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  Freschi di stampa  »  Chieti 1943 – 1944 Mai più è stata città aperta come allora, di Enrico Bucci - Edizioni Solfanelli 04/12/2018
 
Chieti 1943 – 1944

Mai più è stata città aperta come allora

di Enrico Bucci

Presentazione di Maria Teresa Giusti

Edizioni Solfanelli

www.edizionisolfanelli.it

Storia

Pagg. 304

ISBN 978-88-3305-098-0

Prezzo Euro 25,00


Il 26 settembre 1943 i tedeschi occuparono la città di Chieti, issando la bandiera germanica sul Palazzo Mezzanotte. Iniziò per la città un lungo inverno tra bombardamenti, violenze e un fiume interminabile di profughi, tanto che la popolazione passò da 37.000 a 140.000 anime.
     La fiera gente di Chieti — così come dell'intero Abruzzo — non subì passivamente la presenza dei tedeschi in casa e declinò la propria “resistenza” al nemico in modi diversi e plurali. Diverse, ma concentriche, furono per esempio le azioni dell'Arcivescovo Mons. Venturi, del Podestà Gasbarri e del Capo della Provincia Girgenti affinché Chieti fosse dichiarata “
città ospedaliera” o “città aperta”. Egualmente finalizzati a tutelare e sollevare la popolazione residente furono sia l’impegno messo in campo dalla dirigenza della Cassa di Risparmio della Provincia per mantenere in vita l'intera popolazione, sia l’azione diplomatica che Mario Castellani e Amedeo Faggiotto svolsero nelle vesti di pluripotenziari dell'Arcivescovo sia presso la Segreteria di Stato di Sua Santità, sia presso i rappresentanti delle Potenze belligeranti (Germania, Inghilterra e Stati Uniti).
     Ci fu Resistenza quando il 16 settembre 1943 il tenente dei carabinieri Camillo Isaia, assieme ad alcuni cittadini, impedì ai tedeschi di impadronirsi degli automezzi lasciati in Piazza Vittorio Emanuele II dall'esercito italiano; del pari fu resistenza quella delle donne che fecero slittare di tre giorni l'inizio dello sfollamento a causa della neve; quella del Podestà che distribuì circa il doppio delle tessere per sfamare la popolazione civile; quella dei Vigili Urbani, dei Soldati, delle Guardie di Finanza e dei Vigili del Fuoco che si rifiutarono di eseguire le disposizioni sullo sfollamento. E Resistenza fu quella dei giovani patrioti della Banda Palombaro, che persero la vita l'uno dopo l'altro a seguito delle rappresaglie dei fascisti e dei tedeschi.
     Durante l'occupazione tedesca Chieti, dunque, ha scritto una bella e valorosa pagina della sua gente. Una pagina che dovrebbe essere conosciuta e tutelata dalle nuove generazioni affinché acquisiscano coscienza civica e rispetto del proprio passato. 


Enrico Bucci è nato a Chieti nel 1943. Biologo di professione, ha svolto la sua attività prima nell’Ospedale Pediatrico, poi nell’Ospedale “S.S. Annunziata” e infine nel P.O. Clinicizzato di Colle dell’Ara con incarichi Dirigenziali anche a valenza Dipartimentale. Nell’ambito della Asl è stato componente della Commissione sindacale dei Dirigenti sanitari deputata all’applicazione di importanti istituti contrattuali.
     Nel 2002 e negli anni a seguire, numerosi sono stati i suoi interventi a favore del trasferimento della Cardiochirurgia dal San Camillo al P.O. Clinicizzato e sulla necessità di ricondurre la Neurochirurgia, la Chirurgia Pediatrica e altri Servizi dall’Ospedale di Pescara al Clinicizzato di Chieti al fine di realizzare un unicum diagnostico terapeutico.
     Nel 1980 è stato Presidente dell’Azienda Farmaceutica Municipalizzata con risultati concreti: l’apertura di due Farmacie nelle zone più popolose della città, l’una a Chieti Scalo (1983), l’altra al Tricalle (1989), che si aggiunsero alla prima sede nel quartiere Filippone (1978).
     È stato Consigliere Comunale dal 2005 al 2015, battendosi per il recupero del ruolo della città e della sua identità, affinché il centro storico tornasse a essere la forza trainante dello sviluppo cittadino.
     Il 5 dicembre 2011, con una mozione presentata in Consiglio comunale dal Gruppo consiliare “Giustizia sociale”, è stato promotore della Medaglia d’Oro al Merito Civile concessa il 12 luglio 2018 dal Presidente della Repubblica alla città di Chieti per le vicende legate a “Chieti città aperta”.


 
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