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  Letteratura  »  Ricordando Graziella, di Piera Maria Chessa 20/01/2021
 
Ricordando Graziella

di Piera Maria Chessa



Graziella Cappelli é una carissima amica che conobbi tanti anni fa sui blog. Allora i blog e i siti erano molto diffusi, e soprattutto piuttosto frequentati, facebook non era altrettanto noto, perlomeno non per tutti, solo in seguito noi abbiamo incominciato a farne parte, e un numero considerevole di persone si è spostato sui nuovi social. Un po’ alla volta i blog sono diminuiti, anche se non sono pochi quelli che continuano a essere attivi.

E’ stato dunque sui blog che conobbi Graziella, i nostri commenti agli argomenti proposti dai curatori dei siti incominciarono a girare dall’uno all’altro. In quel periodo forse Graziella non aveva un blog personale, ma scriveva su quelli collettivi, dove lo spazio veniva condiviso. Tra questi, Cantiere poesia, che è ancora molto attivo e che ha ospitato e continua a ospitare dei bravi poeti. Credo che il mio primo incontro con lei sia avvenuto là.

Mi hanno colpito subito i suoi testi. Essenziali, densi. Il suo sguardo si posava su tutto, spaziava ovunque e affrontava numerosi temi. In pochi versi sapeva raccontare tanto, perché non aveva bisogno di tante parole, solo quelle necessarie.

Ora Graziella non c’è più, pochi mesi fa ha intrapreso un nuovo viaggio, non prima però di averci lasciato un buon numero di testi poetici, molti dei quali aveva raccolto in sillogi belle e suggestive, tra queste Nel palazzo dell’ombra.

Ma lei non è solo una poetessa, ci ha lasciato, ed è stato il suo ultimo lavoro, anche un libro in prosa: Rossella. Possiamo considerarlo un romanzo breve, oppure un racconto lungo. Ma quel che conta è la storia raccontata, lo stile dell’autrice, e il ritrovare anche tra le pagine in prosa la sua vena poetica.

Di seguito, in questi primi giorni di un nuovo anno, ripropongo un mio post a lei dedicato, lo scrissi diversi anni fa, nel giugno del 2014.

***

Graziella Cappelli

Graziella Cappelli è un’altra cara amica che ho voluto ospite da me, ha portato con sé non solo le sue belle poesie ma anche il profondo amore per la natura e il rispetto per l’umanità.

In realtà, la sua poetica è un universo tutto da scoprire, come accade per ogni poeta, e in generale, per ogni scrittore. La sua conoscenza, però, secondo me, avviene con gradualità, con discrezione, mi viene da dire, è come se l’autrice volesse svelare qualcosa di sé lentamente, quasi con ritrosia. E’ forse per questo che l’apprezzamento dei suoi testi diventa un poco alla volta sempre più profondo, perché si ha il tempo e il desiderio di soffermarsi per meglio capire.

Sono diversi i temi trattati, perché diversi gli interessi e le curiosità, attento e sensibile il suo sguardo.

Per questo desidero proporre alcuni suoi testi, per la loro bellezza, per i profondi contenuti, per i motivi di riflessione che ne possono scaturire.

***

Nella poesia Amico traspare la sua generosità e il rammarico per la partenza di un conoscente, un vicino di casa, neppure un vero amico; ma l’indifferenza non appartiene all’autrice, anzi, lei la condanna apertamente, infatti scrive “in questa strada/ fatiscente/ d’indifferenza”.

D’improvviso

sei partito

amico

dirimpettaio

dai capelli di neve.

Gentile

mi elargivi

saluti e sorrisi

in questa strada

fatiscente

d’indifferenza.

A volte

attraverso

la siepe

parlavamo di arte

e i tuoi occhi

s’illuminavano

come vele sul mare.

Guardo ora

sotto il melograno

la tua sedia

vuota

e di fianco

il pino

immenso

che stilla lacrime.

In Toscana, amore ci regala un bel ritratto della sua suggestiva regione, ce la presenta come una sensuale bellissima sirena, e noi ne seguiamo i tratti, incantati, ma poi arriviamo alla chiusa, e viene naturale condividere con la poetessa sentimenti intimi e discreti come la nostalgia e il rimpianto.

Sirena

emersa dal mare

adagiata e pigra

mostri

geometria di forme

sinuose.

Ti ornano le spalle

i ricci capelli

d’appennino

e gli occhi d’agata

sfumano…

nell’infinito.

La schiena inarchi

quando il vento

ti solleva i veli

e sparge profumi

nelle conche

smeraldine.

Mia luce

a te ritorno

nell’ora inquieta

dove il tramonto

t’incendia i fianchi.

Tra silenziosi cipressi

mi accovaccio

mentre

una melodia

m’invade

e dopo… piango…

E’ ugualmente bello il testo Momenti, interamente dedicato ad un affetto profondo e totale, lo si capisce solamente alla fine, nella bella chiusa dedicata alla figlia. Momenti di complicità, amore, comprensione, tutto viene condiviso durante una rilassante passeggiata.

Passeggiare

con te

in questa

Livorno

capricciosa

di sole

e mare.

Fragranza

di ponce

nei caffè

aromi

bucati

stesi

nel vento.

Ascolto

parole

antiche…

note

attese

sulle corde

del cuore.

Sono vele

le nostre

ciglia

sui canali

verderame

in quartiere

Venezia.

Nei riflessi

pastello

dei palazzi

ci sciogliamo

in un sorriso…

figlia.

Più malinconica è invece Immersa nel verde, anche se permangono il desiderio e la forza di reagire, e allora è giusto cercare di far riserva di nuove energie in vista di momenti più difficili.

In questo scampolo

di terra

incuneato

tra il bosco e olivi

si stempera

il dolore

in acquerello

di foglie giada.

Evapora

il disagio dell’essere

nel calore

del meriggio

e il cuore leggero

danza

con tre farfalle

nero – avorio

sui gerani.

Nuova linfa

m’irrora

le vene

mentre

gli occhi

sono granai

d’erbe e polline

riserva

per un incerto

domani…

E poi la suggestiva descrizione notturna di un bosco, dove è la meraviglia della natura che predomina. La poetessa osserva con discrezione e stupore, e solo verso la conclusione sarà un piccolo animale del bosco ad osservare lei, stupito, testimone di quanto possa essere bello il mondo naturale.

Paesaggio notturno

Luna piena

fra carovane

di nuvole

al balcone

del bosco.

Nero

il monte

pipistrelli

in volo

tra le querce.

Sul sentiero

soffuse

luminarie

di lucciole

fruscii

echi

di rapaci.

Gorgheggio

vocali

sopite

e un debole

canto

m’avvolge

l’anima.

Nell’erba

un rospo

stupito

mi guarda.

Nel testo che segue la bella dedica ad un pino, probabilmente non più giovane, dedica che permette un ripensamento sul tempo trascorso, per contrapporlo al presente, in cui regna l’indifferenza e i passanti hanno il “viso di piombo”.

Pino silvestre

Salutarti

ogni giorno

amico

verde

attraverso

la nostra

strada

dolente.

Passato

è il tempo

dei campi

e la semplicità…

lucciole

defunte

grilli

smarriti.

Ma tu

resisti

a questa

indifferenza

che sfalda

le facciate

delle case

ai passanti

dal viso

di piombo.

Io non so

per quanto

ancora…

Infine, nell’ultimo testo, l’autrice sembra diventare parte integrante della natura.

Dice infatti “E il passo/si fa ritmo/con la terra”… Si diventa un’unica cosa e la gioia è grande. Lo si avverte in tutto il testo, ma in particolare nella bella chiusa.

Nel verde più verde


Camminare

nel verde più verde

delle colline

e adagiare

gli occhi

su onde di grano

mosse dal vento.

Si snoda

il sentiero

tra fiori d’erba

cremisi

e arduo

risale i pendii

avviluppati di vigne.

E il passo

si fa ritmo

con la terra

sui sassi e

corone di ginestre.

Tenero il cuore

stringe

un bouquet di aromi

e sparge

sogni e soffioni

verso fiocchi

di nubi vaganti.

Poi… nel bosco

si aggomitola

in un gaio

ruscellare d’acqua.

https://pieramariachessa.wordpress.com/








 
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