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  Bell'Italia  »  Itinerari lombardi: Lomello, di Renzo Montagnoli 06/01/2018
 

Itinerari lombardi: Lomello


di Renzo Montagnoli





In Lombardia, per l’esattezza in provincia di Pavia c’è un piccolo Comune di circa 2.000 abitanti che ha la particolarità di aver dato il suo nome a un comprensorio ben più vasto, sito nella zona sud-occidentale della regione delimitata a ovest dal fiume Sesia, ancora a ovest e a sud dal Po, a Est dal Ticino e infine a nord dal basso novarese. Questa zona si chiama Lomellina e, benché Vigevano sia il centro più importante, il paese da cui è nato il nome è Lomello. Si potrà giustamente obiettare che come luogo d’attrazione turistica Pavia sia di gran lunga più interessante, ma nulla vieta che dopo una visita al capoluogo ci si possa spingere a Lomello, anche perché la distanza (circa 50 Km.) non è di certo proibitiva. Però è naturale porsi una domanda, e cioè perché questa piccola entità sia meritevole di un approccio turistico e la risposta sta nel fatto che lì sono presenti le due basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Michele Arcangelo e il Battistero di San Giovanni ad Fontes. Prima però di parlare di questi tre monumenti ritengo opportuna una breve storia di Lomello, la cui origine è oscura e preesistente a quella del periodo della dominazione romana. Il cristianesimo vi approdò assai presto, come testimoniato da una lapide funeraria del 544 rinvenuta nei pressi della Basilica di Santa Maria Maggiore; i Longobardi ne fecero una roccaforte e fu a Lomello che la regina Teodolinda si sposò con Agilulfo nel 590 proprio nella succitata basilica. Alla caduta dei longobardi, subentrarono i Franchi e sotto la dinastia dei Palatini il paese conobbe un periodo di autentico splendore, ma nel 1155 la rocca fu incendiata dal Barbarossa e il colpo di grazia si ebbe nel 1315 quando fu conquistato dai Visconti che finirono con il trascurarlo, facendogli intraprendere un lungo declino.

Il Battistero di San Giovanni ad Fontes è indubbiamente il monumento più antico e prezioso, risalente probabilmente al V secolo, tutto edificato in mattoni, è lungo 17 metri, largo 15 e alto 13, questo nella sua forma attuale, perché in pratica fu ricostruito nel secolo VIII in stile longobardo; all’interno si trova la fonte battesimale, di forma esagonale, che ricorda l’arte delle zone di Aquileia e dell’Istria.

La Basilica di Santa Maria Maggiore, datata intorno al 1025, è un archetipo di particolare importanza per il romanico italiano; è lunga 60 metri ed è a croce latina a tre navate e tre absidi; l’edificio non è tuttavia quello originario che con ogni probabilità doveva essere vicino al Battistero e quindi presumibilmente coevo; l’interno, a parte la disposizione architettonica, non presenta motivi di ulteriore interesse, fatta eccezione per numerosi frammenti superstiti di decorazioni figurative a stucco.

La Basilica di San Michele Arcangelo risale al XII secolo, è di stile romanico, a forma di croce latina con uno stupendo tiburio (dicesi di rivestimento poligonale o cilindrico di una cupola) ottagonale, che si alza sopa la crociera, ornato da trifore e da loggette in cotto; non presenta al suo interno affreschi, dipinti o statue di particolare interesse, ma è necessario ricordare che nel transetto sinistro, nella cappella della Santa Croce, è conservata una reliquia della Croce con cui fu giustiziato Gesù Cristo, mentre nel transetto destro si trova la cappella della Madonna del Carmine, un barocco risalente al 1635, impreziosito dalla presenza di una statua lignea e di un baldacchino processionale di accurata esecuzione, entrambi contemporanei all’edificazione della cappella stessa.

Come è possibile notare da questa succinta descrizione i tre edifici di culto hanno una particolare valenza più per motivi architettonici che per ornamenti interni, ma ciò non toglie che non è facile trovare così vicini tre esemplari del romanico italiano, rendendo quindi consigliabile una visita a patto che si sia nei pressi, o comunque a completamento di un itinerario turistico che comprenda Pavia e almeno Vigevano, il centro più importante della Lomellina.


Come arrivare:

Uscita autostradale di Pavia Sud (autostrada A 7), proseguire in direzione di Dorno, Sannazaro e Ferrera.


Orario di apertura della Basilica di Santa Maria Maggiore: dal 1° aprile al 31 ottobre il sabato e la domenica dalle ore 15 alle ore 18 (tutti gli altri giorni solo su appuntamento)


Fonti:

- Le Basiliche si S. Maria Maggiore e di S. Michele Arcangelo, pubblicazione della Diocesi di Vigevano;

- Parrocchia di Lomello ( www.parrocchiadilomello.it ).


Le foto a corredo del servizio (nell’ordine il Battistero di San Giovanni ad Fontes, la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Michele Arcangelo) sono state reperite sul sito della Parrocchia di Lomello.


 
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