Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Canti celtici  
 
Il cerchio infinito  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
Fotografie  
 
 
 

  Letteratura  »  Esplorare il silenzio, di Nicoletta Polla-Mattiot, edito da ED Enrico Damiani e recensito da Katia Ciarrocchi 10/09/2019
 
Esplorare il silenzio – Nicoletta Polla-Mattiot – ED Enrico Damiani – Pagg. 268 – ISBN 9788899438593 – Euro 14,00




A che cosa serve il silenzio? Superato il dilemma di partenza (serve o non serve?), accettato di sperimentarne il valore comunicativo, occorre riportarlo a un codice condiviso. Marcel Marceau, che da cinquant’anni calca le scene senza proferire una sola parola, sostiene che «tutte le arti, anche il silenzio, hanno una grammatica. Ma prima bisogna sintonizzarsi sull’anima: con il corpo, con il cuore, con lo sguardo. Non basta fare dei gesti». Non basta neppure stare zitti. Occorre uno scopo, una strategia, una volontà tattica. Tacere diventa significativo quando si è assoluta-mente in grado di parlare, ma si sceglie di non farlo. Non per negare la comunicazione, ma per espanderla. Non per sottostare passivamente a tabù o imposizioni esterne, semmai per aggirarli e obbedire al principio di efficacia. Non parlo per dirti di più e meglio quello che penso o voglio farti credere di pensare.

Esplorare il silenzio è un saggio scritto da Nicoletta Polla Mattiot, edito Enrico Damiani, con prefazione di Gigi Spina e un capitolo dedicato alla nascita e all’attività dell’Accademia del Silenzio, fondata da Nicoletta Polla-Mattiot e Duccio Demetrio nel 2010.
Viviamo sicuramente in questo periodo storico, un momento di completa confusione, dove siamo sempre iperconessi e in “contatto” con il mondo intero, vivendo relazioni a distanza e magari non guardando nemmeno in faccia chi condivide il nostro stesso tetto o, il sedile accanto a noi nel vagone su di un treno.
Viviamo un mondo di non silenzio perché tartassati e tormentati da parole e suoni urlati, quasi a voler essere una gara, nel farsi sentire più ad alto volume. Basti pensare ai suoni/rumori dei telefonini, alle parole urlate nelle strade o nei treni, autobus dove tutti parlano delle proprie situazioni, a volerne rendere partecipe il mondo.
Forse il tornare ad ascoltare la voce del silenzio sarebbe un po’ come ritrovare sé stesso perché come doveva Nietzsche “Meglio solo che assordato”.
L’autrice ci spiega di quanto il silenzio abbia da raccontare, e la citazione più appropriata è il teatro dell’assurdo di Ionesco, nello specifico “Le sedie” e poi del regista tunisino Taoufik Yrbali che con il suo spettacolo Femtella “sei attori restano in scena per un’ora fermi e zitti, osservando un silenzio e un’immobilità prolungata e senza pause”; questo è per indicarci quanto il silenzio sia carico di parole e di significato se solo torniamo ad avere la capacità di interpretazione, ma forse è proprio questo quello che non riusciamo più a fare perché siamo immersi nel rumore continuo e nella confusione conclamata dove la stessa pubblicità ci martella di parole.
Galileo Galilei Nel “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” a me pone un dubbio: l’uso della parola non porta forse alla morte della parola? Forse è la mia interpretazione errata dello stralcio riposato dall’autrice né Esplorare il silenzio.
Il libro “Esplorare il silenzio” di Nicoletta Polla Mattiot è un interessante raccolta di saggi di diversi autori, pone delle domande e sicuramente provoca dei dubbi al lettore costringendolo a fermarsi nel silenzio per riflettere, ma ammetto che mi è mancata quella parte dell’anima che abita il silenzio, quell’anima che non può essere imprigionata da mille parole.

Poco prima della predica di un maestro buddhista, un uccellino iniziò a cantare su un ramo fuori dalle mura del monastero. Il maestro tacque e tutti ascoltarono il canto in rapido silenzio. Appena l’uccellino smise, il maestro annunziò che la predica era finita, e se ne andò”


Katia Ciarrocchi


www.liberolibro.it


 
©2006 ArteInsieme, « 09713708 »