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  Freschi di stampa  »  Sebbene sia scuro il tuo paese, di Juhan Liiv - Edizioni Joker 25/11/2019
 
Sebbene sia scuro il tuo paese

di Juhan Liiv

Cura, note e traduzione dall’estone di Pietro U. Dini
Revisione di Jüri Talvet

Edizioni Joker

Poesia

Pagg. 186

ISBN 978887536439-7

Prezzo Euro 16,00



*

 

Eccomi, arrivo!

Dal salice piombò giù
ghiaccio fuso,
dall’ontano scivolò giù
neve acquosa.

Alto in aria risuonò una voce:
la odo, la odo!
Arrivo io, la primavera,
eccomi, arrivo!
 

 

* * *


Musica

In qualche luogo dovrà pur esserci l’armonia prima,
nascosta in qualche posto della grande natura.
È nel cielo poderoso,
dove sono le sfere lontane delle stelle,
è nel brillio del sole,
nel piccolo fiore, nel sussurro del bosco,
nella musica del cuore della parola materna
o nelle lacrime,
in qualche luogo dovrà pur esserci l’immortalità,
in qualche luogo dovrà pur esserci un prima armonia:
se no, com’è giunta nel petto umano,
lei,
la musica?

 

 

* * *


Ieri vidi l’Estonia

Ieri vidi l’Estonia!
Vidi casupole, saune,
vidi sacchi e bagagli,
nei campi mucchi di pietre,
ieri vidi l’Estonia!

Ieri vidi l’Estonia!
Le fattorie in rovina,
sono esauriti i suoi sentieri!
Macchie di ginepro e d’ontani.
Ieri vidi l’Estonia!

Ieri vidi l’Estonia!
Tutta arbusti e cespugli
luogo di bruttura e sonno,
mondo di spirito scuro e quieto.
Ieri vidi l’Estonia!

 

* * *


Il mio partito

Ogni giorno cambio tante opinioni:
sono repubblicano, conservatore, borghese,
sono operaio, sì, perfino nobile,
e chissà dove vagherebbe la mia mente
s’io dimenticassi un altro partito: la mia lingua estone.

Sì, la lingua estone è il mio partito.


Juhan Liiv (1864-1913) è stato un poeta eccezionale sia nel contesto estone che in quello europeo e mondiale. Era di umili e povere origini contadine, e non oltrepassò mai la soglia di un’università. Per brevi periodi di tempo lavorò come giornalista a Tallinn, Viljandi e Tartu, ma sempre controvoglia. Presa la decisione di dedicarsi soltanto alla creazione letteraria, nel 1892 abbandonò la redazione del periodico “Olevik”, di Tartu, e divenne, nelle povere condizioni del suo paese, il primo scrittore professionista, vale a dire che cercò di guadagnarsi il pane quotidiano soltanto con i suoi scritti. Fu uno dei momenti salienti nella sua attività creativa: in otto giorni di intensa ispirazione, egli compose Vari (L’ombra), un’appassionata protesta, dai sottili tratti psicologici ed esente da semplificazioni, contro l’egemonia tedesca nel suo paese, che ancora oggi è considerato il suo miglior scritto in prosa.
Questo felice periodo si concluse improvvisamente. Subito dopo, nel 1893, gli venne diagnosticata infermità mentale e da allora soffrì di attacchi nervosi e di manie di persecuzione fino alla morte. Secondo la testimonianza di vari suoi contemporanei, Liiv si immaginava di essere il figlio dello zar Alessandro II e della poetessa estone Lydia Koidula o anche l’erede al trono di Polonia... Sono state addotte varie cause per la sua malattia: forse un amore infelice, o la mancanza di riconoscimento della sua opera da parte della critica o anche fattori genetici ereditari.

 
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