Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
Fotografie  
 
 
 

  Letteratura  »  Austerlitz, di Wilfried Georg Sebal, edito da Adelphi e recensito da Siti 30/08/2019
 
Austerlitz – Wilfried Georg Sebal - Adelphi – Pagg. 315 – ISBN 9788845920448 – Euro 13,00


Destino: solitudine



Come nell’epos un ruolo determinante assolve la stratificazione di racconti derivati dal mito e tramandati oralmente, così questo romanzo incentra la sua riflessione sulla stratificazione operata dagli uomini negli spazi da loro abitati, vissuti e ideati per le più diverse necessità. La riflessione su di essi è dunque uno dei fili conduttori di questa scrittura che, cavalcando la professione del suo protagonista, Jacques Austerlitz è un professore di storia dell’architettura, conduce ad una presa d’atto della caducità delle stesse edificazioni umane e della loro necessaria, successiva e funzionale sovrapposizione. Ci sono in questo romanzo pagine imperniate su descrizioni dal fascino decadente che accompagnano il lettore nella scoperta di luoghi; può trattarsi di spazi fisici che abbiamo sicuramente presenti alla nostra memoria: spazi urbani per lo più riconducibili a città quali Londra, Parigi, Anversa, Praga o ancora spazi dismessi, riconvertiti, inglobati in nuovi scenari suburbani o ancora siti abbandonati o vecchi appartamenti dalla memoria lisa o ville dai gloriosi fasti passati o un ghetto tristemente noto per i disegni dei suoi bambini che furono poi deportati nei campi di sterminio di Treblinka e Auschwitz. Tutta la dimensione spaziale, accompagnata in molte pagine anche da scatti fotografici che documentano quanto descritto, si intreccia con quella temporale e con il racconto del narratore che, a più riprese nel corso degli anni, ha incontrato dapprima in modo casuale e fortuito poi in modo sempre più sistematico ma mai certo, Austerlitz il quale nel corso di questi incontri gli affida la sua memoria storica: il suo spazio e il suo tempo; dimensioni nel suo caso nebulose. Grazie al narratore possiamo anche noi conoscerne la storia assistendo proprio ad un recupero della dimensione spaziale che soggiace all’identità temporale di questo uomo venendo a conoscenza della sua storia personale sepolta in strati di memoria sopita. Un romanzo davvero originale che ci permetterà di sapere chi è Austerlitz, perché vive solo e rifugge il contatto umano, o ancora perché la sua identità di bambino, la sua vera identità , non gli si era rivelata prima che il suo destino di uomo adulto venisse costretto in una gabbia di auto isolamento.


Siti

 
©2006 ArteInsieme, « 09574593 »