Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Letteratura  »  L'incarico, di Friedrich Durrenmatt, edito da Adelphi e recensito da Siti 06/01/2019
 
L’incarico – Friedrich Durrenmatt – Adelphi – Pagg. 107 – ISBN  9788845926754 – Euro 15,00



Il Grande Fratello



Presso le rovine di Al-Hakim è stato rinvenuto il cadavere di Tina, moglie dello psichiatra Otto von Lambert, autore di un libro sul terrorismo islamico; recuperatolo e trasferitolo per le esequie inusuali e spettacolari tramite un volo aereo in elicottero, il luminare, assalito dai sensi di colpa, ingaggia una reporter affinché sveli il mistero della violenza subita dalla moglie e dei motivi del suo omicidio. In ventiquattro brevi paragrafi, tutti sintatticamente risolti in un periodo della lunghezza variabile compresa tra due e sei pagine con un unico punto fermo, consiste la novella e, se vi dicessi che mi sono resa conto della mancanza di punteggiatura solo a metà libro, sono sicura che renderei l’idea della perfezione stilistica di questa prosa che può fare a meno della classica suddivisione di un testo in frasi. 
La F., che aveva filmato, tra tanti, l’evento delle improbabili esequie, accetta l’incarico e dopo essersi rivolta al logico D., il quale esterna le sue elucubrazioni “sull’osservare di chi osserva gli osservatori” parte alla volta del Marocco. In questo contesto avvelenato dall’eterno conflitto tra due centri del potere, ci si perde nel giallo della ricerca, nel nero degli eventi macabri che vengono narrati e rappresentati e filmati, nel grigio alluminio di un’allucinata e allucinante distopia, nel colore che non so attribuire del surreale, per me potrebbe essere il blu giustapposto al giallo del noto quadro di Van Gogh “Notte stellata”. Tanti stili, tanti rivoli di moduli letterari da inseguire fino all’epilogo a sorpresa, ultimo atto della destabilizzante esperienza di lettura offertarci. Geniale, sicuramente. Bello? Piacevole? Per me no, ma ciò ricade nella personale sfera del lettore, non sono il suo lettore ideale in questo caso, gli devo senz’altro il richiamo a un suo illustre anticipatore che, ne “I quaderni di Serafino Gubbio operatore” tante intuizioni, qui ritrovate, aveva anticipato. A voi scoprirle…


Siti

 
©2006 ArteInsieme, « 09227033 »