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  Bell'Italia  »  Da Collio Valtrompia a Bagolino, di Renzo Montagnoli 10/09/2019
 
Da Collio Valtrompia a Bagolino

di Renzo Montagnoli



Ecco un’escursione da fare prima dell’inverno, possibilmente a inizi autunno, onde non incappare in giorni di pioggia intensa che può rendere difficoltosi alcuni passaggi su sterrato. Dato che si va in quota (oltre i duemila metri) e considerata la stagione non più estiva è consigliabile portare qualcosa di pratico con cui coprirsi, soprattutto nel caso di improvvisi acquazzoni, eventualità piuttosto frequente in montagna, specialmente lungo questo percorso. Non è necessario l’uso di un fuori strada ed è sufficiente una normale auto; poi c’è chi usa la moto e i più atletici addirittura la bicicletta. La partenza è da Collio, amena località turistica posta in fondo alla Valtrompia (quella per intenderci delle fabbriche d’armi, ma anche delle miniere); si va subito in salita, su una strada abbastanza larga e dal fondo tutto sommato soddisfacente, si attraversa la frazione di San Colombano e si arriva piuttosto velocemente al passo del Maniva (1.664 m. s.l.m). Lì è possibile sostare e rifocillarsi, poiché ci sono alcuni chalet attrezzati allo scopo (c’è anche un Hotel, perché in inverno è un posto dove si va a sciare). In ogni caso fermarsi è quasi d’obbligo per la bellezza del panorama che presenta sullo sfondo il gruppo dell’Adamello; poi si prosegue salendo ancora e non poco (le pendenze medie sono del 10%), verso il passo Croce Domini, ma ben prima si arriva, per così dire, in cima, al Dosso dei Galli, dove un tempo c’era una base Nato, ora in rovina. L’altezza (2.103 m. s.l.m.) si avverte chiaramente, anche per l’assenza di vegetazione, eppure il panorama ha un suo fascino, pur in presenza di prati brulli, ma basta volgere gli occhi al cielo che sembra quasi di toccare con un dito, anche perché, con un po’ di fortuna, si possono vedere le aquile. Lì comincia lo sterrato che ci conduce dapprima al Giogo della Bala (m. 2.133), dove riprende l’asfalto per un paio di chilometri, ma con la strada che poi nuovamente ritorna sterrata fino al Passo Croce Domini, dove c’è l’omonimo rifugio, assai frequentato da escursionisti e da turisti. Conviene sostare, anche perché il percorso su strada non asfaltata ha richiesto cautele, stancando maggiormente per la presenza di sassi, di buche, di ghiaia non assestata, tutti elementi che consigliano di procedere a un’andatura per niente veloce, anzi a passo d’uomo. C’è da tener presente che questo tratto difficoltoso è lungo più o meno 9 chilometri, non pochi, perché se fosse ben tenuto si potrebbe procedere più velocemente e con maggior sicurezza, ma come ho precisato prima le caratteristiche sono assai prossime a quelle di una mulattiera. Scendere da Croce Domini a Bagolino in confronto è una passeggiata, visto la strada asfaltata che però è talmente stretta che si può incrociare un altro veicolo solo nei tornanti, dove la carrozzabile si allarga. Prima di arrivare a Bagolino si incontra la stupenda piana del Gaver, un tratto pianeggiante, solcato dal torrente Caffaro, meta in estate di molti turisti per la gradevolezza del clima (1.495 m. s.l.m.) e in inverno degli appassionati degli sci, con 5 piste da discesa e 4 impianti di risalita, nonché 8 Km. di piste da fondo. Vale la pena di effettuare una sosta perché il panorama è veramente bucolico, soprattutto se si è in un giorno feriale, perché la domenica l’affollamento è garantito. Si riprende la discesa, sempre su strada assai stretta (sarà così fino a Bagolino), si attraversa la frazione di Villa Dorizzo e infine si arriva a Bagolino, località turistica molto frequentata e il centro urbano più popolato e attrezzato dell’intero percorso. Da lì la strada, finalmente non stretta, scende al lago d’Idro, da cui, procedendo verso Nord si va verso le Giudicarie, mentre verso Sud ci si si dirige verso il lago di Garda e Brescia.

Questo è brevemente l’itinerario di questa gita che, se non è tipico di quelli che troviamo sulle Dolomiti, tuttavia è estremamente interessante, perché permette di scoprire delle attrattive montane certamente meno note, ma comunque molto belle. La lunghezza è all’incirca di una cinquantina di chilometri (da Collio a Bagolino), ma non sono pochi come sembrano, trattandosi di percorsi di montagna, sovente assai ripidi, con fondo stradale non buono o addirittura malmesso, e con larghezza della carreggiata spesso ridotta, tutti elementi che impongono di andare piano e di usare molta prudenza, soprattutto negli incroci con altri veicoli. Comunque assicuro che vale la pena e le fotografie che seguono, reperite sul web, danno solo una idea dello spettacolo riservato ai gitanti.


Le foto sono relative, dall’alto in basso, a:


Collio Valtrompia;

Passo Maniva;

Passo Croce Domini;

Piana del Gaver;

Bagolino.

 
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