Un fiore abbandonato sul selciato, di Tiziana Monari
Un fiore abbandonato sul selciato
di Tiziana Monari
Ed ora che la tenera curva del sogno
tocca l'orizzonte senza increspare l'acqua
ora che seguo l'azzurro dolore della sera
osservando i passeri che volano più lenti della corrente
mi arrendo alla luce pallida del crepuscolo
al lento travaglio della vita
c'è un vento bianco di neve
ed un fiore abbandonato sul selciato
in questa scuola senza lavagne, senza meta
dove il tempo ha foglie gialle di primavera
e giovani sfiduciati, incerti
accarezzati da una precarietà esistenziale.
Io che ho insegnato il rumore della vita
il dinamismo, il combattimento, la meraviglia
il rumore del silenzio, il pensiero, la riflessione
la forza conturbante dell'anima
ora vedo solo gli occhi larghi dell'inverno
il lamento di treni in lontananza.
Sento solo lo spreco del sole
cedendo ad un'alba che si dissangua tra le pietre
alla luce recisa degli arcobaleni
così chiudo il cielo a chiave
ora che il vuoto tace
e la finestra è di spalle, i libri strappati
in questa quiete di tempesta
in questa neve che scende morente
senza alcun senso, senza alcun rumore.

