Mama Tandoori, di Ernest Van der Kwast, edito da I Libri di Isbn / Guidemoizzi e recensito da Katia Ciarrocchi
Mama Tandoori – Ernest Van der Kwast - I Libri di Isbn/Guidemoizzi – Pagg. 240 – ISBN 9788876382901 – Prezzo Euro 10,00
Mama
Tandoori di Ernest
Van der Kwast è
una storia che accoglie il lettore con una miscela irresistibile di
humour e tenerezza, un ricordo familiare che continua a respirare nel
cuore del lettore anche dopo aver chiuso il libro. La storia nasce
dall'infanzia dell'autore e ha il sapore di una confessione
affettuosa, di un ritorno alle proprie radici mentre si guarda la
famiglia con gli occhi adulti e con una tenerezza che non cerca
veli.
Al
centro c'è la madre, Veena, una forza della natura che sembra
muoversi sempre un passo avanti a tutti. La sua energia trascina,
protegge, sconvolge e spesso spiazza, come la sua attenzione
maniacale al risparmio e il talento per trovare offerte impossibili
diventano un modo di difendere la famiglia e garantirle sempre
qualcosa in più. Accumula oggetti, occasioni, vestiti, utensili,
tutto ciò che secondo lei può servire un domani. Ogni spazio della
casa diventa una sorta di archivio della sua tenacia e del suo
desiderio di sicurezza.
Accanto
a lei vive il padre, presenza silenziosa e stabile, lavora come
medico e rappresenta l'altra metà della loro storia, quella più
lineare e pragmatica. È l'uomo che accoglie il caos di Veena senza
spegnerlo e che costruisce un equilibrio familiare fatto di pazienza,
cura e continue ripartenze. La sua figura è il contrappunto
necessario alla vivacità della madre, un punto fermo che tiene
insieme ciò che rischierebbe di sfuggire di mano.
La
famiglia attraversa vari traslochi e ogni nuovo indirizzo segna una
fase diversa della loro vita: l'arrivo di Veena in Olanda con due
valigie, l'inizio come infermiera, l'unione con un giovane medico
olandese, le case cambiate per necessità o desiderio di un futuro
migliore. Ogni trasloco racconta una trasformazione, un nuovo
tentativo di appartenere, una ricerca costante di un luogo che possa
chiamarsi casa senza rinunciare a una parte di sé.
Dentro
questo percorso familiare si inserisce la presenza del figlio
maggiore con disabilità, la sua fragilità diventa un centro emotivo
importante e la madre gli dedica una cura assoluta, mai negoziata. È
proprio l'amore che circonda questo figlio il filo che lega molte
scelte, molti sacrifici, molti gesti che all'esterno possono
sembrare eccessivi ma che dentro la famiglia assumono un significato
diverso.
La
narrazione di Ernest Van
der Kwast scorre
con una naturalezza che avvicina, come se ci si sedesse accanto
all'autore mentre rievoca la propria infanzia. Il racconto alterna
episodi pieni di humour a momenti di silenziosa vulnerabilità, la
famiglia descritta non è perfetta e proprio per questo appare
autentica. I contrasti culturali, le tensioni quotidiane, gli affetti
disordinati e profondi costruiscono un panorama umano che somiglia a
ciò che vivono tante famiglie in bilico tra identità e
appartenenza.
Alla
fine, resta un senso di calore, resta l'idea che anche nelle
incongruenze e nelle fatiche di una storia familiare ci sia spazio
per una forma di amore che resiste e che tiene insieme tutto. Mama
Tandoori diventa
così un viaggio dentro un nucleo che non vuole somigliare a nessun
altro e che proprio nella sua irripetibilità trova la sua forza più
grande.
Citazioni tratte da: Mama Tandoori di Ernest Van der Kwast
Il tempo è un mostro che tutto fagocita, onnivoro e insaziabile. La puzza delle ascelle di mio padre, però, non l'ha risucchiata, quella sembra indelebile. A sentire mia madre dipende dal lavoro che fa: è un anatomopatologo. (pag 6)
… la vergogna è un lucchetto che le serra la bocca. (pag 18)
Purtroppo non sempre riusciamo a essere quello che desideriamo. Molto più spesso siamo. Molto più spesso siamo l'altro, l'ombra, l'invisibile, la speranza svanita. E se per una volta sfuggiamo al nostro destino, ci trasformiamo pian piano in un ammasso di puntini grigi che nessuno riconosce più. (pag 42/43)
Un bambino non capisce il dolore. Il suo mondo filtra il dolore come fa la sabbia con l'acqua. (pag 56)
Più si invecchia e più si è capaci di trattenere il dolore. Ti si incolla addosso e sei sempre più in grado di comprenderlo. (pag 57)
La speranza è immortale. (pag 61)
Forse è giusto così, forse le prime pagine della vita devono restare bianche, candide come l'oblio dal cui calice tutti attingiamo. Le parole sono inadatte, troppo grandi, troppo pesanti. Sassi che formano ampi cerchi nell'acqua. (pag 111/112)
L'immaginazione è la madre del desiderio. (pag 233)
Puoi vivere tutta una vita sullo stesso fazzoletto di terra e aver visto tantissimo. Tutto dipende dalla tua sete di sapere e dall'accuratezzaq del tuo sguardo. (pag 271)
Katia Ciarrocchi

