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  Freschi di stampa  »  Garibaldi, di Luciano Bianciardi - Edizioni Minimum Fax 14/10/2020
 
Garibaldi

di Luciano Bianciardi

Edizioni Minimum Fax

Storia

Pagg. 153

ISBN 978-88-3389-186-6

Prezzo Euro 14,00



Il poncho è poco più di una coperta da cavallo; il dialetto, quello ligure; l’elenco dei lavori fallimentare: bovaro, sensale, insegnante privato, fabbricante di candele. Che il lettore si metta comodo: la storia di quest’uomo è stata raccontata molte volte, ma Bianciardi lo fa a modo suo. Con il tono clandestino delle confidenze, la pazienza dello storico, la vivacità dello scrittore. Il suo Garibaldi non è soltanto una biografia, è il romanzo di un ribelle deposto dal piedistallo e restituito alla vita, ai suoi intrecci pieni di slanci, di sofferenze, di errori, di delusioni. La stagione da corsaro, l’epopea del Rio Grande, la laguna delle anatre, l’assedio di Montevideo e di Roma, il gaucho Aguyar, la morte di Anita, il pittoresco esercito dei Mille... Ma è anche l’omaggio di un anarchico ormai vinto dall’alcol e dalla «vita agra» all’eroe della sua infanzia. Perché questo è l’ultimo libro che Bianciardi scrisse, l’ultima camicia rossa che indossò, come un’allegria postuma, l’ultima affabulazione contro un’Italia da sempre vigliacca, ipocrita, irriconoscente e perbenista. Del resto, nell’elenco ufficiale dei Mille, Garibaldi non risultò neppure fra gli italiani.
E così Bianciardi ce lo descrive, come uno straniero in patria, un istintivo, un generoso, un idealista. «In tutti i posti di mare c’è almeno un ragazzo fatto così, quello che non si tira indietro, quello che offre da bere, quello che sa le canzoni, quello che si arrampica per primo in cima a un albero, o sulle sartie delle navi. Al porto lo conoscono, tutti lo chiamano
per nome». 



Luciano Bianciardi (Grosseto, 14 dicembre 1922 – Milano, 14 novembre 1971) è stato insegnante, bibliotecario, giornalista, traduttore, commentatore sportivo. Promosse un furgone-biblioteca itinerante chiamato Bibliobus per alfabetizzare i lavoratori della provincia, e scrisse con Cassola un’inchiesta sui minatori della Maremma di prossima pubblicazione per minimum fax. Il suo romanzo più famoso, La vita agra (1962), è la disincantata cronaca del miracolo economico italiano.

 
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