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Lampedusa, di Tiziana Monari

Lampedusa, di Tiziana Monari

Lampedusa

di Tiziana Monari



E' un abbaglio di sole Lampedusa

discinta, spettinata

il profilo che si dispiega dall'altura

l'alba che si frantuma sopra l'acqua

in veli di porpora e d'arancio


e sulla spiaggia ciottoli rotondi, anfratti di falesia

l'arcobaleno che si adagia sopra il verde

contiamo aironi oltre la roccia scura

la schiuma del mare che avanza imbizzarrita


e quelle voci che alzano di una tacca il rumore del silenzio

che rivolgono all'aguzzino la preghiera

l'azzurra carezza dell'onda che s'inclina

fantasmi di vento, di salsedine

occhi di sale e ricami d'amore sulla pelle

e corpi che si fanno alghe, diventano meduse.


Il mare ha inghiottito sogni e cuori

gli angeli spingono lievi stelle senza luce

in questa notte scura che si allunga

ci sono voci di rugiada, musica di pioggia

un fiore nitido di campo

il cielo che accoglie i pettirossi


l'assenza ha una forma quieta, bianca

è una barca naufragata nel dolore

un ago che segna la scissione

come i canti delle magnolie che si levano all'imbrunire

cercando respiri e ombre indugianti accanto al sole.


Il supplizio è una nenia di conchiglie in lontananza.