Qualche volta le nuvole sembrano isole, di Nicola Polizzi, edito da Readaction e recensito da Katia Ciarrocchi
Qualche volta le nuvole sembrano isole – Nicola Polizzi – Readaction – Pagg. 263 – ISBN 9791280844804 – Euro 22,00
Qualche
volta le nuvole sembrano isole di Nicola
Polizzi è
un romanzo che attraversa vite comuni e le illumina con una scrittura
limpida, capace di far emergere il dolore e la tenerezza che spesso
si nascondono dietro la normalità.
Elisa
ha diciassette anni e porta dentro di sé un mondo silenzioso, è una
ragazza diversa dalle sue coetanee, distante dalle feste e dai
rumori, più adulta di quanto la sua età lasci immaginare. La sua
sensibilità la rende fragile, ma anche lucida, come se vedesse le
cose con uno sguardo che sa già riconoscere la fatica di vivere. Sua
madre Marta, invece, è una donna che sembra correre nella direzione
opposta. Insegue la leggerezza, le serate, le passioni improvvise,
come se volesse recuperare un tempo perduto o forse non affrontare
quello che le sfugge dalle mani. Vive con entusiasmo e incoscienza,
ma sotto la superficie si intuisce un vuoto che la divora.
Il
loro equilibrio si spezza in un momento preciso, un sabato notte che
diventa punto di svolta. Marta rimane coinvolta in un incidente
insieme al suo nuovo compagno, un uomo dal passato oscuro, un avanzo
di galera che la trascina in un vortice di dolore e vergogna. Elisa,
nello stesso arco di tempo, vive un'esperienza che la segna
profondamente, un incontro in cui sfiora l'abuso e perde, per un
attimo, la fiducia nel mondo e negli altri. Due ferite diverse ma
parallele, che le costringono a guardarsi davvero per la prima volta,
a fare i conti con ciò che sono diventate e con ciò che ancora
possono essere.
Attorno
a loro si muovono altre vite, come satelliti che completano il
disegno della storia. C'è un compagno di scuola, scapestrato e
inquieto, che si avvicina a Elisa con una sincerità disordinata,
forse più per bisogno che per coraggio, e nella sua confusione
rivela una purezza inattesa. C'è un assistente sociale che segue
Marta con attenzione, osservando la sua vita apparentemente
instabile, e che alla fine sorprenderà per il modo in cui sceglierà
di prendersi cura di lei, andando oltre i limiti del suo ruolo. E poi
ci sono altri personaggi che attraversano la storia come ombre o
riflessi, ognuno con la propria battaglia silenziosa, ognuno in cerca
di un'isola dove approdare.
Nel
romanzo la solitudine, da condanna, diventa uno spazio di
trasformazione, nel silenzio e nei contatti imperfetti nasce la
possibilità di riconoscersi e di intravedere una
luce.
Polizzi sembra
ricordare che la rinascita non è mai un atto improvviso, ma un lento
risveglio; è il momento in cui si accetta la propria fragilità e si
impara a guardarla come una forma di forza. Le nuvole che sembrano
isole non sono solo un'immagine poetica, ma il simbolo della
speranza di trovare un posto dove sentirsi al sicuro, anche solo per
un attimo.
Qualche
volta le nuvole sembrano isole è
un romanzo che si legge con naturalezza e che resta addosso per la
sua autenticità. Parla di madri e di figlie, di errori che diventano
insegnamenti, di persone comuni che cercano di salvarsi, spesso senza
saperlo. Polizzi racconta
tutto questo con uno stile sobrio e profondo, che non ha bisogno di
clamori per arrivare dritto al cuore.
Katia Ciarrocchi

