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  Freschi di stampa  »  La poesia di Imperia Tognacci Inquietudine dell'infinito, di Francesco D'Episcopo - Editrice Genesi 10/06/2019
 
La poesia di Imperia Tognacci

Inquietudine dell’infinito

di Francesco D’Episcopo

Editrice Genesi

www.genesi.org

Saggistica

Pagg. 96

ISBN 9788874146987

Prezzo Euro 11,00





Post scriptum



Imperia Tognacci meritava una monografia, tra l’altro già realizzata da qualche altro appassionato e attento critico letterario. Quella che qui si propone è una lettura dall’interno della sua vasta e complessa opera poetica, proponendosi magari un futuro intervento monografico anche su quella più propriamente narrativa, anticipata, tra l’altro, da una prefazione di chi scrive al suo più recente romanzo. 
Attraversando le singole composizioni della nostra meritoria autrice, si resta colpiti da una onestà intellettuale, che può ben definirsi esistenziale, nei confronti del suo mondo personale, che prova sempre, riuscendoci, a farsi universale. Che è poi il compito precipuo della vera poesia. 
I titoli, che prima si accompagnavano a singole sezioni delle composizioni, scandite da numeri romani, e che poi progressivamente scompaiono; i posti, scelti ad uno ad uno per placare una intima e creativa inquietudine; la scoperta di una energia cosmica, che regge anche la dimensione poetica; sono, queste, solo alcune schegge di una creaturalità, che dalle ineludibili radici procede per innalzare quell’albero della vita, che si veste e sveste delle sue stagioni più autentiche, quelle che non temono crisi o smentite, perché appartengono, semplicemente e profondamente, a ciò che siamo, come sosteneva il nostro Maestro Parmenide, e che la poesia è chiamata, in prima istanza, a testimoniare per riaffermare il suo indiscutibile potere personale e sociale in un universo sempre più proiettato verso il consumo, il profitto, a rischio di autodistruzione di una identità inalienabile e inconfondibile: quella che deriva dal nostro sangue, dal nostro DNA, e che non vogliamo tenere gelosamente con noi ma congiungerlo, con-fonderlo con quello di tutti coloro che ancora credono nel valore di una cultura autentica e assoluta. Quella che si legge nei libri, ma soprattutto quella che prima si vive e poi si trasfonde in parole destinate a durare, perché impregnate del corpo e dell’anima di esseri viventi che, per il breve destino a loro assegnato, non possono sciupare una vita, violando i suoi più giusti e naturali principi. 
Questa monografia risponde principalmente a questo intento: far conoscere e riconoscere una poetessa, che si è incontrata casualmente in premi e libri comuni e che ora si esprime in tutta la sua realtà vivente e poetante. Una condivisione, che conferma tutta la verità di quell’“arte dell’incontro”, che resta la vita nel suo continuo divenire. 
Al termine di ogni monografia, potrebbe sorgere spontanea la domanda, soprattutto nell’autore o autrice, che ha costituito il soggetto dell’indagine critica. Qual è la mia collocazione nel contesto della letteratura italiana del nostro tempo? Dal “suo” tempo delle lezioni universitarie chi scrive è stato storicamente costretto a parlare di “ismi” e a provare a collocare gli autori al loro interno. Mentre compiva questo inevitabile procedimento didattico, avvertiva spesso qualche difficoltà che, per una sorta di proprietà transitiva di carattere eminentemente esistenziale ed estetico, sembrava trasferirsi agli stessi autori, anche se spesso non c’erano più. Un disagio, che è stato per fortuna risolto da qualche intelligente collega, il quale, redigendo una fortunata storia della letteratura italiana, adottata tra l’altro anche da chi scrive, aveva avvertito la forte, naturale esigenza di trattare soprattutto gli autori più vicini al nostro tempo liberi da schemi e preconcette collocazioni accademiche. In fondo, a quanti dei nostri poeti sarebbe stato gradito l’attributo di “crepuscolare”, elaborato da Giuseppe Antonio Borgese, o di “ermetico”, suggerito da Francesco Flora? 
Ogni poeta ha le sue vite, le sue storie, i suoi autori e, se il linguaggio risente inevitabilmente di una serie di inconsce influenze, che il critico non può che provare ad indovinare, egli resta un’isola in un grande arcipelago di forme e contenuti, che non conviene mai, alla maniera crociana, definire categoricamente ora felici ora infelici. 
Nel caso specifico in esame, la Tognacci, pur risentendo, dichiaratamente, di particolari suggestioni, prima fra tutte quella pascoliana, che avrebbe potuto rischiare di diventare, sulla scia degli studi di Edoardo Sanguineti, crepuscolare, non cede a questa non trascurabile tentazione e si inventa una sorta di universo 
sauvage, tutto suo, controllato tuttavia da una sempre scaltrita conoscenza tecnica della poesia contemporanea. Lontana dalle neo-avanguardie, ne crea una, tutta personale, fatta di parole e cose familiari ma anche universali, nelle quali potersi riconoscere integralmente, sinceramente, umanamente. 
Certo, il mondo che ci descrive è ormai cambiato, contaminato e trascolorato da diversi additivi allotri, se non del tutto estranei, alle sue aspettative più autentiche. Non è quindi da escludere che anche la sua poesia prenderà in futuro altre rotte ma, in ogni caso e soprattutto per questo, essa non tradirà mai se stessa.

Francesco D’Episcopo



Francesco D’Episcopo ha svolto attività didattica e scientifica presso il Dipartimento di Filologia moderna “Salvatore Battaglia” della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove ha insegnato Letteratura italiana, Critica letteraria e letterature comparate.
Ha insegnato, inoltre, Letteratura italiana all’Università del Molise. Precedentemente ha condotto ricerche presso il Centro internazionale degli Studi francesi di Nizza, dove ha seguito le lezioni di Michel Butor, e presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dove ha approfondito il pensiero politico meridionale. Tre sono i luoghi che hanno segnato il percorso intellettuale di D’Episcopo e a cui egli ha dedicato studi e pubblicazioni: il Molise, luogo di nascita, Salerno, suo luogo di scelta residenziale e di affinità intellettuale, e Napoli, città delle radici paterne e patria d’elezione. È membro dell’Associazione internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura italiana, per gli Studi neolatini e dell’Associazione degli italianisti italiani. Ha partecipato con ampie relazioni a importanti congressi nazionali e internazionali. Ha tenuto conferenze in Italia e all’estero (Amiens, Avignone, Budapest, Nizza). Fa parte del consiglio direttivo della Fondazione Guido e Roberto Cortese, che opera a Napoli, e del comitato scientifico della Fondazione Giambattista Vico. È stato per molti anni segretario del comitato provinciale della Società “Dante Alighieri” di Salerno.
È giornalista pubblicista. È stato direttore responsabile della rivista di Storia dell’Arte ON-OttoNovecento, fa parte del comitato di redazione della rivista Riscontri
È critico d’arte e, come tale, ha collaborato all’organizzazione di mostre di alto profilo culturale, presentando artisti in volumi e cataloghi. È attivo promotore culturale ed editoriale. Presso le Edizioni Scientifiche Italiane di Napoli, dirige la collana Biblioteca del Molise e del Sannio; come addetto all’Ufficio Stampa e Sviluppo della stessa editrice napoletana, ha organizzato e condotto incontri e dibattiti, anche a Galassia Gutenberg di Napoli e al Salone del libro di Torino. Dirige collane culturali con diversi editori. 
Ha conseguito numerosi Premi letterari alla carriera nonché Premi letterari per singole opere. 
L’attività didattica e accademica, la ricerca e la critica letteraria oltreché l’attività culturale svolta con assiduo impegno e profonda passione rivelano gli interessi di uno studioso che non disdegna di calarsi nella realtà del proprio territorio per valorizzarne il patrimonio culturale e umano e di trasmettere saperi e conoscenze alle future generazioni, affinché possano diventare sempre più competenti e consapevoli. 
Come critico letterario ha approfondito, fra le altre, le figure di Francesco Jovine, Alfonso Gatto, Francesco Bruno. Ha contribuito alla riscoperta di autori come Giovanni Pontano, Francesco Mastriani, Enzo Striano, Vincenzo Maria Rippo. Il suo metodo critico si contraddistingue per una sorta di ri-creazione dell’opera attraverso la conoscenza di tutto ciò che è stato propedeutico all’opera stessa, per arrivare a un giudizio complessivo equo e articolato. 
I suoi volumi e saggi figurano in accreditate bibliografie nazionali e internazionali. Le ricerche abbracciano ampi periodi della civiltà letteraria italiana, in un’ottica di correlazione multidisciplinare, come testimoniano i molteplici saggi. 
Nel 2017 con le Edizioni Helicon ha dato alle stampe il volume Elogio della lettera – scritta a mano –
Svolge intensa attività di collaborazione giornalistica e di promozione editoriale. Vari sono stati i riconoscimenti ufficiali alla sua opera di critico letterario, tra cui cinque Premi per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli è stata attribuita la cittadinanza onoraria dei Comuni di Alberona (Foggia), Guardialfiera (Campobasso), Moiano (Benevento) e Praja a Mare (Cosenza).
Nel 2018 ha vinto ex aequo il Premio per inediti al Concorso I Murazzi con il libro Vita.






 
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