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  Intervista all'autore  »  Intervista a Rosella Rapa 01/11/2010
 

Intervista a Rosella Rapa

 

Di seguito, prima dell’intervista, una sua biografia:

 

Il mio nome è Rosella Rapa, sono nata a Torino nel 1959, da padre piemontese (torinesi dal 1826) e mamma friulana trapiantata in Piemonte. Ora vivo nei dintorni, ma la città mi manca profondamente.

Mi sono sposata con Paolo nel 1986, e nel 1996, dopo una lunga attesa, è nata nostra figlia Rebecca, in modo alquanto drammatico, ma che ha subito dimostrato di amare il mondo, e di volerci restare (il mio esatto contrario).

Sono laureata in Fisica Nucleare, ma con una tesi in Cosmo-Geo-Fisica, riguardante la tracciabilità delle Supernovae, esplose nella nostra Galassia, nei fondali marini. Ho insegnato per qualche anno  Matematica e Fisica, poi sono stata catturata dall’industria e sono diventata  esperta in Informatica.

Il mio sogno era di lavorare in una Centrale Nucleare a fissione: non ho affatto paura dei neutroni, e se si rispettano le giuste norme di sicurezza alla fine si inquina meno del petrolio o delle industrie chimiche. Costruirle in Italia, tuttavia non si può. Il nostro suolo  e sottosuolo non offrono sufficienti garanzie: vulcani attivi, terremoti, inondazioni, paludi… serve altro? A questo serve la geo-fisica. Al momento, le centrali a fusione sono un bel sogno, e nulla più, adatte al massimo a un romanzo di Fantascienza. Puntiamo piuttosto sui pannelli solari: la centrale c’è già, è il Sole. Perché dobbiamo costruirne delle brutte copie? Ma ora meglio cambiare argomento, o non mi fermo più!

Amo i contrasti, l'insolito, le stravaganze, e tutto ciò che é' inconsueto, per non dire unico. Così vorrei la mia vita, e, nel mio piccolo, ho provato: cercando di cambiare spesso colore e taglio di capelli, abbigliamento, ampliando gli interessi e le conoscenze.

Come carattere direi che i miei peggiori difetti sono: la distrazione cronica, il pessimismo (che può anche sfociare in depressione) e l’essere piuttosto permalosa. Per contro, ritengo di essere abbastanza socievole, aperta alle nuove idee, disponibile al dialogo, sincera.

Scrivo per passione, fin da piccina. Mi piace disegnare, a matita, e dipingere su stoffa; m’interessano la psicologia, la storia, i libri, le canzoni, l’opera lirica. Amo la Natura, in particolare la Montagna, con i suoi silenzi ed i suoi paesaggi sempre diversi, ma mi piace molto viaggiare, ed ho visitato già diversi paesi, soprattutto in Europa, con qualche puntatina più distante.

Al momento lavoro in Internet, collaborando con vari siti, in cui dissemino un po’ di tutto: fiabe, poesie, narrativa, racconti fantasy, recensioni, e poesie. Mi piace diffondere, non tenere la cultura stretta in circoli chiusi.

La poesia è stata per me un’esperienza recente: scrissi per caso alcune filastrocche, un’insegnante (che non mi conosceva) le presentò in classe ai suoi bambini… e fu un successo. Questo mi incoraggiò a scriverne altre: divertenti, scanzonate, in rima; poi passai a poesie più serie. Ancora oggi rimango stupita di quanto siano lette.

La Narrativa Fantasy è il mio genere preferito: ho scritto molti racconti, che vanno dal fantasy canonico al surreale-onirico. Con alcuni racconti fantasy ho pubblicato nel 2001 il mio unico libro: Draghi & Computer. Spero di poterne pubblicare ancora, ma il mio sogno sarebbe quello di pubblicare veri romanzi, sempre Fantasy, che ho anche già scritto e mostrato agli amici. Tuttavia il Fantasy non è di facile pubblicazione.

Le fiabe sono nate per mia figlia e i miei nipoti: raccontavo storie di magia per intrattenerli, quando erano piccini; per essere sicura di raccontarle sempre nel modo giusto, cominciai a scriverle. Ora i bambini sono cresciuti, ma le fiabe sono rimaste: per altri bambini, e per chiunque ami sognare.

Le recensioni, in realtà, le facevo sin da ragazzina: quando un libro mi piaceva, ne riportavo su un diario un breve commento. Negli ultimi anni, arrivando a conoscere altri autori “nuovi”, come me, ho pensato di fare cosa gradita cercando di recensire questi libri sconosciuti al grande pubblico. Sono rimasta molto soddisfatta, perché, quasi sempre, gli autori mi confermano che riesco a cogliere lo spirito del libro.

Sugli argomenti che amo maggiormente (il Fantasy e i viaggi) ho scritto anche degli articoli.

Per raccogliere tutti i miei lavori, sparsi un po’ ovunque, e per dare un poco di visibilità al mio libro, ho ideato un sito tutto mio, che gestisco da sola: www.rosellarapa.it .

 

 

 

 

 

Perché scrivi?

 

Devo cominciare un po’ da lontano. Ho sempre scritto, fin da bambina, avventure che sognavo, lasciando libera l’immaginazione. Un giorno, complice un vecchio (e funzionante) piccolo portatile 486, cominciai a  raccogliere gli appunti sparpagliati, ed uscirono romanzi, racconti, fiabe. Storie in mondi fantastici, non perfetti, dove il Bene e il Male lottano perennemente, ma infine la Giustizia trionfa sempre.  Scrivo perché mi piace sognare, e dar vita ai miei sogni. Sogni di mondi diversi, mondi migliori. Anche peggiori, a volte: ma sempre con qualcuno che combatte per riportare luce e verità.

 

 

Poiché, come noto, per poter scrivere occorre leggere molto, che cosa leggi?

 

Di tutto, tranne i cosiddetti Best Seller. Mi piace trovare libri poco noti, autori sconosciuti o dimenticati. Sono andata a cercare testi medievali per approfondire la conoscenza sul mitico King Arthur (che ritengo realmente esistito).  Mi piace la Fantascienza ormai datata, soprattutto se in chiave filosofica. E molti saggi, memorie, storie di luoghi o persone. Ho appena terminato “Alle Porte d’Italia” di Edmondo de Amicis, che parla di luoghi che conosco bene, tra cui le Montagne dove trascorro le vacanze, quando non viaggio. Ora ho scoperto Haggard H. Rider, l’autore di “Le miniere di re Salomone”, da cui sono stati tratti due film. Notissimo nei paesi di lingua Inglese, in Italia hanno tradotto, e da poco, solo quattro libri, di cui due non si trovano più. Lo stesso vale per le “Lettere” di Jane Austen. Finirà che li compro in Inglese. Per fortuna ho una ricca biblioteca di Famiglia, dove a volte scopro testi ormai introvabili.

Naturalmente leggo anche libri moderni: ma solo quelli dei miei amici di mail, i grandi sconosciuti. Molti mi hanno insegnato a rivalutare la poesia, ad apprezzarla, e capirla.

 

 

Quali sono gli autori (poeti e narratori) che hanno esercitato su di te il più forte ascendente e per quali motivi?

 

Sicuramente i grandi romanzieri del XIX secolo, soprattutto Francesi, Britannici, Americani, Italiani. Devo molto a Stevenson, Dumas padre, Emilio Salgari, Jules Verne. Hanno infuso in me il desiderio dell’avventura “fantastica”, non reale, immaginaria, senza limiti all’inventiva. E non dimentichiamo le scrittrici: da Jane Austen a Virginia Wollf, passando per la strafamosa Louisa May Alcott e la nostra bistrattata Carolina Inverinizio. Tutte mi hanno dato modo di guardare gli eventi di ogni epoca secondo la prospettiva femminile, e insegnato a rendere le donne protagoniste. L’unico poeta che abbia influito fortemente sulla mia formazione letteraria è Ludovico Ariosto, che considero un maestro del Fantasy.

 

 

Come sono i tuoi rapporti con l’editoria?

 

Non buoni. Le grandi case editrici hanno i loro autori, e uno sconosciuto non viene neppure preso in considerazione. Le piccole pubblicano solo a pagamento, e in più non cercano realmente di vendere. Io non pretendo di essere “LA” scrittrice incompresa che vale milioni di euro: vorrei solo che agli scrittori esordienti o sconosciuti fosse data, onestamente, la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico, e questo può farlo solo un editore, ma deve investire e rischiare. Finché si fa pagare in anticipo, non rischierà mai. Se ci fosse più solidarietà, sia fra editori, sia fra scrittori, si potrebbe lavorare su progetti comuni.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere, insomma quale è l’opera che aspireresti mettere su un foglio di carta?

 

L’ho già scritta: una vera saga Fantasy.

 

 

Chi è Rosella Rapa?

 

Una persona complicata. Una matematica rigorosa, con un profondo rispetto delle regole, compresi i limiti di velocità; però trovo che le regole grammaticali siano fatte per essere infrante. Tengo fede a concetti e principi che oggi sono fuori moda, ma cerco di seguire idee moderne; detesto la frase “ai miei tempi” e colleziono oggetti antichi. Scelgo gli abiti nei mercatini, e li trasformo con qualche disegno, e l’aiuto della mamma, per avere dei capi unici; disprezzo le “griffes”. Non mi curo di ciò che pensa chi non mi conosce, ma sono molto sensibile al giudizio delle persone che mi sono care. Probabilmente non so nemmeno io chi sono. Forse una Fata, o un Aliena, capitata per sbaglio in questo strano mondo, che non comprendo a pieno.

 

 

Quale è la domanda che non ti ho fatto e che ti sarebbe tanto piaciuto ti fosse effettuata?

 

Sei Felice?

 

Lo sei?

 

Impossibile essere felici in questo nostro mondo, ingiusto, malato. Personalmente, ho avuto la mia parte di disgrazie e di fortune, e moltissime persone stano assai peggio di me. Ecco perché sono infelice.

 

 

 
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