Campāno, di Ernesto Flisi
Campāno
di Ernesto Flisi
Barba bianca,
occhiali scuri,
a nascondere
i dolori della vita,
giā fedele servitore
di uno Stato ingrato,
ti ho visto,
in dignitosa indigenza,
alla fermata dell'autobus.
Napoletano asburgico,
trapiantato al Nord,
rigoroso con sé,
nel dovere inflessibile,
mai una biro č scivolata
sul fondo delle tue tasche.
Eroe silenzioso
del grigio quotidiano,
nessuno ti esalterā,
né tu lo vorresti.
Ma il limpido mare,
che dall'infanzia chiassosa
ti porti nel cuore,
nell'epoca buia
dei rapaci avvoltoi,
si erga a monito
per un'Italia migliore.
Da Sulle rive dei fossi (Edito in proprio, 2022)

