La saliera gialla, di Tiziana Monari
La saliera gialla
di Tiziana Monari
Amo il lievito
lungo e silenzioso come un amore
che dona vita alla pasta
amo il chiarore sul davanzale ed il silenzio della cucina
quando la pasta cuoce
quel profumo di casa che non è mai fuori stagione
mentre fuori le nuvole si muovono in chiaro scuro
amo la pentola che bolle in un orgasmo di bollicine
gli spaghetti che si aprono a ventaglio
come oleandri che fioriscono sul mare
e la magia che si diffonde attorno, ti viene incontro
come la luce che divide in due i pomodori
invade la stanza
si posa sulla saliera gialla
scivola sul bicchiere di cristallo
amo le rosse viscere che si mischiano alla pasta
si sposano con le cipolle appena soffritte
con l'uovo che si lega alle particelle di farina
in un connubio mistico di amido e grano duro
di carboidrati ed acqua.
Porto lentamente alla bocca la forchetta
mi sento invasa da un piacere delizioso, isolato
resto indifferente ai dolori della vita
alla divergenze, alla sua illusoria brevità
gusto la preziosità del boccone, l'aroma intenso
il sapore caldo e fumante
la sua essenza d'infinito.
E quando il tramonto cambia i suoi colori
nel giallo oro delle foglie
nelle stelle che risalgono sotto il cielo scuro della sera
mi stendo sul divano azzurro
col sapore dell'ultimo piatto di pasta nel cuore.

