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  Letteratura  »  Maria Stuarda, di Stefan Zweig, edito da Bompiani e recensito da Siti 06/06/2019
 
Maria Stuarda – Stefan Zweig – Bompiani – Pagg. 375 – ISBN 9788845291166 – Euro 12,00



Delusione



Ho letto in passato alcune biografie di Zweig rimanendone ogni volta affascinata e colpita, in modo particolare sono stata rapita da quella di Magellano e da quella di Maria Antonietta, apprezzandone il taglio romanzesco, la limpidezza della prosa e il carattere divulgativo. Devo ammettere, però, che quest'ultima dedicata alla regina scozzese è stata da me meno gradita e mi ha portato a riconsiderare anche gli apprezzamenti elargiti nel passato. Senza nulla togliere a Zweig, mi rendo ora conto che ciò che maggiormente mi colpiva in passato era la tragicità insita nei personaggi storici fatti oggetto di tali narrazioni, e di ciò mi ha reso consapevole proprio questa biografia dedicata ad un'altra grande vittima della storia come Maria Antonietta o del Fato, come Magellano. Maria Stuarda incarna infatti il prototipo della maschera tragica ma questa volta, la narrazione eccessivamente prolissa, ridondante, quasi retorica a tratti, mi ha allontanato dal piacere provato in altri tempi. Eppure questa è anche fra le tre l'opera maggiormente supportata da documenti che dovrebbero restituire quell'oggettività insita alla ricerca storica e di conseguenza alle biografie di personaggi storici. Ma qui spesso la narrazione è pretestuosa e l'amarezza del travaglio dello scrittore esule- lo scritto è del 1935- e del bando subito dalle sue opere trapela ripetutamente con considerazioni sibilline che altro non sono che strali lanciati contro il suo tempo, resi universali perché adattabili anche al XVI secolo. Una forzatura, quasi. Per non parlare di una vena misogina che attraversa in maniera prepotente la prima parte dello scritto e che ripetutamente avvalla l'ipotesi che donne e politica sono universi distanti e inconciliabili data la natura acida, cattiva e capricciosa delle stesse. Tali limiti li attribuisce non solo a Maria ma anche alla sua eterna rivale Elisabetta I, abilmente usata per rafforzare inoltre la tesi di un'isteria atavica e inguaribile nella natura femminile. Ecco, mi ha irritata! Per il resto, se si ha voglia di leggere una narrazione dal taglio drammatico e retorico per conoscere i dettagli di una vita comunque eccezionale, questo libro potrebbe fare al caso vostro; gli salvo solo i continui e precisi riferimenti all'opera del Bardo.


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