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  Letteratura  »  Spettri di frontiera, di Ambrose Bierce, edito da Adiaphora e recensito da Katia Ciarrocchi 06/01/2020
 
Spettri di frontiera – Ambrose Bierce – Adiaphora – ISBN 9788899593247 - Euro 16,00




Non so se nel mondo spirituale un sentimento o un’emozione possano sopravvivere al cuore che li ha provati, e cercare di manifestarsi nella vita di un parente, col trascorrere del tempo.
(L’orologio di John Bartine)

Adiaphora Edizioni ci propone questo piccolo gioiello: Spettri di frontiera, una raccolta selezionata di racconti di Ambrose Bierce il “Lessicografo del diavolo, il cinico dei cinici, l’uomo più cattivo di San Francisco” che ha segnato una parte importante della letteratura americana.
Bierce nel descrivere “la non realtà” da corpo alle più terribili ossessioni dell’uomo nell’epoca in cui ha vissuto.
I racconti che scrive Bierce sono tratti da esperienze dirette, soprattutto vissute nella Guerra Civile, infatti, nel dentro ci sono metafore che rappresentano benissimo il realismo delirante di una guerra distruttiva con tutti i suoi fantasmi che affiorano nella mente di chi la vive sulla pelle, e il fascino che ha lo stesso Bierce per il misterioso e il sovrannaturale.

C’è un punto in cui il terrore può trasformarsi in follia, e la follia incita all’azione.
“La finestra sbarrata” è ambientata in una località dell’Ohio ancora selvaggia. E’ una storia di orrore che si basa sulla memoria di un bambino, fatti appresi nell’infanzia da racconti del nonno. Interessante i diversi punti di vista, quello di un bambino irrazionale e quello, quanto adulto, proverà a ricostruire la storia appresa dal nonno rilevando i tratti psicologici dei protagonisti.

Poiché vi sono diversi tipi di trapasso… Alcuni, nei quali il corpo permane, e altri, in cui esso svanisce assieme allo spirito. Ciò accade di norma in solitudine (tale è la volontà di Dio) e, non vedendo la fine, ci raccontiamo che l’uomo è perduto, o che è partito per un lungo viaggio… Cosa che, in effetti, egli ha fatto. Ma, talvolta, ciò è accaduto davanti agli occhi di molti, come dimostra un’ampia testimonianza al riguardo. In un certo tipo di trapasso anche lo spirito decade, ed era risaputo che, quando ciò avveniva, il corpo rimaneva in vigore ancora per lunghi anni. Talora, com’è attestato in modo veritiero, esso trapassa assieme al corpo, ma dopo un certo tempo risorge nel luogo dove quest’ultimo è marcito.
“Un abitante di Carcosa” ci narra il vagare di un uomo attraverso un deserto sconosciuto dopo aver ascoltato le riflessioni del filosofo Hali sulla natura della morte.
Immemore di come sia iniziato il suo vagare farà incontri insoliti finché non si troverà a vagare in un cimitero antico dove troverà la sua lapide mentre in lontananza intravede la sua cittadina “Carcosa” in rovina. Come a voler descrivere il filo sottile che delinea la ragione alla rovina dei sensi.

Si dice che oggi io sia vivo: domani, qui in questa stanza, riposerà quella vacua forma d’argilla che troppo a lungo sono stato. Se qualcuno solleverà il telo dal viso di quella cosa sgradevole, sarà per soddisfare una mera e morbosa curiosità. Alcuni, senza dubbio, si spingeranno oltre e si domanderanno: «Chi era?». In questo scritto fornirò l’unica risposta che sono in grado di dare: Caspar Grattan.
In “La strada al chiaro di luna” una donna è uccisa nella notte, come e perché lo si scoprirà grazie a tre diverse testimonianze, una delle quali fornita dalla vittima tramite un medium.
Una storia in bilico tra mistero e presenze ultraterrene, credenze che sono molto radicata nell’autore.

Casualità e sovrannaturale si uniscono alla realtà quotidiana insieme a una buona dose di cinismo è la peculiarità dell’opera di Bierce.
Bierce è l’enigmatico interprete di un’epoca che vale assolutamente di leggere e non solo per gli amanti del genere.
Spettri di frontiera un libro che consiglio!



Katia Ciarrocchi



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