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  Intervista all'autore  »  Intervista a Corrado Sebastiano Magro 20/01/2013
 

Intervista a Corrado Sebastiano Magro

 

 

Chi è Corrado Sebastiano Magro?

 

Un siciliano, classe inzio 1940 capelli bianchi e un grosso naso (vedi foto).  Studente (Magistero Catania) contadino in prov. di SR, emigrato senza meta a fine 1965, “naufrago” approdato nel gennaio 1966 in Svizzera. Aiuto manovale, studia (di notte, lavorando di giorno) prima ingegneria elettronica industriale, dopo gestione aziendale e ora da 3 anni pensionato. Restare aggiornato da tecnico-commerciale era una costante, senza però abbandonare narrativa e  saggistica. Finalmente trova il tempo di scrivere, di rileggere e pulire centinaia forse migliaia di fogli scarabocchiati nei decenni precedenti sotto l’impulso di un’idea o di un avvenimento. Oggi, nonostante si sia scontrato con una realtà editoriale che evita di definire, continua a scrivere. Ha pubblicato la prima parte di una storia vera romanzata “All’ombra degli aranci”. La seconda parte, “Lunedì di Pasqua” resta pronta in  attesa di sviluppi. Ama la satira (vedi ebook: “Le Chiappe del Demiurgo”) ha pubblicato una raccolta di racconti “Il ruggito del fuoco (ebook) alcuni dei quali presenti su ArteInsieme e su LiberoLibro per gentile concessione di Renzo Montagnoli e Katia Ciarrocchi,  è traduttore-adattatore dal tedesco di un  ebook (su Amazon de o it e quale stampa su richiesta su Create Space)  per ragazzi dai 12 ai 90 anni (Felix e la magia di Morgul di Matthias Czarnetzki). Ha diversi cantieri aperti (romanzi, saggi) che prova a fare avanzare lentamente in parallelo.

 

Perché scrivi?

 

Diciamo che la lettura ha “risvegliato” la scrittura. Da ragazzino divoravo quello che mi permettevano di leggere. Da lì è nato il desiderio di scrivere, quale forma di comunicazione, realizzazione delle immagini percepite dal sensorio, dandogli forma nella parola e nella frase per poter raggiungere, magari “post mortem”, un gran numero di lettori che ne colga il senso.

 

La creatività è un momento di estasi, oppure il tormento di chi matura idee e cerca di parteciparle agli altri?

 

Direi che è sia l’uno e sia l’altro. Personalmente credo che i due aspetti restino inscindibili. Chi scrive sogna, soffre e gode, e prova  fare sognare, soffrire, godere!

 

E’ notorio che per poter scrivere è indispensabile leggere. Che cosa leggi principalmente?

 

Tanto. Saggistica, soprattutto in tedesco, meno in altre lingue (PNL, discipline orientali, indagini storiche, sviluppo della personalità, quantistica). Narrativa “ITALIANA”. Non disdegno i grandi stranieri: Goethe, Tolstoj, Kafka, Dostoveskij, mettiamoci anche Coelho, Fatou Diome ecc.. Dei “contemporanei” italiani preferisco Eco, Silone, Calvino, Buzzati, Brancati, Leila Mascano (“Fammi ridere”), Fallaci, Fruttero e Lucentini, Maurensig,  qualcosina di Camilleri oltre ai classici Verga, Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Sciascia ecc. Con i modernissimi, ci vado cauto.

 

Qual’é il tuo narratore preferito e perché?

 

Dei contemporanei U. Eco, indiscutibilmente. Rende logico, plastico l’intrigo, si dipana con maestria sovrana dove tanti autori resterebbero aggrovigliati, vittime della sbornia che vorrebbero travasare nel lettore.  Eco: ricchezza di lingua e di stile, lucidità e naturalezza nella trama.

 

Tu sei un autore di narrativa e, salvo errore, non mi risulta che tu scriva anche poesie, il che non toglie che tu possa amare leggerle. Al riguardo, quale è il tuo poeta preferito e per quale motivo?

 

Scrivevo poesie da ragazzo credo come tutti. Avvicinandomi ai quaranta, ho smesso. Le satire che ho scritto e che ogni tanto scrivo in versi, non si possono chiamare poesie. Resto distante anni luce da un Trilussa,  Di Giacomo o Belli. Ogni tanto, se mi capita una poesia la leggo ma non  le vado a cercare. Il poeta preferito?: Oggi è, non meravigliatevi,  Cecco Angiolieri. Ha una forza espressiva che mi piace e non invecchia. Neruda o Lorca non li butto via Anzi.

 

C’è sempre dentro di noi un desiderio latente, quello che si suole definire un sogno nel cassetto e che, in campo letterario, è l’aspirazione a scrivere qualche cosa di irripetibile. Nel tuo caso qual’é?

 

Esiste l’irripetibile? Forse solo in parte. Il mio sogno è strano: scrivere, comunicare qualcosa che senza dare l’impressione del docere, stimoli giovani e meno giovani che nei siti multimediali citano detti famosi a 360 gradi di non “imbrattarli” sfoggiandoli, prima di averli fatti propri, di averli “amati”. Ma è solo uno dei tanti sogni presenti.

 

 
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