Parlano stanche le pietre, di Luciano Cecchinel - Molesini Editore Venezia
Parlano stanche le pietre
Perché ancora. Le voci di Bardiaga
di Luciano Cecchinel
Molesini Editore Venezia
Poesia
Pagg. 218
ISBN 9791281270299
Prezzo Euro 14,00
Note di Claude Mouchard e Martin Rueff
Questo volume riunisce in un violento dittico poetico-politico, con qualche aggiunta e modifica, due raccolte pubblicate in precedenza separatamente da Cecchinel, Perché ancora e Le voci di Bardiaga. Entrambe hanno come tema le vittime della Resistenza, ma visto secondo due prospettive diverse, quasi come un positivo e un negativo fotografici. Nella prima sono celebrati i martiri della Resistenza uccisi o torturati dai nazifascisti, che qui si affollano con le loro storie da tombe conosciute o ignote, in una sorta di tragica Spoon River. Nella seconda invece trovano voce i repubblichini, i nazisti e i collaborazionisti giustiziati dai partigiani e ritrovati dopo anni in una sorta di spelonca nel cuore di un bosco delle Prealpi Trevigiane. Dal punto di vista ideologico la posizione dell'autore nei confronti delle vittime è opposta, di continuità e di comunanza nel primo caso, di distanza e di condanna nel secondo. Ma il diverso giudizio politico e morale lascia in realtà emergere la sua profonda pietas per i morti di entrambe le parti: la natura che ne nasconde i resti si confonde quasi con essi, è una natura che non può più essere ammirata nella sua bellezza e purezza ma sembra contorcersi in una sofferenza senza redenzione. E anche la scrittura fortemente espressionistica e visionaria di Cecchinel aderisce mirabilmente a questo groviglio inestricabile di morte e di vita.
Parlano stanche le pietre
più
oltre la bomba a mano tedesca
con la presa di legno,
ossa
dei polsi legate ad anelli
da fil di ferro,
con fil di
ferro ricucita al panno
una suola di gomma contadina,
scarponi
e cinturoni militari,
un pettine dalla scritta in latino
e
capelli castani e scuri
e un po' distante lunghi e biondi
Luciano
Cecchinel (Revine-Lago
1947) vive nel suo paese natale in provincia di Treviso, comune di
cui è stato in passato anche sindaco. Già insegnante di materie
letterarie, ha pubblicato articoli e studi sulla cultura popolare. È
inoltre autore di numerose raccolte poetiche in italiano e nel suo
dialetto materno, che ne fanno uno dei più importanti poeti italiani
viventi. Dopo l'esordio con Al
tràgol jért (1988
e 1989, con un saggio di Andrea Zanzotto), ha pubblicato Lungo
la traccia (2005), Perché
ancora / Pourquoi encore (2005,
con testi di Martin Rueff e Claude Mouchard), Le
voci di Bardiaga (2008), Sanjut
de stran (2012,
con prefazione di Cesare Segre), In
silenzioso affiorare (2015), Da
un tempo di profumi e di gelo (2016,
con postfazione di Rolando Damiani), Da
sponda a sponda (2019).
Nel 2018 ha pubblicato la sua prima prova di narrativa, La
parabola degli eterni paesani.

