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Il Santo, su talentu de su chelo, di Marina Minet

Il Santo, su talentu de su chelo, di Marina Minet

Il Santo, su talentu de su chelu*

di Marina Minet


Lode a San Francesco


Non c'è nube che allontani dal tuo cielo

da questa manna acerba, celeste

dalla migrazione di luce

che la tua tunica sorregge

per la mietitura buona dell'eterno


Contempli le ferite ad ogni sforzo

perché nessun gesto sia incompiuto

prigioniero di un volere temporaneo

che a tarda sera, chiuse le palpebre

sfiata nei cipressi


Sei soglia di un altrove senza imbrogli

impronta in un cammino che a stento tira i carri

lucerna per libertà murate

e canti ovunque il poema del bisogno

come se il sospiro d'ogni attesa fosse tuo


E noi che bestie siamo

offesi davanti ai crisantemi

preghiamo che la terra dia i suoi frutti

Noi che perdoniamo a giorni alterni

fuggendo alle condanne come ladri


*Su talentu de su chelu, il talento del cielo


Da Pianure d'obbedienza (Macabor, 2023)