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  Intervista all'autore  »  Intervista a Eufemia Griffo 02/07/2008
 

Intervista a Eufemia Griffo.

 

 

Eufemia Griffo, scrittrice di prosa e poetessa, cura personalmente il blog che ha creato nel Luglio 2006, Aldebaran la Stella dei Sogni (http://eufemiag.splinder.com) e Memorie di una Geisha, multiplog che ospita solo poesie in metrica giapponese (http://eueufemia.splinder.com).

Eufemia collabora attivamente con gruppi di scrittura, portali letterari, come www.Raccontare.com  e riviste di cultura letteraria, come Il Refolo, diretta dallo scrittore, Alessandro Troisi.

Collabora con la rivista letteraria Il Refolo http://freeweb.supereva.com/alessandrotroisi/page005.htm?p dello scrittore saggista, Alessandro Troisi, sui cui numeri del 2006 sono apparsi due suoi racconti di narrativa, una poesia ed una recensione curata da Alessandro Troisi relativamente ai due e book di Eufemia presenti sul portale di scrittura  e con il sito letterario “Raccontare” (www.raccontare.com). Di recente è uscito il primo numero della rivista di cultura Sagapò, di cui Eufemia è collaboratrice, insieme a scrittori, poeti e fotografi.

Collabora al Magazine di fotografia “In bianco e nero” e pubblica sul prestigioso sito dello scrittore Renzo Montagnoli  Arteinsieme”.

Numerosi i racconti presenti in e book pubblicati su diversi blog di multiscrittura.

Nel 2007 è uscita la sua prima raccolta di poesie “Di nascosto” ed Lulu e “L’antica pergamena”, raccolta di poesie in metrica e a verso libero, dedicate all’universo di Tolkien.

Ha pubblicato varie sillogi di poesie con autori vari a cura della Vitale edizioni e anche racconti.

Sul sito www.raccontare.com sono presenti tre  e book , uno dei quali contempla una raccolta di racconti, l’altro che comprende un racconto di prosa dal titolo “Piccolo Lupo” ed una silloge poetica.

Piccolo Lupo è stato il vincitore del concorso edito da :  "LA LIBRERIA"                     http://www.bookshop-mendrisio.ch/) per il sito www.pennadoca.net

Nel Maggio del 2007 la poesia “Di nascosto” è stata inserita nell’antologia cartacea  poetica “Concorso di Emozioni” edito da Manuale di Mari e presentato alla Fiera del Libro di Torino.

Nel 2007 è arrivata seconda al concorso “ Laire Lorala” con la poesia “Eowyn”.

Nell’aprile 2008, ha preso parte alla rassegna di narrazione orale, “Cucina che ti racconto”, organizzata dal gruppo artistico Semeion di Settimo Milanese, con un suo racconto inedito “La bambina del fuoco”.

Nel Maggio 2008 ha partecipato ad una lettura di poesie, nel contesto dell’open day delle biblioteche lombarde, leggendo alcune sue poesie.

Nella vita insegna alla scuola dell’infanzia.

 

 

 

Perché scrivi?

 

Perché amo dare voce ad un’immagine che mi ha colpito, fare parlare una vecchia fotografia che è rimasta impigliata tra i ricordi della memoria. Scrivo perché amo vedere scorrere le parole su un foglio di carta – quanto amo vergare a mano fogli e fogli interi! – e man mano rendermi conto che stanno assumendo una forma precisa. A volte rileggendo, mi chiedo chi sia l’autore di quella poesia e di quel racconto, e poi mi rendo conto che quelle parole sono le mie. La mano pare assecondare, la mente e l’anima, che sussurrano stralci di memoria, ricordi, immagini che sono rimaste impresse nella radice del mio spirito e che tentano di trovare un posto sicuro in una poesia o in un racconto.

Scrivo perché amo raccontare di me e delle mie emozioni, che ritrovo poi nei personaggi di un mio racconto o tra le righe di una poesia. Dedico spesso ciò che scrivo a coloro che ho amato e che in qualche modo, sono parte di me. E’ un’esigenza interiore, un volere sostare in luoghi tranquilli dove l’unico rumore è costituito dal ticchettio dei tasti di un PC o dalla penna che scivola sulla carta.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Non necessariamente. Mi fa piacere che il lettore dedichi parte del suo  tempo a ciò che scrivo, ma non lo obbligo ad entrare nelle mie emozioni. Eppure chi legge le mie poesie o i miei brani di prosa, si trova spesso  imprigionato nei  medesimi sentimenti e nelle  medesime emozioni, che mi hanno ispirata. Questo mi fa piacere, perché è come donare un pezzo della tua vita a chi non ti conosce e al quale è concesso scrutare, attraverso le parole, riflessi di vita che non gli appartengono. E’ come volere invitare il lettore a condividere un ricordo personale , fino a domandarsi quale percezione ha avuto di quello che si nasconde tra il fiume delle parole.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Non so dare una risposta precisa. L’ispirazione nella composizione di una lirica o di un racconto, credo  sia indipendente dal fatto che si legga o meno.

Per ciò che mi concerne, sovente mi è successo che un libro che ho amato molto, mi abbia influenzata ed ispirata, soprattutto nella narrativa. Ci sono personaggi che appartengono alla storia ai quali ho dedicato sia poesie, sia racconti.

Amo leggere, e qualche anno fa leggevo moltissimo; amo vari generi letterari, con un occhio di riguardo al romanzo storico. In questo ultimo anno, per motivi di tempo, ho letto meno, ma appena mi è concesso, mi tuffo tra le pagine di un libro che cattura la mia attenzione.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Un po’ di tutto, difficile scegliere cosa esattamente.

Ho amato in maniera viscerale Dante e Manzoni;  Foscolo e Leopardi, per arrivare poi agli scrittori francesi del 1700 (Chateubriand in particolare, ho letto tre volte in lingua francese “Atala” ) e quelli del 1800 (De Balzac, Stendhal, Hugo). Ho amato moltissimo George Sand, al secolo Amandine-Lucie-Aurore Dupin, che si nascondeva dietro ad uno pseudonimo maschile, per poter scrivere.

Amo molto la narrativa classica italiana e straniera; potrei fare dei nomi, come per es. Marquez, Maraini, Eco, la Hornby, e adoro la Bellonci, che mi ha incantata con Lucrezia Borgia e Isabella d’Este;  fino a giungere a  Margherite Yourcenar, che ha scritto il mio libro preferito “Memorie di Adriano” e la trilogia “Quoi? L’eternité”.

Di Pirandello ho letto quasi tutto all’epoca della maturità.

In quel periodo scoprii anche Oscar Wilde e Joyce, di cui ho letto però solo “Gente di Dublino”.

Ho letto quasi tutto di Tiziano Terzani, che ho scoperto dopo la sua morte e che mi ha dato una lezione di vita indimenticabile con il suo “Ultimo giro di giostra”.

E anche La Pierre, con i racconti della “sua” India.

Per arrivare a Tolkien, precursore della letteratura fantasy e alla creatrice di Harry Potter, Rowling.

E poi Jane Austen che ho scoperto solo due anni fa e le sorelle Bronte di cui riporto questa bellissima frase di Charlotte

Chi possiede il dono della creatività, possiede qualcosa di cui non sempre è il padrone, qualcosa che qualche volta, stranamente, decide e lavora per se stesso”.

Tra i saggi storici, ho letto moltissimo sulla Francia ai tempi del Re Sole, sulla rivoluzione francese e  su Napoleone (anche un paio di biografie a lui dedicate).

Ho letto montagne di libri sull’Egitto e  sui misteri che avvolgono la Terra.

Sono davvero tanti, tantissimi i libri che ho letto e che ho in libreria, impossibile elencarli tutti.

In questi ultimi anni ho acquistato varie raccolte di poesia, come quelle scritte da Neruda, Hikmet, Dickinson, Salinas. Amo immergermi nella lettura delle loro liriche, in cui ritrovo una sosta, dall’incedere continuo e frettoloso della vita quotidiana. Meraviglioso lasciarsi ammaliare da un’immagine di un fiore o da un verso dedicato all’uomo o alla donna amati. Bellissimo sostare tra le pagine vestite di malinconia della Dickinson.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Nel 2002.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Al momento pubblico con i servizi on demand, come Lulu. Ho realizzato un libro di poesie, una silloge insieme ad un altro scrittore e ho pubblicato tre sillogi cartacee con la Vitale edizioni.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Scrivo sempre, ogni giorno.

Per il futuro, ho in mente un romanzo che si ispira ad una persona realmente vissuta e che ha influenzato tutta la mia vita. Un viaggio nell’Italia del 1900, dal 1906 in poi. E’ un progetto a cui non do un termine, ma credo che prima o poi riuscirò a dedicarmi in maniera serena.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Sì, decisamente. Preferisco essere evasiva nel rispondere a questa domanda, ma posso affermare con convinzione, che la scrittura ha operato un’autentica rivoluzione copernicana, nella mia vita e nel mio modo d’essere.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Di solito incoraggio sempre chi muove i primi passi verso la scrittura, che sia poesia o narrativa. Se penso ai miei esordi, mi viene un po’ da sorridere, quindi mi fa solo piacere conoscere persone che condividono con me questa passione. In questi anni ho conosciuto scrittori di talento e altri decisamente meno dotati, ma in ciascuno di loro, ho riconosciuto un’enfasi in parte simile alla mia. E quando ci si ritrova, anche per caso, a scoprirsi con quest’identica passione, può solo fare un immenso piacere.

Non a tutti interessa quello che scrivo. Molti non sanno nemmeno che la scrittura è una parte di me. Credo che una poesia non sia alla portata di tutti, così come la lettura di un libro: conosco moltissime persone che non hanno in casa, neppure un libro.  Non amo dire a tutti indistintamente che scrivo poesia o narrativa; sono molto gelosa di questa parte della mia vita perché so che dietro alle parole, ci sono sfumature del nostro essere che non possono essere comprese da tutti, senza distinzione. Questo discorso ovviamente non riguarda solo me, ma la scrittura in generale, anzi l’arte tutta.

C’ è una magia che spinge un pittore a dipingere su tela o un musicista a comporre musica. La stessa magia è nascosta tra le infinite parole di un libro, o tra i versi di una lirica. Occorre avere una sensibilità particolare ed un’apertura di mente e anche di cuore, per potersi addentrare nei meandri della scrittura, che può condurci oltre ciò che ci circonda e regalarci anche piccoli frammenti d’eterno.

 

 

 

 

 

 
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