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Vita di Andrea Mantegna pittore, di Roberto Brunelli, edito da Tre Lune

Vita di Andrea Mantegna pittore, di Roberto Brunelli, edito da Tre Lune

Vita di Andrea Mantegna pittore

di Roberto Brunelli

Tre Lune Edizioni

Biografia

Pagg. 96

ISBN 978-8889832059

Prezzo Euro 9,90



La vita di un grande artista



Andrea Mantegna, nato a Isola di Carturo (PD) nel 1431, morto a Mantova il 13 settembre 1506, di professione pittore. Scritto così sembrerebbe parte della carta di identità di un uomo qualsiasi, magari eccellente e pure di successo, ma quel pittore da solo non rende onore e merito a uno dei più grandi artisti che siano apparsi sul pianeta, grande per la tecnica innovativa, grande perché le sue opere, che ci sono pervenute solo in parte, denotano un estro creativo che potremmo definire, tanto è elevato, addirittura divino. Se conosciamo Andrea Mantegna attraverso i suoi quadri e i suoi affreschi, però non molto, anzi poco sappiamo sulla sua vita. Ecco perché assume particolare valore la biografia che ha scritto Roberto Brunelli, un lavoro metodico di ricerca nel tentativo anche di correlare esperienze di vita alle opere realizzate.

Andrea Mantegna nasce a Isola di Carturo, un paesino in provincia di Padova di nessun interesse e che è diventato famoso solo perché ha dato i natali a questo grande artista. Non è di famiglia ricca, anzi, a dirla tutta, povera, con il padre che cerca di combinare per la famiglia il pranzo con la cena svolgendo l'attività di falegname. Il destino del giovane Andrea non è di andare a bottega di un pittore famoso, ma di imparare il mestiere del sarto, con apprendimento nel laboratorio dello Squarcione a Padova sito in posizione centralissima. Il padrone insegna ai giovani allievi anche i rudimenti della pittura, di cui pure si diletta e della quale è un esperto al punto che viene chiamato nelle compravendita di opere d'arte per delle stime. Per quanto sembri impossibile Mantegna, senza andare alla scuola di un pittore famoso, trova in sé una dote innata che lo porta presto a essere conosciuto e ben giudicato, al punto da aggiudicarsi un importante lavoro per la cappella degli Ovetari. Da cosa nasce cosa e ben presto fioccano gli ordini, sempre più importanti, fino alla chiamata di Ludovico marchese di Mantova per divenire pittore di corte, a cui da subito non aderirà, la sciando passare un po' di tempo prima del fatidico sì, anche per ultimare i lavori già intrapresi.

Ludovico per aggiudicarselo fu prodigo di onori e prebende, al punto di accogliere la richiesta dell'artista di poter fruire di un titolo nobiliare e così Andrea Mantegna poté fregiarsi del titolo di conte. Il poter beneficiare di un rapporto di lavoro privilegiato e duraturo fu indubbiamente benefico per il pittore che riuscì così a esprimere con tranquillità e al meglio la sua arte, ma non è da credere che tutta la sua vita sia stata facile, soprattutto verso la fine, quando fu caratterizzata da consistenti difficoltà economiche e dall'apparizione di nuovi pittori orientati verso un classicismo più accattivante, così diverso dal suo particolarmente austero. Insomma, come sempre accade, al vecchio subentra il nuovo e chi resta ancorato a un certo stile che ha così praticato a lungo vede sfumare la sua fama, piano piano offuscata dalle nuove leve. Infatti nessuno dopo la sua morte ebbe a seguire la sua visione pittorica, fatta eccezione per il Correggio almeno da giovane e che, non a caso, decorò la cappella funebre del Mantegna in Sant'Andrea.

Degli eredi, cioè i figli, peraltro numerosi, solo i maschi seguirono le orme paterne, senza però mai eccellere.

Le opere realizzate sono di grande notorietà, prima fra tutte la Camera picta, cioè la camera sita nel castello di San Giorgio, meta di visita di tanti appassionati. E poi quel capolavoro del Cristo morto, che è possibile vedere a Brera, in cui prospettiva mirabile e realismo eccezionale danno vita a un quadro perfetto e di grande suggestione. Ovviamente ci sono altri dipinti, in notevole numero e tutti di grande pregio, ma in questa sede per brevità ho indicato solo i più noti.

La biografia che ha scritto Roberto Brunelli non è corposa, contando solo 96 pagine, ma è stata ben strutturata così che è possibile avere descritta tutta la vita del celebre pittore con la citazione anche delle sue opere, con un lavoro di sintesi che fa sì che non ci sia né una parola di troppo, né una di poco.

E' quindi più che evidente che ne consigli la lettura.





Roberto Brunelli ( Piubega, 30 marzo 1938 – Mantova, 21 novembre 2022) è stato un religioso, critico d'arte e direttore del Museo diocesano di arte sacra Francesco Gonzaga, nonché autore di testi di argomento religioso, di storia dell'arte e di narrativa. Negli anni '80 ha collaborato con Mondadori come curatore e traduttore di alcuni titoli della popolare collana enciclopedica per ragazzi I grandi libri e come autore del Grande libro della Bibbia (1983). Fra le sue opere thriller ricordiamo “Delitto in sagrestia, la ricostruzione storica di “Giallo a corte”, dedicata ad alcuni delitti irrisolti di epoca gonzaghesca, “Requiem in rosso” e il racconto “Papa a sorpresa”, dove l'autore, prima della diffusione della notizia delle dimissioni di Benedetto XVI, ipotizzava che cosa sarebbe potuto accadere con le dimissioni di un pontefice. Nella sua opera ricorrono in particolare i saggi storici e artistici di argomento mantovano, oltre a un filone di narrativa noir.


Renzo Montagnoli