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  Letteratura  »  La pace mancata, di Franco Cardini e Sergio Valzania, edito da Mondadori e recensito da Grazia Giordani 15/03/2019
 
La pace mancata del 1919;gli errori del vertice di Parigi
Nella capitale si decisero i destini del mondo dopo la Grande Guerra.





Certo che capita raramente di leggere con lo stesso coinvolgimento che si presta ad un bel romanzo, un saggio storico come quello di
Franco Cardini, dal sintetico titolo «La pace mancata» (Mondadori, pp.240, euro 22, collaborazione al testo di Sergio Valzania). La visione critica di Cardini ci fa entrare nel complesso milieu di fatti storici che i testi scolastici tradizionali per imperizia o per scarso senso critico, non avevano e non hanno contemplato con pari lucidità. Così apprendiamo che fra il gennaio 1919 e quello del 1920, a Parigi si decise il destino del mondo. Al termine del grande conflitto che secondo la promessa wilsoniana, avrebbe dovuto «porre fine a tutte le guerre», in un momento decisivo per un possibile riscatto, dopo anni di atrocità, i leader delle quattro potenze vincitrici si riunirono nella capitale francese per discutere i termini della pace, ridisegnando i confini politici e ristabilendo gli equilibri dell’Europa e del mondo. A Parigi si riunirono Woodrow Wilson, Lloyd George, Clemenceau e Orlando Ed ebbero un potere che nessun altro aveva mai avuto prima, ma il loro operato fu un vero disastro.
«Accettare Parigi come sede della Conferenza non fu che uno anche se forse il più grave, degli errori commessi prima ancora che i negoziati avessero inizio (. . .) il presidente Woodrow Wilson decise di assumere personalmente il compito di plenipotenziario statunitense (. . .) Wilson si espose senza schermi allo svolgersi delle trattative e portò quindi le maggiori responsabilità per gli esiti che esse ebbero».
La trattativa che avrebbe dovuto essere un ordine fondato sulla giustizia e il rispetto dei diritti dei popoli, anche per il razzismo e le idee arroganti di Wilson, non fu in grado di dare al continente e al mondo intero un assetto giusto e pacifico.
Ai vinti vennero imposte dure condizioni spesso a scopo vendicativo o sotto la minaccia di continuare ad affamare la popolazione civile.
Sulle rovine degli imperi sconfitti nacquero nuovi stati in cui si affermarono i nazionalismi più gretti da cui scaturirono problemi insolubili e numerose guerre locali.
Le decisioni prese riguardanti la Germania sconfitta, confortata da piccoli Stati con forti minoranze tedesche, contribuirono in maniera fatale alla salita al potere di Hitler.
Il presidente Wilson, del tutto digiuno di vis diplomatica -l’uomo sbagliato al posto sbagliato -, peggiorò quella situazione già annodatissima postbellica, portando i risultati verso la costituzione della Società delle Nazioni, alla quale, paradossalmente, gli stessi Stati Uniti non aderirono. Non si può operare, come fece Wilson, in circostanze così determinanti per il mondo intero, se si è digiuni di astuzie atte al saper negoziare.
Il duo Cardini Vallanzania ripercorre con lucida intelligenza critica i fatti ignoti alla maggior parte di noi, che pure amiamo la Storia, occorsi a Parigi in quell’anno fondamentale, quel 1919 da cui scaturì la pace mancata.
Quasi fossimo provvisti di un’ipotetica moviola, possiamo esaminare, alla luce del prezioso testo, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti. E Cardini, fin dall’incipit del saggio afferma di essere dalla parte dei vinti. In buona sostanza, la Conferenza di Pace del 1919 per i suoi protagonisti – il più volte citato Woodrow Wilson e i primi ministri Lloyd George, Clemenceau e Orlando –fu l’occasione mancata di stabilire un giusto ordine internazionale. I quattro leader ebbero nelle loro mani i destini del mondo, ma costruirono una pace che ha dato solo frutti bacati.

Franco Cardini è professore emerito di storia medievale presso l’Istituto Italiano di Scienze umane e sociali/Scuola normale superiore e Directeur de Recherches nell’ École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, nonché Fellow della Harward University.

Sergio Valanzania storico e studioso della comunicazione, autore radiofonico e televisivo, ha diretto programmi radiofonici della Rai. Scritto su LA NAZIONE, AVVENIRE, LA REPUBBLICA, IL GIORNALE, L’INDIPENDENTE, LIBER


Grazia Giordani


 
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