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  Bell'Italia  »  Itinerari lombardi: il lago d'Idro, di Renzo Montagnoli 02/03/2018
 

Itinerari lombardi: il lago d’Idro

di Renzo Montagnoli



Se guardiamo l’aspetto lacustre, cioè la presenza di laghi, soprattutto di grandi laghi, la Lombardia risulta favorita, perché o in toto nei suoi confini, o in comproprietà con regioni limitrofe, gode degli specchi d’acqua più estesi in Italia. Mi riferisco al Lago Maggiore, al Lago di Varese, ai Laghi di Como e di Lecco, al Lago d’Iseo, al Lago di Garda e al Lago d’Idro. Quest’ultimo con la superficie di circa 10,9 Kmq. è senz’altro il meno esteso ed è per la quasi totalità in provincia di Brescia, mentre in quella di Trento è ricompresa una piccola superficie, in comune di Bondone, proprio dove il suo immissario, il fiume Chiese, che nasce dalle pendici dell’Adamello, amplia il suo corso per dare vita appunto al lago, la cui origine appare essere glaciale, incassato come è fra due catene montuose che sembrano precipitare nelle sue acque. Si tratta di uno specchio lacustre piuttosto piccolo, soprattutto stretto, tanto da ricordare un fiordo. A differenza degli altri laghi lombardi le sue sponde non sono interamente percorribili, infatti quella orientale termina solo dopo 5 km. da Idro e pertanto il traffico veicolare è particolarmente intenso su quella occidentale, anche perché la Strada statale 237 del Caffaro collega Brescia a Tione, in Trentino, e da lì a famose località di villeggiatura, in primis Madonna di Campiglio. Per quanto piccolo è interamente balneabile ed è frequentato da numerosi turisti italiani e stranieri; tuttavia vi sono fondati timori sula qualità delle sue acque, a seguito di un progressivo processo di eutrofizzazione, dovuto soprattutto all’assenza di un collettore fognario, circostanza aggravata dallo sfruttamento intenso, sia per l’irrigazione, sia per alimentare la centrale idroelettrica di Carpeneda. Solo durante l’estate c’è un servizio turistico di navigazione che collega le principali località, fra le quali degne di menzione sono:


Idro

Se non altro perché dà il suo nome al lago.


Anfo

Famoso per la sua Rocca, un complesso fortificato eretto nel XV secolo dalla Repubblica di Venezia, di forma triangolare, di cui un lato, lungo circa 1 Km., si trova in riva al lago, mentre gli altri due si arrampicano sui versanti orientale e occidentale del monte Censo. Estesa su una superficie di 50 ettari, nel corso dei secoli la Rocca fu più volte rimaneggiata e ingrandita, prima da Napoleone Bonaparte, poi da Giuseppe Zanardelli e infine dal Genio Militare italiano. Dismessa nel 1975, nel 1993 fu data come concessione demaniale alla Regione Lombardia, che, provveduto a metterla in sicurezza, nel 2015 l’ha affidata in gestione alla Comunità Montana di Valle Sabbia che ne cura le visite guidate nei fine settimana primaverili ed estivi. Si tratta di un complesso gigantesco che certamente merita di essere visitato.


Ponte Caffaro

Frazione del comune di Bagolino, è posta a nord del lago d’Idro, in una piana in cui il Fiume Chiese entra nel lago. Vi si svolse il 25 giugno 1866 una famosa battaglia fra i garibaldini e gli austriaci, ricordata nel vicino sacrario di Monte Suello.

Tuttavia, non sono solo queste le attrattive turistiche, a parte la balneazione, ma anche le vicine montagne consentono escursioni interessanti e aprono squarci su panorami di grande bellezza. In particolare, presa la strada, sulla sponda occidentale, che porta a Bagolino, da lì si può raggiungere l’amena piana del Gaver e risalire, su una strada stretta e ricca di tornanti, il profilo orografico occidentale fino a raggiungere lo stupendo passo Croce Domini, con la possibilità di scendere sulla sponda orientale del lago d’Iseo.


Insomma, se la modesta superficie del lago può indurre a pensare che ci sia poco da vedere, ci si sbaglia, perché invece non mancano interessanti e varie possibilità. Il lago è raggiungibile da Sud da Brescia con la ex Statale del Caffaro, la stessa che consente di di pervenirvi da Tione da Nord, con provenienza da Trento e arrampicandosi attraverso la strada ora più veloce, grazie alle numerose gallerie, delle Sarche.


Le fotografie, nell’ordine:


veduta del lago;

la rocca di Anfo;

la piana del Gaver


 
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