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L’abbazia di Chiaravalle, di Renzo Montagnoli

L’abbazia di Chiaravalle, di Renzo Montagnoli

L'abbazia di Chiaravalle

di Renzo Montagnoli



A poca distanza da Milano è possibile visitare una delle più interessanti abbazie cistercensi, quella di Chiaravalle.

Fu fondata nel XII secolo da San Bernardo di Chiaravalle, come filiazione dell'abbazia francese di Clairvaux, e la chiesa del complesso monastico è uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia. La costruzione del tempio venne avviata fra il 1150 e il 1160, ma la sua consacrazione avvenne molto dopo, nel 1221. La zona circostante, già terreno agricolo, opportunamente bonificata dai monaci, finì con il richiamare numerosi e operosi fedeli che diedero vita a un borgo agricolo. Tuttavia fu solo nel 1477 che il monastero diventò formalmente un'abbazia cistercense. E' leggenda, in quanto non dimostrata, ma che comunque rafforza l'esistenza di rilievo di quella comunità agricola, che lì venne a nascere, in epoca imprecisata, forse il 1135, forse qualche lustro dopo, un formaggio stagionato a pasta dura assai noto e oggi ampiamente consumato, il Grana Padano.

In un così lungo lasso di tempo l'abbazia dovette registrare tanti eventi e non sempre positivi, ma rimase sempre in piedi, non venne distrutta, resistette ai venti avversi come una canna di lago. Basti pensare, al riguardo, che nel 1798 la Repubblica Cisalpina provvide a cacciarne i monaci, che rientrarono dopo un lungo periodo di indispensabili restauri solo nel 1952.

Visitare un monumento come questo è un'esperienza che tocca tutti i sensi grazie alla semplice austerità del complesso, i cui muri trasudano lontani profumi d'incenso, mentre sembra di udire lontano e pur presente un soave canto gregoriano; sarà suggestione ma ecco che ci viene incontro un monaco cistercense, con il suo saio bianco di lana grezza, invitandoci ad accostarci, però nel massimo silenzio. Basta poco, una voce, un calpestio, e l'immagine svanisce, invano rincorsa con la mente, e in questa pia struttura dove preghiera e lavoro interagiscono ci si deve ormai affidare alla nostra fantasia, alle letture di romanzi come Il nome della rosa per respirare atmosfere che mai più ritorneranno. Restano i muri, gli ambienti, le note storiche e il nostro vagheggiamento alla ricerca di un'umanità in pace con se stessa e con Dio.

Il complesso è di sicuro interesse e assai bello e vi si accede attraverso una torre cinquecentesca edificata per volere del re di Francia Luigi XII; a fianco della stessa sorge l'oratorio dedicato a San Bernardo, in cui è possibile ammirare un affresco di Cristo di fronte a Pilato in passato attribuito a un autore fiammingo, ma poi più di recente assegnato a Hans Witz, un pittore svizzero di corte nel periodo in cui regnò Galeazzo Maria Sforza.

La piazza di fronte alla chiesa presenta la caratteristica di allargarsi mano a mano ci si avvicina alla stessa; sui lati, opposte, ci sono due chiesette che presentano affreschi attribuibili a due pittori di buon livello.

La chiesa ha la struttura architettonica tipicamente gotica e già rappresenta un buon colpo d'occhio per il visitatore che tuttavia potrà apprezzare meglio una volta varcato il portone di ingresso che lo immette all'interno;potrà così cogliere immediatamente la pianta a croce latina, disposta su tre navate con volta a crociera. Gran parte delle decorazioni dell'interno sono opera dei fratelli Giovan Battista e Giovan Mauro Della Rovere, conosciuti anche come i Fiamminghini che ricoprirono completamente il transetto con dipinti raffigurati i martiri cistercensi. L'occhio però corre prima allo stupendo coro ligneo, frutto dell'intagliatore Carlo Garavaglia, assai conosciuto fra i migliori del XVII secolo. Pure il tiburio presenta degli affreschi, in buona parte rimaneggiati e non in pochi casi rappresentati da tracce; il transetto a destra è impreziosito dalla presenza di un organo a canne.

Dalla scala del transetto a sud si può accedere al dormitorio, che risale al 1493; proseguendo ci si imbatte in una delle prime opere di Bernardino Luini, pittore lombardo vissuto fra la fine del XV secolo e gli inizi del successivo; si è deliziati così dalla Madonna della buonanotte, un nome strano, che ha tuttavia una logica, poiché i monaci, prima di coricarsi, passavano di lì recitando un'ultima Ave Maria. Si va avanti e si incontra la sacrestia, con alcuni quadri e una pala d'altare di Daniele Crespi, pittore milanese scomparso a causa della peste nel 1630 quando aveva solo trent'anni. In un monastero non poteva mancare il chiostro, che infatti c'è, abbellito dalla Madonna in trono col Bambino onorata da Cistercensi, opera realizzata dal lombardo Callisto Piazza; splendide poi sono le colonnine annodate. Prosegue la visita con il capitolo, caratterizzato da alcuni graffiti, attribuiti al Bramante, e da affreschi dei Fiammenghini. Infine c'è la torre nolare, che sale, partendo dal tiburio, a un'altezza di nove metri, con due sezioni ottagonali, di 4,14 metri la prima e di 12,19 metri la seconda, per poi assumere una forma conica per quasi dodici metri; da questo punto alla fine della croce, messa sul mappamondo, giunge alla bella altezza di 56 metri circa. La data di edificazione non è certa, intorno al 1340, così come l'attribuzione è frutto di somiglianza con il Torrazzo di Cremona, costruito su progetto di Francesco Percorari di Cremona. La campana, in onore di San Bernardo di Chiaravalle, è chiamata la Bernarda, così come la torre in dialetto milanese ha il nome di Ciribiciaccola.

Completa il tutto il Mulino, un tempo utilizzato per macinare il frumento, ma oggi, opportunamente restaurato, del tutto inattivo.

Ovviamente l'l'Abbazia è visitabile e al riguardo fornisco di seguito le opportune notizie.



Visite guidate

Dal sito dell'abbazia è possibile prenotare una visita guidata organizzata dalla cooperativa Koiné.

Consigliamo anche una tappa alla bottega monastica, dove acquistare i prodotti dei benedettini e, prima di rincasare, uno spuntino nel bar-ristorante interno.

Ristoro dell'Abbazia 

All'Abbazia di Chiaravalle è presente anche un ristorante.


Informazioni


Dove si trovaVia Sant'Verdanado 102, Milano
Telefono: 02-84930432
Email: infopoint@monasterochiaravalle.it
Visite Guidate: abbaziadichiaravalle.it
Ristoro dell'Abbaziaristoro.chiaravalledimilano@gmail.com


ORARI DI VISITA:


  • Da martedì a venerdì: 09:30 - 12:30 e 15:00 - 17:00

  • Sabato: 09:00 - 12:00 e 14:30 - 17:30

  • Domenica e festivi: 14:30 - 17:30

  • Lunedì: Chiuso

L'ingresso all'Abbazia di Chiaravalle (Milano) è generalmente gratuito per il complesso monastico. Le visite guidate, spesso organizzate nei weekend, hanno un costo che si aggira sui 15-18€ per adulti, con riduzioni per bambini


Il Monastero di S.Maria di Chiaravalle è situato alle porte del Parco Agricolo Sud Milano, a pochi chilometri a sud delle mura di Milano e precisamente dalla zona di Porta Romana.
Indirizzo: Via Sant'Verdanado, 102 - 20139 Milano


Il monastero ospita chi desidera un'esperienza forte di spiritualità.




Fonti:

https://www.monasterochiaravalle.it/

https://www.cittametropolitana.mi.it/parco_agricolo_sud_milano/vivere_il_parco/monumenti/abbazia_chiaravalle.html

https://www.arteemusei.com/magazine/visitare-l-abbazia-di-chiaravalle-milanese-cosa-vedere-orari-e-informazioni


Nota: Le foto a corredo sono state reperite in diversi siti internet.