Giorno delle pulizie, di Daniela Raimondi
Giorno delle pulizie
di Daniela Raimondi
Lavare, lavare, lavare.
Sfregare le pareti di legno
togliere ogni rumore,
ogni ricordo lasciato a morire.
Mamma impilava le sedie sul tavolo.
I secchi d'acqua scrosciavano come torrenti
fra le assi del pavimento.
Il vapore ci saliva lungo le gambe
con un profumo di terra e di cannella.
La casa era un giardino da annaffiare,
un'arca che vagava nella nostra solitudine.
Nell'ombra della terrazza Madame Beine
serviva orzata e biscotti alla crema.
Le signore vestite di bianco
bevevano a piccoli sorsi.
Fissavano mia madre, le sue braccia scure.
Lei lavava, lavava, lavava.
Sfregava via il dolore,
lo sfregava forte per tacere la pazzia,
lo stupendo fallimento del suo cuore.
Si chiamava Marie Legrand,
era nata a Roubaix in un giorno di aprile.
Aveva occhi arroganti, mani piccole e belle.
La gente diceva che era pazza,
che parlava coi morti.
Per strada, la puntava col dito.
Da La donna più vecchia del mondo - Marguerite (peQuod, 2025)

