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  Letteratura  »  Il morto piovuto dal cielo e altri racconti, di Georges Simenon, edito da Adelphi e recensito da Grazia Giordani 08/11/2018
 
Non solo Maigret Ecco l'altro eroe creato da Simenon

Il medico-investigatore Dollent al lavoro con il commissario Lucas


Che Georges Simenon (Liegi 1903-Losanna 1989) sia uno degli scrittori non solo giallisti più amati dal pubblico è storia nota. Ma quando si scosta dai suoi eroi classici, soprattutto dal commissario Maigret e dalla sua squadra, secondo noi perde qualche punto. Ci riferiamo, nella fattispecie a «Il morto piovuto dal cielo e altri racconti» (Adelphi, pp.161, euro 12, traduzione di Marina Di Leo) facente parte della folta produzione, ben 178 racconti, che l’autore belga ha scritto tra il 1929 e il 1962.
È nella silloge dei quattro racconti di cui in questo momento stiamo trattando, che Simenon crea il nuovo personaggio dell’esuberante dottor Jean Dollent.
Eppure, l‘autore non ha brillato per sincerità. Perché quando nel giugno del 1938 rifiutò di rispondere alle domande di una giornalista sul romanzo poliziesco, affermando che l’argomento lo riguardava quanto la vendita degli idrocarburi, tenendo conto che da cinque anni è entrato a far parte della scuderia di Gallimard e ha pubblicato alcuni dei suoi romanzi cosiddetti duri, migliori è anche vero che per tutto il mese di maggio ha scritto al ritmo compulsivo di uno al giorno, proprio dei racconti polizieschi, tra i quali le inchieste del nuovo detective, il giovane medico Jean Dollent. Nella presente raccolta che comprende: «Gli sposini del 1° dicembre», «Il morto piovuto dal cielo», «L’avventura galante dell’olandese», «Il passeggero e il suo guardaspalle negro», a nostro avviso il più interessante è il penultimo, proprio perché vi ritroviamo anche il commissario Lucas, respirando, si fa per dire, un po’ di aria di famiglia di quando frequentavamo la splendida figura del commissario Maigret.
Il dottor Jean Dollent aveva deciso di trascorrere a Parigi le due settimane di vacanza che si era concesso e di approfittarne per studiare i metodi della Polizia giudiziaria. Per una fortunata coincidenza il commissario Lucas veniva dalla Charente, e a lui il dottorino era riuscito a farsi raccomandare da amici comuni.
Da qui nasce una spiritosa gara tra lo scafato Lucas, vecchio del mestiere e il novellino Dollent che pure ha intelligenti intuizioni. Protagonista dei misfatti il signor Van der Donck in una serie di eventi drammatici.
«Passi da me tutti i giorni verso le nove – dice Lucas al neo detective -. Prima o poi avremo un caso che la incuriosirà ... ».
È qui che il rubizzo e corpulento olandese comincia a narrare il suo sfortunato caso, fatto di opulente mangiate e libagioni, con la perdita del portafoglio. E ci è scappato persino un morto, ovvero la prostituta Lydia.
Il dottorino vorrebbe risolvere il caso a tutti i costi, addirittura giocandosi il tutto per tutto, rischiando addirittura un’incriminazione per falso in atto pubblico, sottrazione di documenti, furto e ricettazione, per non parlare di un’accusa ancora peggiore.
Era ben deciso a non lasciarsi umiliare dal commissario Lucas e a dimostrargli che quel fiuto di cui si cominciava a parlare in provincia non scemava a contatto con la capitale. Alla fine la sfida Lucas-Dollent nello scoprire il colpevole si risolverà alla pari. Ma lasciamo aperta al lettore buona parte della curiosità.


Grazia Giordani

 
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