Un altro giorno, di Nino Silenzi
Un altro giorno
di Nino Silenzi
I
raggi del sole
come
fari nella notte
perforano
a raggiera
il
molle ventre nero
della
montagna di nuvole
incombente
sulla città.
Si
ridesta la vita.
Il
mare accoglie fremendo
il
mantello di luce, intessuto
di
innumerevoli diamanti
danzanti
sulle sue fluttuanti onde.
Qualche
gabbiano, ad ali aperte,
penetra
tra raggi e nuvole.
Il
vento freddo di novembre
carezza
le poche foglie rimaste
appese
tenaci alle braccia
tese
in alto degli alberi oranti.
Bambini,
a gruppetti, con gli zainetti
in
spalla passano vocianti,
donne
in bicicletta pedalano lente,
auto
frettolose sfrecciano veloci,
rumori
prorompono da vie e case.
Inizia
un altro giorno.
Un
altro della interminabile
schiera
del Tempo imparziale e tiranno
che,
sempre immanente con la sua ombra,
non
perdona quando giunge la tua ora;
è
famelico di vite, implacabile le straccia
all'improvviso
come carta velina;
da
millenni e millenni offre al sole
la
sua trama sempre nuova
di
attimi incalzanti l'eternità.
Vi
sarà per me un altro giorno?
Da Le
strade della vita

