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  Letteratura  »  Semi nudi, di Franca Canapini, edito da puntoacapo e recensito da Giovanna Giordani 12/09/2021
 

Semi nudi – Franca Canapini - puntoacapo - Pagg. 130 - ISBN 978-88-31428-33-0 - Euro 15,00


Ricevere in dono un libro è sempre stata per me, fin da piccola, una pillola di felicità. E così è successo quando mi sono trovata nella cassetta della posta la nuova silloge di Franca Canapini – SEMI NUDI -.

Nel ringraziare Franca di questo graditissimo dono, desidero lasciare qualche mia impressione di lettura con parole in libertà.

Leggere poesie è diverso dal leggere racconti o romanzi, leggere poesie è come entrare in un paese incantato. E non è forse così il paese dell’anima? Sì, perché la poesia incanta, affascina, avvolge, accende luci.

E tutto questo, come mi aspettavo, l’ho trovato nelle poesie di Franca. Ho avuto modo di conoscere la sua poetica dai testi postati sul suo blog (lieve2011) e da altre sue pubblicazioni, così ho cercato in questa sua ultima silloge le “novità”. Non sono certo rimasta delusa.

Ho voluto “gustarmele” con la dovuta calma seduta in terrazza circondata da sole e fiori. Già, i fiori. Fra una poesia e l’altra osservavo i miei vasi nei quali avevo messo i semi delle surfinie rimasti dall’anno scorso, “semi nudi” appunto ma che sono diventati anche quest’anno dei bei fiori colorati che rallegrano e rasserenano lo sguardo. Ecco, ho pensato, anche le poesie di Franca sono come i miei semi trasformati in fiori di parole multicolori.

Semi- nudi” inoltre come i poeti poiché con le loro parole si svestono mostrando la parte più recondita della loro anima, come generoso e prezioso dono.

La silloge di Franca Canapini spazia dal personale ( ricordi, dediche, riflessioni) all’universale (modi di vita e di sentire, notizie dal mondo ecc.). Non manca naturalmente l’ispirazione scaturita dall’osservazione della natura che ci circonda e della quale la poeta sa cogliere il muto linguaggio e lo canta. Voglio qui riportarne qualcuna delle une e delle altre, iniziando con questa che, è, sì, personale, ma potrebbe rappresentare il vissuto di tante donne:

C’è una pace dolce a mezzogiorno
tra le ombre oblique dei cipressi
stregati dal richiamo dell’azzurro
Una cicala canta l’estate

Occhi negli occhi so che approvate:
ho dato e dato – magari errando a volte
ma senza risparmio di me stessa
per amore, sempre

Ora è mia l’estate, ora è per me
questa pace dolce a mezzogiorno
tra le ombre dei cipressi
decisi a dare la scalata al cielo

Un’ape ronza sulla zinnia gialla
leggera,, oggi, vive per sé


Ed ora, ecco lo spettacolo della natura che ammalia, in cui la poetessa si riconosce immagine passeggera, presa in un giro immortale (prendendo a prestito i famosi versi di Ungaretti). Poesia, la prossima, da leggere magari con il sottofondo della celeberrima Moonlight di Beethoven:

In una sera così
di mezza luna e qualche stella
d’alberi tutti in fiore tra le luci
nell’aria che s’intenera
non si dorme e non si veglia
cullati dalle ninne degli uccelli
quietamente si trasogna

In una sera così
ci facciamo aria
erba fiore
nulla

Io ho trascritto due delle tante poesie che mi hanno colpito particolarmente, ma certamente la raccolta è molto interessante ed eterogenea, ci sono originali metafore, versi in altre lingue, un florilegio di parole poetiche, come una partitura musicale con le sue variazioni di tempo. Oso proporre di seguito qualche esempio di accostamento dei vari tempi della musica con le parole:

Andante : torno all’acqua/in un lento andare/di risacca

Adagio : Paghe dormono le rose del gioco diurno con il sole/dormono le iris gialle e quelle blu/le corolle dei papaveri si sono chiuse/anche le ginestre hanno spento le luci…

Grave : …c’è un singhiozzo muto/che cade dai tuoi occhi/e contamina il paesaggio/un singhiozzo antico di millenni/che confligge con le primavere/come qualcosa d’irrisolto

Mosso : Da dove viene il vento d’inverno/che mi sveglia e assedia la casa?/ Di quali di quante creature/stanotte trascina il tormento?...

Poesia, dunque, come musica, (non sono forse sorelle?) a volte dolce, a volte forte, malinconica, allegra, vivace e così via. Per ognuna una sua peculiare armonia. Non posso far altro che consigliarne la lettura. Ognuno potrà trovare sicuramente i versi con i quali si sentirà in sintonia.

Perché poetare è come seminare in campo fertile e così ha fatto Franca Canapini. I semi si sono trasformati in parole, che ci attraggono, ci fanno riflettere, ci commuovono anche, e ci stupiscono per la loro originalità e bellezza.

Lasciando ad ognuno il piacere di leggere questa bella raccolta poetica, voglio terminare queste mie riflessioni con questi versi che trovo molto intensi e significativi:

.

Ho di fronte le mia anima / ne sono inesorabilmente attratta /

Si sta bene ricongiunti, sì, così bene / che sembra non mancare niente /…

Il merito, la peculiarità, il valore della poesia è proprio quello di dar voce a quel famosissimo essenziale invisibile agli occhi (Il Piccolo Principe), di far parlare l’inspiegabile, di scavare (ancora Ungaretti) e veder tramutarsi i semi nudi in fiori di poesie multiformi e variopinte, messaggere di bellezza spirituale, così importante e necessaria al nostro vivere. Franca Canapini ci prova e ci riesce.


Giovanna Giordani

 
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