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  Bell'Italia  »  La val di Rabbi, di Renzo Montagnoli 23/08/2021
 
La val di Rabbi

di Renzo Montagnoli



La val di Rabbi e una laterale della val di Sole ed è parallela alla val di Peio, separata dalla catena di montagne Cima Rossa, Vegaia, Tremenesca e Camocina; l’opposto versante confina invece con la val di Brésimo in val di Non e con le valli Martello e d’Ultimo. Penso che chi ha un po’ di conoscenza del Trentino Alto Adige possa così aver compreso dove si trova la vallata che ci occupa. Praticamente è estesa su tutta la superficie del comune di Rabbi ed è percorsa da una comoda strada che corre su una sponda del torrente Rabbies e che parte da un’altezza di circa 800 metri per arrivare a 1.400 metri, per una lunghezza complessiva di 12 Km.. Lungo il tragitto si incontra una delle attrattive di questo posto, vale a dire lo stabilimento termale, famoso per l’acqua minerale bicarbonato-alcalina-ferruginosa, notevolmente carbonica e naturalmente gassata, particolarmente efficace per la sua azione sull’apparato cardiocircolatorio, nonché sugli apparati respiratorio, neurovegetativo, digerente e uropoietico, proprietà terapeutiche che erano già ben conosciute e sfruttate a partire dalla metà del secolo XVII.

La val di Rabbi però non è solo terme, ma sono presenti attrattive naturali che la fanno una meta di sicuro interesse. Indubbiamente affascinanti sono le celebri cascate del Saent, che sono due, una sopra l’altra, uno spettacolo della natura da lasciare senza fiato e a cui non è difficile arrivare su un un sentiero nel complesso alla portata di tutti. E a proposito di sentieri è necessario ricordare quello del Valorz, un percorso ad anello nel bosco adatto a ogni età e lungo il quale si incontrano, previa una breve deviazione, le cascate di Valorz, forse meno note note di quelle del Saent, ma di certo non meno belle. E se dopo una bella scarpinata vi dolgono i piedi non ci sono problemi perché, sfruttando con una deviazione l’acqua fresca del torrente, è stato predisposto per i villeggianti un tonificante percorso Kneipp in località Valorz, vicino alla frazione di San Bernardo. Alle fonti di Rabbi c’è poi un centro visitatori del Parco Naturale dello Stelvio e in località Plan si possono ammirare delle antiche macchine ad acqua, con cui veniva segato il legno. C’è però un altro punto d’interesse in cui ha messo lo zampino l’uomo ed è il ponte tibetano; lungo circa 100 metri scavalca il torrente Ragaiolo che alimenta una cascata fragorosa. Il manufatto è sconsigliato a chi soffre di vertigini, ma non c’è nessun pericolo perché le sponde sono alte in misura tale da evitare una caduta e pertanto la maggior emozione, a parte la bellezza del paesaggio, deriva dall’inevitabile ballonzolamento, soprattutto quando si è verso la metà del ponte.

La valle è indubbiamente bella, ha un profumo di vita che può ricordare certi paesaggi agresti di cui ormai da tempo si è persa la memoria e quindi è idonea a un soggiorno estivo, ma anche invernale, visto che ci sono piste da fondo e si può praticare lo sci alpinismo.

Personalmente mi ha dato un senso di intensa serenità, quale si può trovare solo nei silenzi che permettono di ascoltare le infinite voci della natura: il sospiro del vento, il brusio di mille insetti, il fragore dell’acqua che cade. Forse ci sono valli anche più belle, con vette dolomitiche (lì non ci sono Dolomiti), ma la montagna, se non richiama troppi turisti come nel caso della Val di Rabbi, è un posto di sicura pace, in cui ricreare il corpo e lo spirito.

Per arrivare basta uscire dal casello di Mezzocorona della A22, risalire la val di Non, prendere per la val di Sole e poi non ci sono che da seguire le indicazioni. L’ospitalità è adeguata e di diverse tipologie; al riguardo mi permetto di rimandare al link che segue:


https://www.valdirabbi.com


Nota: Le foto, a corredo dell’articolo, sono state reperite in diversi siti Internet.




 
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