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  Canti celtici  »  La recensione di Giovanna Giordani 10/04/2008
 

Canti celtici

di Renzo Montagnoli

Prefazione di Patrizia Garofalo

Immagine di copertina e fotografie

all’interno di Renzo Montagnoli

Elaborazione Grafica di Elena Migliorini

Edizioni Il Foglio

http://www.ilfoglioletterario.it/

ilfoglio@infol.it

Collana Autori Contemporanei Poesia

Diretta da Fabrizio Manini

Poesia – poema

Pagg. 90

ISBN: 978-88-7606-162-2

Prezzo: € 10,00

 

 

 

L’ho comprato e l’ho messo da parte. Per leggerlo, avevo bisogno del momento giusto. Ed è arrivato.
Ho fatto spazio dentro di me e la musica dei Canti celtici ha iniziato lentamente ad espandersi fin dai primi versi “S’alzano le brume del mattino/frustate dagli strali del primo sole/e al lontano suono di cornamuse/s’accompagna la lenta melodia di una cetra”…
Ormai sono “dentro” dentro quel mondo lontano eppur presente perché l’autore l’ha saputo evocare nei luoghi che ne raccontano la memoria.
E così, al primo specchiarsi della luna sul fiume, i “GUERRIERI SULL’ACQUA” lentamente si animano e scivolano nel buio della notte per poi svanire alle prime luci dell’alba.
E ..la voce grave e possente del fiume/E’ un canto maestoso che parla/d’un passato di genti devote…” M’incanto nell’ascolto. “IL LUNGO FIUME” però non è più lo stesso, è stato irrimediabilmente oltraggiato dai nuovi “umani”…che tristezza!
“IL CANTO DEL BOSCO” è un canto sublime che solo un poeta sa ascoltare e comprendere.
La vita di allora, come quella di adesso, con le speranze, le gioie, i dolori e il desiderio di pace e di serenità.
Come non commuoversi leggendo.. “…Un piccolo scavo/un ritorno alla terra/mani di madre che lasciano cadere/un gioco d’osso/un ninnolo intagliato/la compagnia per l’eternità.” “IN MEMORIA DI UN BIMBO” .
Ed ecco “LA FAMIGLIA” nella …”voce del nonno/ che racconta storie e leggende/di un tempo che fu…
Adamantino “IL MORMORIO DEL VENTO” che custodisce le voci antiche per chi le sa percepire ed ascoltare.
Malinconicamente accattivante “AL DIO MORENTE”…”Uno solo a cui parlare/ma non vedere/lui che ha occhi per tutti/ma che non conosciamo/Non come te, Dio del fiume/che hai cullato i giorni di tutta la mia vita/e che fra poco morirai…/
E se fosse lo stesso Dio, quello unico e quello del fiume?.….
Leggendo “I CANTI CELTICI” è come trovarsi dinanzi a dei dipinti. Anzi, questi dipinti, noi li vediamo materializzarsi con il susseguirsi delle parole che scorrono come pennelli sulla tela nel fissare atmosfere ed eventi che ci entrano nell’anima con tutto il loro fascino irresistibile.
Queste poesie sono un prezioso inno alla memoria, affinché l’uomo non disperda il passato, ma lo sappia custodire come un  tesoro inestimabile a cui attingere per preparare il proprio futuro nella pace, nell’armonia con la natura e con i propri simili, senza più guerre e distruzioni, lasciando impronte di vera Umanità.
Grazie Renzo, anche da parte….. loro, di cuore.

Giovanna Giordani

 

 
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