Vinhlong, di Daniela Raimondi
Vinhlong
di Daniela Raimondi
Le scimmie sedevano a guardia del Paradiso.
I bisonti lasciavano tracce di fiato sui campi
e i bambini sognavano sui dorsi dei bufali,
i corpi cosparsi di zafferano.
La nuova casa sorgeva tra due fiumi.
Quando arrivava il tempo delle piogge
l'acqua saliva i cortili, inondava le stanze.
Di notte le amache dondolavano nel buio
e sulle travi gli uccelli battevano le ali,
aspettavano impazienti la luce del mattino.
C'erano vasi di terracotta in fondo al giardino,
fiori bianchi che crescevo per alleviare il buio.
Le dita di mia madre correvano sul piano
Schubert addolciva l'aria nelle stanze di legno.
Avremmo dovuto scattare una foto,
chiamare i vicini e mostrare con un dito
quei pochi momenti felici:
la grazia del mio corpo impudico,
gli alberi di tamarindo ai bordi delle strade
e dieci, cento uccelli che cantavano sui rami.
Da La donna più vecchia del mondo - Marguerite (peQuod, 2025)

