriale specializzata in
geopolitica internazionale viene affiancata con
cognizione da collane riguardanti la memoria storica italiana, la fotografia ed
il disegno, la narrativa e una nuova collana per ragazzi.
Primo sforzo editoriale è stata la
rivista di geopolitica "Maíz - a sud
dell'informazione", (Marzo 1998), pubblicazione mensile realizzata grazie
all'impegno comune di giornalisti, cooperanti e volontari. In seguito, nel
febbraio 2000 è stata presentata alla Fiera Internazionale del libro a La Habana la rivista "Isla Grande", mensile specializzato in tematiche
cubane. Le pubblicazione cartacee delle riviste sono
per ora sospese, in attesa di tempi migliori.
Manteniamo però aperta una finestra sul
mondo attraverso il nostro sito, proponendo pagine informative.
Ora tutti i nostri sforzi sono orientati alla
pubblicazione di libri.
Quali sono gli elementi di originalità
del vostro progetto?
Credo che il nostro punto di forza sia
la partecipazione, lo “stare dentro” al progetto editoriale.
Nella maggior parte dei casi, con le
nostre pubblicazioni affrontiamo temi a cui spesso
redattori e collaboratori partecipano direttamente e che conoscono profondamente. Problematiche che a
volte sembrano, per tempi e luoghi, estremamente diverse e lontane tra loro, ma
poi, analizzate da vicino, si rivelano frutto di un unico contesto globale.
Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in
Italia e della vostra casa editrice in particolare?
Il futuro lo vedo nero. L’editoria
italiana paga le conseguenze dell’impoverimento culturale della nostra società.
L’omologazione del pensiero dettato dalla predominanza della televisione ha
portato a dati falsati e fuori da ogni contesto
intellettuale.
Ci troviamo di fronte a testi mediocri
venduti in milioni di copie o capolavori quasi regalati dai giornali che spesso
servono solo a far bella mostra, tutti in ordine e spolverati nelle librerie di
casa.
Le edizioni Achab,
oltre ad essere una piccola realtà economica, insistono nel continuare a
proporre libri scomodi, difficili da far recensire e quindi far conoscere ad un
pubblico più ampio.
Se la situazione nel campo della
distribuzione e della promozione non cambia, non sarà facile andare avanti per
molti piccoli editori.
In Italia si legge poco: di chi è la
colpa? Un po’ anche delle case editrici?
Se analizziamo le tematiche di
geopolitica internazionale, credo che la gente sia soddisfatta dalle notizie
dei giornali, confidando che con poche righe si possano esaurire problematiche
in realtà molto complesse, anziché approfondirle nei testi.
Non sono da sottovalutare le condizioni
economiche non sempre favorevoli e la carenza di tempo libero da poter dedicare
alla lettura. Nei limiti del
possibile noi cerchiamo di tenere un prezzo di copertina basso e
di proporre libri non troppo voluminosi, ma non sempre è facile, per le ingenti
spese che sono spesso costrette ad affrontare le piccole case editrici.
Come immaginate possa essere il vostro
lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?
La cosa che più mi conforta è che il
mondo dei nostri lettori è davvero variegato.
Sono solito vantare che molti nostri
volumi vengono acquistati da centri sociali,
congregazioni di suore, da università e movimenti spontanei, anarchici o frati comboniani.
Sono tante le iniziative legate alle
nostre pubblicazioni. I nostri autori partecipano a dibattiti e serate di
presentazione; siamo presenti in prima persona a parecchie iniziative culturali
e di movimento, indipendentemente dalla possibilità di vendere qualche volume. Le
nostre pagine informative sul web sono molto visitate, ormai superiamo
facilmente i 60.000 contatti mensili.
Quale dei vostri libri vi ha dato le
maggiori soddisfazioni e perché?
Sono diversi i testi che ci hanno dato
soddisfazione, ma forse quello che più ci ha sorpresi, per l’interesse
riscontrato, è stato il libro del giovane autore Carlo Batà
su Thomas Sankara, un
rivoluzionario del Burkina Faso
praticamente sconosciuto in Italia che ci ha “costretti” ad una veloce ristampa.