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  Intervista all'autore  »  Intervista a Elia Belculfiné 05/03/2009
 

L’intervistato è Elia Belculfinè, che così dice di sé:

 

Mi chiamo Elia Belculfinè. Sono nato il 29 settembre 1983 a Caserta. Vivo a Cascano, provincia di Caserta, con la mia famiglia e parecchi gatti. Non sono laureato. Ho fatto studi di indirizzo linguistico.

Suono la chitarra, ho avuto un grande maestro blues, strimpello il vecchio pianoforte di mia madre. La mia poesia deriva dalla musica.

 

 

Ora mi faccio pubblicità: leggete le mie poesie in internet all’indirizzo www.eliabelculfine.splinder.com  che è il mio “spazio”, lì e un po’ anche altrove ho conosciuto persone meravigliose.

 

 

 

Perché scrivi?

 

Posso dire perché non dipingo. Perché non sono un pittore.

Scrivo per intima esigenza, per necessità di comunicazione; la gioia che ne deriva è diventata il bisogno e la gioia di altre menti, poi.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Molti sono i messaggi. Emozioni soprattutto, per chiamare il cuore al banco, e la mente; fotografie istantanee che rendono

trasmissibili immagini e storie. C’è molta della mia vita vera, e molta parte di sogno, per fortuna.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Leggere fa bene se lo si fa con mente aperta e in condizione di colloquio e di scambio, involontario o meno che sia. Ma non è strettamente essenziale leggere per poter scrivere.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Un po’ di tutto, purtroppo da tempo ormai tralascio la prosa vera e propria. Leggo poesia, di qualsiasi autore o autrice.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Avevo nove, dieci anni. Scrissi una decina di poesie sopra dei fogli colorati che rilegai con ago e filo e ne feci poi dono a quella grande donna che è mia nonna. Poi non ho scritto più fino a una decina di anni fa con i primi ingenui versi adolescenziali, ed ora, poeta quasi, continuo a comporre e cerco una specie di pienezza, una maturità d’animo da costruire nella vita soprattutto, nella poesia, poi, di riflesso.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Non ho avuto mai rapporti con editori, ma da qualche anno è in progetto una versione cartacea dei miei lavori. La stesura cambia forma e testo, addirittura, di continuo. Chissà...

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Quello che scrivo va già bene, versi, intendo. Anche la prosa mi solletica ma sono molto pigro in questi ultimi tempi…

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

O la vita ha cambiato radicalmente il mio modo di scrivere?

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Non scrivete, pensate poco. Uscite a vivere. La scrittura viene poi.

Sempre dopo la vita e il pensiero e la memoria e il gesto di mettere la famosa lente davanti al proprio cuore, o altro organo a scelta.

 

 

 

 

 

 

 
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