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Penultime volontà, di Giovanni Borroni

Penultime volontà, di Giovanni Borroni

Penultime volontà

di Giovanni Borroni



Figlio, ciò che ti lascio è quello che non so

e l'ansia di sapere quello che c'è più in là;

la mia certezza è il dubbio, la soglia del futuro

tu chiamala ignoranza, io curiosità.


Figlio, ti lascio quello che io non ho saputo

fare o disfare, un po' anche per viltà

ma senza rinnegare ciò che sentivo vero

solo per non sentirmi in colpa o vanità.


Figlio, ti lascio quello che so d'aver sbagliato,

ma sappi che l'ho fatto senza disonestà;

ti restano i miei limiti, ora, da superare:

non te ne vergognare ed abbine pietà.


Figlio, ti avessi avuto, questa sarebbe stata,

senza pudori o debiti, la mia eredità

ma dato che non sei stato, altro che un'idea

darò questo mio lascito a chiunque lo vorrà.


Da Appunti incompiuti di viaggio (ChiareVoci, 2025)