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  Bell'Italia  »  La valle Argentina, di Renzo Montagnoli 01/07/2020
 
La valle Argentina

di Renzo Montagnoli



Questo nome farebbe pensare di primo acchito al famoso Stato dell’America Meridionale, ma non è necessario andare così lontano e oltretutto si sbaglierebbe, perché la valle Argentina, o anche Valargentina, è una valle delle Alpi Liguri e si trova nella Liguria occidentale, estesa per circa 40 Km, che partono dai 2.200 m. s.l.m. del monte Saccarello per arrivare fino a Taggia, il tutto nella provincia di Imperia.

Io ho visitato questa vallata molti anni fa, quando trascorrevo in primavera una settimana rilassante in Liguria, alternano il mio soggiorno fra Bordighera e Arma di Taggia. Poichè il mare non mi attrae come invece la montagna, la Liguria per me ha rappresentato sempre un luogo ideale, visto che le Alpi sono pressochè unite alla costa e quindi raggiungibili rapidamente. Ho ritrovato questa opportunità solo in Calabria, dove fra due mari con le coste dalle caratteristiche opposte si trova in mezzo il massiccio montuoso della Sila che per certi aspetti richiama le nostre Alpi.

Questa valle Argentina ha una porzione finale pianeggiante, con sbocco in mare anche del torrente omonimo che l’attraversa, e poi c’è un tratto, senz’altro più interessante, tipicamente montuoso, anche se alterna alcune zone piane di modesta estensione. Per quanto riguarda l’aspetto orografico il monte Saccarello fa la sua bella figura, perché i suoi 2.200 metri di altezza lo incorniciano come la vetta più alta della Liguria, ma è in buona compagnia, e fra l’altro sembrano vassalli accanto al loro Signore, altri rilievi di buona misura, come il monte Monega (1.882 m. s.l.m.) e il monte Frontè, che con i suoi 2.152 m. s.l.m. è la seconda vetta per altezza in Liguria.

Nella valle s’incontrano diversi comuni, partendo da Taggia, e cioè Triora, Molini di Triora, Montalto Carpasio e Badalucco. Per quanto abbiano delle peculiari attrattive per fortuna non hanno un richiamo turistico accentuato come per la costa e di conseguenza i vecchi insediamenti sono preponderamti, contribuendo a rendere interessante una visita. Taggia è forse la meno dotata, ma non mancano monumenti meritevoli di visita come, per esempio, il Santuario della Madonna Miracolosa, un edificio del 1675 sito nel centro storico ed eretto sul luogo dell’antica chiesa romanica dell’XI secolo. La miracolosità è tuttavia successiva, e non di poco, risalendo all’11 marzo del 1855 allorchè, dopo un ciclo di preghiere la statua della Madonna mosse gli occhi, circostanza che anche in seguito e in epoca recente ebbe a verificarsi. Esistono poi altre chiese e palazzi, ma non sono così famosi come questo santuario che peraltro attira chi con spirito religioso intende accostarsi a una statua animata divinamente. E’ meglio passare allora alle altre località della valle Argentina e risalendola ci si imbatte dopo un po’ di chilometri nel paese di Badalucco che, a parte la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Giorgio, edificata in stile barocco negli anni che vanno dal 1683 al 1691, e un centro storico originale e perfettamente conservato, ha come altro motivo di interesse il ponte della Madonna degli Angeli sul torrente Argentina, a tre arcate in pietra. Indi, risalendo la valle, si incontra Montalto Carpasio, nato dalla fusione avvenuta il 1° gennaio 2018 fra i comuni di Carpasio e Montalto Ligure, unione amministrativa che ha forse il suo monumento più di rilievo nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista nel centro storico della ormai frazione di Montalto Ligure, eretta nel 1407, e ampliata nel corso del XVII secolo. All’interno ci sono opere di un certo pregio, fra i quali un famoso polittico che raffigura San Giorgio, opera che venne realizzata dal pittore locale Ludovico Brea.

Dopo un ulteriore tratto che si inerpica nella valle si raggiunge Molini di Triora, ancora a quota relativamente bassa (460 m. s.l.m.), un paese che si estende lungo un’ansa del torrrente Argentina. A parte la solita parrocchiale, quella di San Lorenzo, eretta nel 1486 con forme tardo gotiche e che degno di nota ha solo un polittico del pittore Emanuele Macario di Pigna raffigurante Santa Maria Maddalena tra le Sante Marta e Caterina, di iindubbio interesse sono gli ultimi due mulini dei 23 originari in cui si macinava il grano e che hanno dato il nome al paese. Purtroppo sono chiusi e quindi non visitabili, ma pur tuttavia sono caratteristici e meritevoli di essere visti. Lasciata Molini la strada sale ultriormente, si va verso l’alta valle e si incontra a 780 m. s.l.m. Triora, che grazie a questa quota gode di un clima montano. Anche in questo paese non mancano i monumenti, soprattutto religiosi, ma resta senz’altro più di rilievo la parrocchiale del XVIII secolo, in stile neoclassico, e che all’interno ha un quadro a fondo oro realizzato dal pittore Taddeo di Bartolo raffigurante il battesimo di Gesù. Triora, tuttavia, è soprattutto notàa per i processi per stregoneria tenutisi fra il 1587 e il 1589, che si conclusero con la condanna al rogo di povere donne innocenti accusate di provocare le ripetute pestilenze, le piogge acide, le morti del bestiame, nonchè di praticare il cannibalismo di bambini in fasce. I documenti relativi e i verbali degli interrogatori, con le confessioni sempre estorte con le torture, sono conservati presso l’Archivio di Stato di Genova; vale la pena altresì di ricordare che si trattò del più grande ciclo di processi per stregoneria del XVI secolo e avvenne con una ferocia e crudeltà tali da soprannominare Triora la Salem d’Italia; al riguardo in paese c’è un museo dedicato alla stregoneria e agli strumenti utilizzati per la tortura dei sospetti. Per chi volesse ulteriori notizie consiglio il bel romanzo storico di Fiorella Borin La firma del diavolo, edito da Tabula Fati, e che appunto parla di quei processi per stregoneria.

Come è possibile comprendere si tratta di un itinerario turistico che, a patto di alloggiare vicino sulla costa, può essere percorso in una giornata e le cui caratteristiche più interessanti sono date non tanto dal patrimonio artistico, che pure non è disprezzabile, ma dal panorama, con questa strada che si inerpica con a lato quasi sempre il torrente Argentina, che ha una portata d’acqua irregolare, tanto che era chiamato anche la Fiumara di Taggia. Oggi questa valle è quieta e ridente, ma in passato ha dovuto subire numerose violenze, prima portate dai Saraceni, le cui scorrerie erano piuttosto frequenti, e poi quelle delle truppe naziste che la fecero territorio di rastrellamenti a causa delle numerose formazioni partigiane.

Credo che per chi soggiorna ad Arma di Taggia, a San Lorenzo a Mare e a Sanremo questa meta sia facile da raggiungere e per certi versi completi una villeggiatura sul mar Ligure.



Fonti:

Diversi siti Internet e Guide d’Italia del Touring Club Italiano.

Le foto a corredo dell’articolo, reperite pure su diversi siti Internet, rappresentano dall’alto in basso il Santuario della Madonna Miracolosa a Taggia, una panoramica del paese di Badalucco, la frazione di Montalto Ligure, Molini di Triora, Triora e, non poteva mancare, il torrente Argentina con abbondanza d’acqua.

 
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