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  Intervista all'autore  »  Intervista a Caterina Trombetti 29/12/2006
 

Caterina Trombetti è nata a Firenze dove svolge l’attività di insegnante, occupandosi prevalentemente dell’educazione degli adulti. Intensa è la sua attività di promozione alla lettura e frequenti sono gli incontri, in veste di autrice, con gli alunni delle scuole in varie città. Come poeta è presente in varie antologie e riviste, e noti critici letterari si sono occupati della sua poesia, che ha avuto traduzioni in diverse lingue.
Le sue precedenti raccolte poetiche sono: Il pesce nero, 1990; L’obliqua magia del tempo, 1996; Stelle della mia Orsa, 2002. Con la Passigli Editori ha pubblicato nel 2000 Fiori sulla muraglia e nel 2004 Dentro al fuoco.

Sito Internet: http://www.caterinatrombetti.com/

 

 

Perché scrivi?

Scrivere è stato ed è il mio modo di essere dentro l’esistenza, di rapportarmi alla vita. Fare della parola uno strumento di comunicazione delle emozioni è diventato sempre più necessario, quando ho compreso che la poesia era per me soprattutto un modo di essere al mondo e di sentire le cose.

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Io credo che la poesia sia un bisogno dell’uomo anche quando sembra che l’uomo non abbia più bisogno della poesia. Effettivamente sembra che l’uomo di oggi, così tecnologico e frenetico non abbia più tempo per la poesia. Ma la poesia, proprio per la sua sinteticità, mi sembra la forma espressiva ideale per questi nostri tempi. Io credo che chiunque, anche la persona apparentemente più arida, possieda una capacità di sentire che lo fa entrare in sintonia con il poeta. E questa capacità di sentire è già di per sé poesia.

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

Penso che lo scrivere sia il frutto di due aspetti: uno la disposizione mentale, spirituale ed emozionale, l’altro il sapere accumulato dentro di sé attraverso la lettura delle opere letterarie, saggistiche ed anche scientifiche. Insomma la lettura è alla base della buona scrittura.

 

Che cosa leggi di solito?

Leggo un po’ di tutto, anche se il tempo è sempre troppo poco. Leggo soprattutto libri di poesia e narrativa, preferendo i romanzi brevi. Leggo riviste che hanno per oggetto la natura o la scienza. Fra i miei autori preferiti: Leopardi, Dickinson, Luzi, Pratolini, Ungaretti.

 

Quando hai iniziato a scrivere?

Ho scritto la prima poesia all’età di 8 anni. Quella è stata la mia prima “emozione” poetica, in un’epoca in cui la scuola vedeva nella poesia un puro esercizio mnemonico. Questa “emozione” è poi cresciuta in me finché è diventata un’esigenza profonda.

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

I rapporti con l’editoria sono sempre difficili. Purtroppo molti pubblicano a loro spese, perché altrimenti non è possibile stampare e forse per questo c’è tanta produzione, che poi non viene neppure distribuita. Per quanto mi riguarda sono stata fortunata perché l’editore ha scelto di pubblicarmi nella sua collana di poesia. Oggi, però, è molto buona la diffusione attraverso Internet, che può raggiungere molte più persone e paesi.

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

Mi piacerebbe provare sempre tanta capacità di emozionarmi e tanta voglia di conoscere per poter continuare a scrivere. Scrivere della vita nei suoi più sfaccettati aspetti, scrivere dell’esistenza nel suo bene e nel suo male. Questo, però, non parte dalla mente, da un’idea da mettere sulla carta, ma da una forte scossa che viene dal profondo e che si manifesta nella parola. Solo così è possibile scrivere per comunicare agli altri il senso di ciò che si è provato, come fossimo una cassa di risonanza. Il mio desiderio è quello di continuare a scrivere poesia.

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

In modo radicale non direi, l’importante è rimanere se stessi, forti della propria autenticità. Certo è che scrivere mi ha messo a contatto con molte persone del mondo della cultura, che si è via via ampliato oltre i confini della mia città, Firenze. Il più significativo degli incontri è stato quello con il poeta Mario Luzi. E’ stata una grande e profonda amicizia durata gli ultimi quindici anni della sua vita. Anni in cui ho potuto condividere molti eventi che lo hanno riguardato e di cui sono stata partecipe. Il conoscerlo e il poter parlare con lui ha rappresentato per me un arricchimento e una crescita costante.

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

Il consiglio è quello di leggere molto ed essere convinti che scrivere fa bene in ogni caso, anche fosse solo per se stessi.

 

 

 

        

 

 
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