logo
homeLetteraturasep
Le madri non dormono mai, di Lorenzo Marone, edito da Einaudi e recensito da Katia Ciarrocchi

Le madri non dormono mai, di Lorenzo Marone, edito da Einaudi e recensito da Katia Ciarrocchi

Le madri non dormono mai – Lorenzo Marone – Einaudi – Pagg. 352 – ISBN 9788806253806 – Euro 18,50



Recensione di Katia Ciarrocchi



Le madri non dormono mai di Lorenzo Marone, edito Einaudi è un romanzo che si muove con sensibilità dentro uno spazio che raramente trova voce nella narrativa italiana contemporanea. Lorenzo Marone sceglie di raccontare la vita all'interno di un istituto a custodia attenuata per detenute madri, un luogo che prova a somigliare a una casa ma che rimane pur sempre un carcere. Questa è la cornice in cui si svolge la storia, ma sarebbe riduttivo definirla una storia sul carcere. è piuttosto un racconto sulla maternità, sulla fragilità dell'amore e sulle radici che ci accompagnano anche quando diventano catene ma anche sulla possibilità di crescere nonostante tutto.
Diego, il bambino che vive accanto a sua madre Miriam, è lo sguardo che permette di attraversare questo mondo, una prospettiva che porta con sé l'innocenza dell'infanzia e allo stesso tempo una consapevolezza precoce. Diego osserva, e attraverso di lui, il lettore entra nel quotidiano dell'istituto, ne percepisce i ritmi, gli sguardi delle altre madri, la presenza costante di operatori e assistenti, il confine sottile tra protezione e controllo.
Marone racconta senza giudicare, osserva le donne che vivono nell'ICAM con sincerità, mostrando ciò che hanno passato senza voler suscitare pena. Le loro vite sono segnate da difficoltà, scelte sbagliate, occasioni che non hanno avuto o non hanno saputo trattenere. Ci sono relazioni che fanno male e amori che non salvano, eppure, accanto a tutto questo, c'è anche una forza che resiste, una capacità di rimanere in piedi nonostante tutto. Il romanzo ricorda che le persone non possono essere ridotte a un'etichetta o a un errore, perché ognuno porta con sé una storia molto più grande di ciò che appare.
La maternità è il cuore invisibile di questo libro, non una maternità idealizzata, perfetta, ma una maternità faticosa, vulnerabile, che teme di non essere abbastanza e nello stesso tempo si aggrappa disperatamente all'amore. Miriam ama suo figlio in modo totale e imperfetto, lotta ogni giorno con il senso di colpa, con il timore di avergli tolto ciò che avrebbe meritato. Diego sente tutto questo e, senza saperlo esprimere, lo porta dentro di sé. Tra loro c'è un dialogo che spesso non passa dalle parole, ma dai gesti, dagli sguardi, da un silenzio che racconta più di mille spiegazioni.
Quando Diego esce dall'istituto, trova che il mondo fuori non è accogliente come ci si aspetterebbe, è un luogo che chiede di essere veloci, sicuri, duri. E lui, che ha imparato a guardare con attenzione e a proteggersi con il silenzio, deve affrontare un territorio dove la fragilità non trova spazio. Nel tentativo di farsi accettare, di trovare un modo per appartenere, Diego scopre che la tenerezza e la sensibilità non bastano più. La strada chiede altri linguaggi, e questa è forse la parte più dolorosa del romanzo. Non la condizione dentro l'ICAM, ma ciò che accade quando si prova a rientrare nel mondo.
Qui il lettore comprende quanto sia difficile crescere quando si parte da un punto fragile e quanto sia faticoso imparare a essere sé stessi quando l'ambiente intorno non lascia tempo né tregua.
La scrittura di Marone è limpida, intensa, spesso calibrata su un ritmo lento che permette di respirare dentro la storia. Non ci sono forzature narrative, la tensione nasce dai sentimenti e dalle attese, dai nodi emotivi che si sciolgono poco alla volta.
Le madri non dormono mai racconta un pezzo di mondo che solitamente rimane fuori dall'inquadratura, leggendolo, ci si accorge di quanto sia facile giudicare e di quanto sia importante invece fermarsi e comprendere, perché l'autore parla dell'infanzia come spazio che dovrebbe essere protetto e che, quando non lo è, chiede al cuore di crescere in fretta.


Citazioni tratte da: Le madri non dormo mai di Lorenzo Marone

Fuori da qui è in pericolo?
– Lo siamo tutti, sempre, – bisbigliò la ragazza, e passò a giocherellare con le dita.
A Greta venne da pensare che Miriam avesse proprio mani di bambina, dita minute, unghie smangiucchiate, pellicine sollevate, niente smalto. Mani sofferenti, in lei era esposto il disagio piú di quanto non credesse, piú di quanto non volesse mostrare.
– Già. E noi forse non possiamo molto, però putimmo scegliere che genitore essere.


Come le diceva la madre, a ben vedere, se t'impunti ad aggiustare le cose, quelle alla fine davvero lo fanno: si raddrizzano.


Le stagioni nel penitenziario erano ogni anno uno sfacelo, l'inverno rodeva le inferriate, l'estate stingeva le tapparelle, la pioggia d'autunno scalcinava i muri.


Le capitava di fermare lo sguardo sui vecchi alle panchine dei giardinetti, si chiedeva se da giovani si fossero spinti a cercare una vita migliore o se alla fine erano restati, e avevano dimenticato d'andare, perché alcune esistenze semplicemente scordavano d'adoperarsi a cambiare le cose, e lasciavano che fosse il tempo a decidere per loro, contavano i giorni della settimana e s'accontentavano di questo.


E poi a Diego bastavano i rumori quotidiani, quelli insignificanti, impercettibili, che diventavano scricchiolii allegri di sottofondo o graffi sinistri a seconda dell'umore di lei.


Avrebbe imparato poi che a ognuno in dote sono concesse non piú di cinque, sei giornate da ricordare in un'esistenza intera, quelle che sapresti raccontare dall'inizio alla fine.


Se solo nella vita avesse avuto la possibilità d'incontrare chi le paure non aveva timore di esternarle, chi preoccupazioni e dubbi teneva a stanarli piú che a nasconderli, e d'apparire mediocre non gli importava, avrebbe forse compreso che la dignità può essere solo un vestito, e tra questa e l'orgoglio passa un filo d'erba, e che a volte s'ha da scegliere tra l'essere felici o fieri di sé, perché la vita non sempre ti permette d'essere entrambe le cose.


www.liberolibro.it