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  Bell'Italia  »  Il castello scaligero di Valeggio sul Mincio, di Renzo Montagnoli 11/10/2020
 
Il castello scaligero di Valeggio sul Mincio

di Renzo Montagnoli



In provincia di Verona, ai confini con quella di Mantova e sulla sinistra di un Mincio dalle chiare e fresche acque, sorge Valeggio sul Mincio, un paese di circa 16.000 anime con economia preminentemente agricola, ma giustamente famoso anche per attrattive turistiche, rappresentate soprattutto dall’incantevole frazione di Borghetto e dal parco-giardino Sigurtà.

C’è però quanche cosa di antico che colpisce gli occhi del visitatore da qualunque parte si avvicini all’abitato ed è un castello, in parte diroccato, che sorge su uno spuntone collinare, da cui domina sia il borgo sottostante che tutta l’alta valle del Mincio. Premetto che, per le incurie del tempo e degli uomini, la fortezza si presenta in buona parte semi distrutta e si salva solo l’odierna parte visitabile, chiamata la Rocca, e da poco restaurata, a cui in passato si accedeva tramite due ponti levatoi. Un terzo ponte levatoio, ancor oggi esistente, consentiva l’accesso alla parte più estesa del complesso, chiamata Castello, di cui rimangono solo i ruderi delle mura perimetrali, mentre l’area ricompresa è ora occupata da una villa privata edificata agli inizi del ‘900. Entrati nella Rocca colpisce il visitatore la Torre Tonda, che doveva probabilmente formare con altre una fortificazione di epoca precedente (*) almeno al grande terremoto che il 3 gennaio 1117 colpì l’Italia settentrionale, provocando scempio di campanili e torri e fra questi l’intera fortificazione, lasciando in piedi solo la Torre Tonda. La fortezza, profondamente ferita, perse d’importanza, ma fortuna volle che nel 1262 venisse eletto capitano del popolo Mastino della Scala, uomo ambizioso e capace che elevò a casata la sua famiglia degli Scaligeri, signori di Verona e dominatori delle piccole realtà comunali circostanti. Valeggio sul Mincio, con la sua frazione di Borghetto, era un punto chiave perché lì si poteva attraversare il Mincio e allora si provvide a fortificare la zona, cominciando dal poco che c’era e che era rappresentato appunto dal Castello, con nuove murature e torri. Passato il tempo degli Scaligeri, introdotte le armi da fuoco e le artiglierie che rendevano precarie certe opere di difesa, venne il tramonto anche del castello di Valeggio, con progressivo degrado che portò rapidamente alla rovina delle mura e delle torri. Fu solo nel 1984 che il Comune di Valeggio deliberò il restauro, un’opera lunga e onerosa, con l’indispensabile consolidamento della struttura muraria. Da poco è stata resa percorribile la passeggiata che consente di avere accesso alla parte restaurata del castello, con una strada stretta e piuttosto ripida che si snoda fra il verde collinare e le eleganti ville stile liberty.

Nel 2011 è stato anche ripristinato un sentiero che permette di scendere direttamente dal Castello a Borghetto, lungo il ripido pendio della collina.

Come ogni castello degno di tale nome ha il suo fantasma, quello di un cavaliere ucciso in battaglia che, nelle notti tempestose, ritorna per cercare la sua spada, l’unica possibilità che gli è stata concessa per dare pace alla sua anima. In tanti hanno cercato la spada, senza tuttavia trovarla, così che la leggenda si perpetua e il cavaliere continua a tornare nelle notti burrascose, anche lui inutilmente. Un’altra versione parla invece di un castellano, tale Andriolo da Parma, che, macchiatosi di alto tradimento, fu degradato, gli fu spezzata la spada e infine venne giustiziato mediante squartamento. Anche in questo caso il ritrovamento della spada darebbe pace all’anima dannata.

L’opera è visitabile, però esclusivamente nel periodo da marzo e settembre, ogni fine settimana e festivi, il mattino dalle 10 alle 12,30 e il pomeriggio dalle 15,30 alle 18,30. L’ingresso alle torri e ai camminamenti prevede un biglietto del costo di due euro, mentre quello al piazzale del castello è gratis.

Benchè la vista che si ha dalle torri sia particolarmente appagante, nonostante i restauri il degrado è evidente, al punto che secondo un’opinione diffusa il castello sarebbe più bello visto da lontano che da vicino, come nel caso di una signora avanti con gli anni che in distanza è di bella presenza, ma che in prossimità rivela tutti i danni del tempo. Personalmente sono invece dell’avviso che aggirarsi in un antico maniero, per quanto in parte diroccato, rappresenti sempre un’esperienza indimenticabile, la testimonianza di un tempo che è stato, il piacere di trovarsi in un luogo di innegabile valenza storica.


(*) Al riguardo, benchè non esistano documenti al riguardo, si stima che l’originaria edificazione sia avvenuta intorno all’anno 1000


Fonti: Valeggio sul Mincio; Terre dei Custoza; Museo Italia.



Nota: Le fotografie a corredo dell’articolo, reperite su diverse fonti Internet, rappresentano il castello visto da prospettive diverse.

 
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