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Quando il ricordo è motivo di profonde riflessioni in Ritorno al posto delle fragole, di Renzo Montagnoli

Quando il ricordo è motivo di profonde riflessioni in Ritorno al posto delle fragole, di Renzo Montagnoli

Quando il ricordo è motivo di profonde riflessioni in Ritorno al posto delle fragole

di Renzo Montagnoli



Di una raccolta di poesie intitolata Il posto delle fragole ho scritto nel febbraio del 2019 (Di bene in meglio) perché mi era piaciuta e avevo trovato che il suo autore Gianluca Ferrari era riuscito benissimo a rievocare un periodo della sua vita, quello più bello, quello della sua gioventù, allorché si recava da villeggiante sull'Appennino modenese. Da lì era seguita una serie di pubblicazioni su Arteinsieme di parte delle poesie stesse. In quell'occasione ritenni che l'argomento trattato, peraltro ampiamente, non avrebbe avuto un seguito, non supponendo che invece mi sarei sbagliato.

E' infatti nei giorni prossimi al Natale dello scorso anno che mi sono stati recapitati due volumetti intitolati  Ritorno al posto delle fragole Parte I e Parte II, dall'aspetto pregevole, ma che non risultano essere stati posti in commercio, rappresentando invece una produzione a uso interno, o se meglio si vuol dire destinata all'autore stesso e a una ristretta cerchia di amici e familiari. Premetto subito che questa scelta di limitarne la diffusione è l'unico difetto di un lavoro ancor più valido del precedente. Indubbiamente l'esperienza maturata ha consentito di ottenere versi maggiormente incisivi, con uno stile più maturo che nulla toglie alla freschezza riscontrabile circa sette anni fa, ma che offre al lettore una più ampia possibilità di recepire il senso elaborandolo con una logica più stringente (Da Parte I - IX - il cimitero - Qui sono prossime le croci / che il gesto di chi miete si confonde / alla disinvoltura arcuata / del suono di campane della chiesa / il ligneo esagonale seme / sprofonda e già risorge / nell'alleluia sempreverde degli abeti.). Mi sembra chiara la visione panteistica, con una ciclicità della vita che sembrerebbe richiamare lo spirito della mia raccolta Il cerchio infinito; il simbolismo è particolarmente accentuato ed è di notevole pregio (basti pensare a “il gesto di chi mieteche richiama subito la visione del lavoro dei campi, ma anche l'immagine più nota della morte).

Si potrebbe dire che l'ispirazione, pur riportando il ricordo del passato, ha diminuito d'importanza la descrizione dell'evento o del paesaggio, pur non sottacendola, privilegiando invece una riflessione che trae dallo spunto motivo per un'analisi interiore e sul senso della vita.

Ho trovato che tale aspetto è ancor più evidente nella parte II, come in IV (Basta una ragnatela ricordarci / che nel bosco si è tutti preda / di un'attesa: piccoli frutti che brillano / come tesori nibelungici, / il casolare diruto per fingersi / una banda di briganti, qualche / screpolatura nelle verdi volte / immaginarvi un'ascensione, l'ebbrezza / degli uccelli e quella, poi, / del bosco stesso che scompare / al successivo passo e sei nel vento / al culmine di un rito di silenzio.). E' certamente presente l'incanto della natura, ma il tutto è imperniato sul rapporto esistente fra la stessa e l'uomo, fra il suo mistero e quello della vita dell'uomo stesso; le parole usate non sono fini a se stesse, ma celano aspetti che meritano riflessione come quei tesori nibelungici, che ci parlano di una natura che nelle piccole cose ha una bellezza sì umile, ma anche preziosa perché unica, o come L'ascensione, dove una semplice screpolatura fra le foglie rappresenta una via verso qualcosa di infinitamente superiore, così che la passeggiata finisce con il diventare un percorso spirituale.

In conclusione Gianluca Ferrari è riuscito a trovare nelle memorie della villeggiatura qualcosa che va oltre le stesse, fornendoci una visione dell'uomo, che eternamente vive fra la paura propria della preda e il desiderio di raggiungere vette più alte, di elevarsi fino all'estasi, come con l'ascensione in montagna.

Non mancano infine anche alcune prose, legate allo stesso tema, e che per taluni aspetti ben si prestano a comunicare meglio che con il ricorso ai versi.

Come già accennato l'unico difetto, se tale può essere definito, è la limitata diffusione di questo lavoro, a cui tuttavia conto di rimediare proponendo ogni tanto le poesie delle raccolte.