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  Letteratura  »  D'ora in poi, di Adalgisa Zanotto, edito da Fara e recensito da Vincenzo D'Alessio 07/02/2019
 
D’ora in poiAdalgisa Zanotto -Fara Editore, 2018.


Vede la luce nella Collana “ Vademecum” (19) la raccolta poetica “ D’Ora in poi” della poeta Adalgisa Zanotto. I versi sono dedicati ad una mamma che durante la gravidanza afflitta da un tumore: “(…) ha scelto di sottoporsi solo alle cure mediche che non avrebbero messo a rischio la vita del figlio.”- che portava in grembo.

La Giuria del concorso nazionale “Faraexcelsior 2018” ha votato questa raccolta motivando il proprio giudizio con queste parole: “ (…) Per raccontare in versi una tale verità e farlo con questo trasporto emotivo senza cadute di tono e senza mai palesarlo troppo, ci vuole un Poeta.” (Massimiliano Bardotti, a pag.7).

La Nostra scrive nei panni della mamma: anima i personaggi chiamandoli per nome, percorre l’itinerario terreno facendosi portavoce di gioie e dolori.

La fede cristiana si affaccia a consolidare l’eterno confronto tra vita e morte.

Difficile seguire senza commuoversi il tempo terreno e l’Eternità alla quale la mamma si avvia cosciente pur di lasciare ai suoi cari un altro figlio: “ perché sbracciarsi per un addio? / tremenda la partenza senza saluto / inesorabile se non ha nido a cui tornare / ” (pag.50).

L’energia dell’Amore fluisce in tutta la raccolta. La volontà di accettare il dolore personale permettendo ad una nuova vita di continuare si legge nei versi: “ (…) tengono a battesimo una promessa / che ha vocazione per chi resta / ” (pag.50).

Si percepisce in questi versi la similitudine dell’acqua amniotica con l’acqua del battesimo e dell’utero materno con il fonte battesimale: prendono corpo cristianamente, vivificano la promessa che la vita terrena continua dopo la morte nell’affetto di chi resta.

La scrittura poetica si avvale di assonanze, dell’enjambement, della rima nei versi finali di alcune delle poesie e dell’uso del verso libero.

L’opera si avvale della prefazione di Gianni Criveller.

Aggiungo i versi del poeta Giuseppe Ungaretti dedicati a sua madre per la dolce memoria di un’altra madre: “ (…) Ricorderai d’ avermi atteso tanto, / E avrai negli occhi un rapido sospiro.”


Vincenzo D’Alessio





 
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