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  Letteratura  »  Ivan, di Malia Delrai, edito da Delrai e recensito da Katia Ciarrocchi 20/11/2018
 
Ivan – Malia Delrai – Delrai Edizioni – ISBN  9788899960704 – Euro 19,90



Amore. Una parola condizionante e vuota, un’illusione, nient’altro che un legame mentale.

In una partita a scacchi non vince chi si difende meglio, ma chi sa dosare il giusto attacco con la giusta difesa.

I mostri si nascondono spesso dietro maschere impostate dalla società per essere figure positive, e la colpa non è mai della categoria, ma della persona.

Si, i mostri si possono amare. Si può morire per loro, si può vivere per loro. Ci si può annullare e trascinarsi in continue e assurde ossessioni per loro. I mostri sono quelli che ti rubano l’anima e ti fanno sopravvivere nella speranza inutile di poterla riavere indietro.

Ivan Volkov è uno dei killer più temuti della Russia per ferocia e precisione. Lui è un Lupo di Tambov e il migliore amico di Roman Nevskij. Non ha mai fallito un obiettivo, mai, da quando ha conosciuto ed è diventato il braccio destro del leader della Tambovskaja, la mafia russa di San Pietroburgo. Perciò si trova spiazzato quando a puntargli la pistola contro il torace è la figlia dell’uomo che dovrà uccidere e che lo sfida con i suoi occhi da assassina: lei non è poi così diversa da lui. A sconvolgere l’uomo è la proposta che la ragazza gli fa: del sesso in cambio della vita. Lo sguardo di Ania Mikhajlova sembra schernirlo e il sorriso malizioso che gli lancia lo provoca e vuole fargli superare ogni limite. Due assassini a confronto, anime affini, spiriti sconfitti dall’assenza di umanità. Nessuno di loro è disposto a perdere, in una lotta di passione e di violenza reciproca. Perché l’unico modo che hanno per sopravvivere è uccidere, anche quando si tratta di sentimenti.”

Ho divorato Ivan di Malia Delrai.
Non approfondirò la trama oltre quello riportato dalla casa editrice per promuovere il libro, ma mi soffermerò sui tumulti che esso mi ha fatto “vivere”.
Ivan Volkov un assassino freddo e calcolatore, un personaggio che temi ma che allo stesso tempo intriga, ho letto in rete di un precedente a questo libro, un Ivan raccontato dalla voce di Roman Nevskij, e mi spiace profondamente non averlo letto perché, forse, mi avrebbe aperto alcune finestre che in me sono rimaste socchiuse.
Ania Mikhajlova è la sensualità fatta persona, la stessa sensualità che usa come arma per uccidere.
Il loro incontro: un’esplosione di sensi, un’esplosione che sicuramente mette in tumulto la coscienza del lettore.
In questo libro l’autrice gioca molto sui sentimenti, usa le emozioni dei due protagonisti, insicurezze, egocentrismo, freddezza, passione, follia, estasi estrema e quant’altro abita l’essere umano per dare una scossa al lettore, infatti è inevitabile che leggendo questo libro non ci si ponga delle domande sulle proprie debolezze, sulla propria emotività mettendosi in discussione. Ci sono sentimenti che più delle volte nascondiamo a noi stessi, ma dinanzi a Ivan molto viene a galla.
Malia Delrai non si vergogna di mettersi in campo, ma soprattutto non cade mai nella volgarità, il filo conduttore della narrazione è ossessione e rispetto, e se ci pensiamo bene, non sono anche questi sentimenti facenti parte dell’amore?
Ivan e Ania sono due esseri che sopravvivono, sono entrambi rovinati da un vissuto passato e presente, entrambi non hanno via d’uscita se non quella della morte che sembra una liberazione, eppure l’Amore quello totale apre uno spiraglio di luce nelle loro anime oscure.
Ivan è un libro che coinvolge, sicuramente per la narrazione semplice e diretta, anche se spesso si trovano delle piccole distrazioni che destabilizzano, in alcuni passaggi le scene di sesso sono eccessive anche perché inverosimili per momenti e luogo, sicuramente l’autrice vuole estremizzare l’ossessione di Ania e l’incapacità nel resistere a tante sensualità di Ivan, ma io personalmente credo siano inopportune.
Nonostante questi piccoli appunti Ivan è un libro che si fa leggere con voracità e che alla fine ti rimane dentro lascianti un senso di appagamento totale.
Perché spesso l’amore, anche se estremizzato, è la risoluzione di tutto.

C’è sempre del fuoco a illuminare l’Inferno quando brucia.

l’estasi ha l’odore del sesso, ma il sapore dell’amore. Non vergognarti mai di ciò che sei, perché è ciò che rimarrai.



Katia Ciarrocchi



www.liberolibro.it








 
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