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  Il cerchio infinito  »  Il cerchio infinito - la recensione di Salvo Zappulla 14/06/2010
 

Il cerchio infinito

di Renzo Montagnoli

Introduzione dell’autore

Prefazione di Fabrizio Manini

In copertina “Galassia M 104”

fotografata dal telescopio spaziale Spitzer della NASA

Elaborazione grafica di Elena Migliorini

Edizioni Il Foglio

www.ilfoglioletterario.it

ilfoglio@infol.it

Poesia silloge

Pagg. 70

ISBN: 978-88-7606-196 – 7

Prezzo: € 10,00

 

 

 

 

 

 

Leggendo questa  silloge poetica di Renzo Montagnoli mi è venuto da pensare a un  naufrago su una zattera smarrito nell’oceano tempestoso del grande mistero della vita. Riflessioni nichiliste quelle di Renzo? O aperte alla speranza? C’è un Dio che vigila sulla nostra povera  esistenza? E se c’è, perché non incide?

   La parola scritta  nel suo evolversi spazio-temporale assume concetti che conducono  alla personalità dell’autore, alla sua sofferenza esistenziale, ai molteplici agenti esterni che ne hanno forgiato il carattere.  Il mio sguardo correva lontano/immaginava oltre orizzonte/s’inerpicava su ripidi pendii/s’aggrappava alle nubi del cielo/correva con l’acqua dei fiumi/indugiava in pozzi nascosti/si spegneva nel dubbio del nulla…” . Le elaborazioni poetiche di Renzo esprimono tematiche di grande fascino e allo stesso tempo insondabili, rimandano a suggestive risonanze impossibili a dipanarsi per la mente umana, mirano al raggiungimento di unaulica ed estetica perfezione  di forma e contenuto, e da esse traspare la limpida sincerità del suo intelletto.  P. Valéry  sosteneva: La poesia deve essere una festa dell’intelletto”.

   O forse la poesia è  la condanna dell’intelletto, la ricerca continua di ombre da  esplorare. “Una luce fugge nel cielo di notte/un arcano mistero solca l’universo/veloce si muove in un cerchio infinito/corre senza posa in un’eterna fatica/ le sue strade son lastricate di stelle/la sua meta è rincorrere se stessa/ in un corrosivo cosmico affanno/.E quando rapida scompare ai nostri occhi/lascia uno sciame di sogni svaniti”. Traspare un senso di ineluttabile nei versi di Montagnoli, come volesse avocare a sé l’incanto e serrarlo dentro la fortezza della propria esistenza, prima che sia troppo tardi, prima che vada in disfacimento sotto le sferzate  inclementi dell’oblio.

   La vita racchiusa dentro una clessidra che inesorabilmente consuma i suoi granelli. Anime che sono transitate fugacemente su questo pianeta senza lasciare tracce. Il poeta è un uomo solo,  solo più degli altri, limitato nella sua condizione di essere imperfetto, peregrino che si addentra per un viaggio senza meta, col suo carico di dubbi, in un’odissea di conflitti interiori. La sua solitudine è sconfinata, tormentata dal suo incanto e disincanto, dai suoi interrogativi impossibilitati ad avere risposte,

 

Renzo Montagnoli nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Ha vinto con la poesia “Senza tempo” il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto “I silenzi sospesi” il Concorso Les Nouvelles edizione 2006. Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book. Ha pubblicato la silloge “Canti celtici” (Il Foglio, 2007). E’ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net)

 

Salvo Zappulla

 

 

Nota: questa recensione è stata pubblicata su La Voce dell’Isola – Anno V – N. 9 _ 10 – 27maggio 2010

 

                                                                                                         

 

 
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