Modalità pausa, di Patrizia Fazzi, edito da Prometheus e recensito da Franca Canapini
Modalità pausa – Patrizia Fazzi – Prometheus – Pagg. 80 – ISBN 978-88-8220-357-3 – Euro 15,00
Recensione di Franca Canapini
Bisogna attraversarlo il dolore,/irrigarsi delle sue lacrime rosse/per capire la bellezza della gioia…/
Capita spesso nella vita degli esseri umani il Dolore e il poeta non può fare a meno di cantarlo, sia pure tristemente. Anzi, insieme al Tempo e all'Amore, è il tema che ricorre più spesso in poesia e ricorre perché è un sentimento negativo al quale tutti vorremmo sfuggire. Ma non possiamo sfuggire alle malattie, alla crudeltà altrui, ai tradimenti, al fallimento di sogni e progetti e soprattutto alla perdita di persone che ci sono care.
La “perdita” credo sia ciò che più fa soffrire e ci vuole tempo per lenire gli effetti di quella spada che ti si è infilzata nel cuore.
Soprattutto della perdita e del conseguente bisogno di fermarsi ad ascoltarsi, a riflettere, a ritrovare le ragioni per riprendere in mano la propria vita, ci “dice” quest'ultima raccolta di poesie di Patrizia Fazzi, intitolata Modalità pausa. Titolo che allude alla necessità di fermare il suo passo nel mondo a causa di un lutto
“…Il sole, la gente che corre/nel parco. E tu privo di forze,/di fiato, di sguardi.” (Reparto rianimazione).
Gli alchimisti chiamavano la prima fase della trasmutazione del piombo in oro “nigredo” o opera al nero, che doveva consistere nella decomposizione della materia prima e quindi in una morte. Applicata alla psicologia umana è come se l'individuo, affaticato dal piombo del dolore, si mettesse in pausa, si decomponesse (morte)
” …l'anima confusa, sospesa/tra gli assilli del giorno/e spilli di memorie/sentirsi non vivere ma…”(Il dolore) perché necessita di prendersi cura di sé
“…per ritrovare il filo più sottile/e tenace , il filo dell'amore.” (Il dolore) e così trasmutarsi in oro.
Ma tra la nigredo e l'opera compiuta, si attraversano lunghi mesi di inerzia
“Rotolerà anche questo mese/giorni come sassi di fiume verso la foce/ e io uno di loro/travolto dalla corrente… “ (Sassi di fiume), giorni in cui ti pungono gli spilli dei ricordi
“…Strabordano i cassetti del cuore/di volti, di foto, d' irripetibili incontri/e ognuno conforta ed insieme trafigge…” (L'età in cui tutto s'incrina) oppure “Quante volte avrai percorso questa strada/con le borse in mano/o chiacchierando fermo con gli amici,/quante volte il tuo passo stanco/avrà sfiorato queste secche foglie dicembrine/e poi tornando a casa mi cercavi…” (Via Giotto)
Versi, come possiamo notare, che pur raccontando un dramma personale, si fanno voce universale dove ognuno può specchiare la propria esperienza.
Lentamente il dolore si stempera nella tenerezza e nella consapevolezza che l'amore che c'è stato, nonostante tutto c'è ancora. L'amore possiede una straordinaria forza, è un viaggio che non si può respingere e, in questo convincimento, il piombo si trasforma in oro. Nasce l'opera: Amoris vis: per me, la più bella poesia del libro, scritta in latino e tradotta in italiano forse a significare l'eternarsi del sentimento.
L'anima della poetessa è uscita nuova e essenziale dal processo alchemico
“C'è un punto in cui /ciò che importava tanto/diventa banale e ricerchi/invece solo l'essenziale.”
ora può tornare con più energia “…la vita è un vortice lento/ma tu rimani aggrappato a te stesso…”(La vita è un vortice) e dedizione a fare poesia per regalare al mondo “parole cometa”, come ci dice nella poesia che apre la raccolta La capsula del tempo, con un'originale metafora, che mescola un viaggio spaziale con quello nella propria memoria.
Con l'espressione “parole cometa” termina pure l'ultima poesia. Come la cometa del presepe, la Parola della poesia indica un senso, un percorso, una buona via a chi le scrive e a chi l' ascolta e la intende.
Di questo mio viaggio dentro Modalità pausa ho focalizzato solo il tema d'ispirazione che mi è sembrato più importante, ma altri ce ne sono e numerosi; al lettore scoprirli, leggendo una poesia dal linguaggio curato e musicale; poesia di eventi, di cose e di versi risonanti.

