Mutevoli nascondigli, di Mariano Sabatini, edito da Indomitus Publishing e recensito da Katia Ciarrocchi
Mutevoli nascondigli – Mariano Sabatini – Indomitus Publishing – Pagg. 306 – ISBN : 9791282014663 – Euro 17,99
Recensione di Katia Ciarrocchi
Con Mutevoli
nascondigli,
edito Indomitus
Publishing, Mariano
Sabatini prosegue
il percorso narrativo di Leo Malinverno, giornalista che in questo
terzo capitolo si muove dentro una nuova indagine mentre porta ancora
addosso le conseguenze degli eventi precedenti, non soltanto sul
piano fisico, ma anche su quello interiore.
La
vicenda prende avvio dall'omicidio di Petronio Grigo, autore
di bestseller e volto noto del panorama culturale e mediatico,
un personaggio la cui immagine pubblica comincia presto a incrinarsi
lasciando emergere relazioni compromesse, interessi opachi e una rete
di connivenze che si allarga ben oltre il singolo delitto. Quella che
inizialmente appare come un'indagine su una morte violenta si
trasforma progressivamente in un attraversamento di ambienti in
cui giornalismo,
televisione, politica e criminalità finiscono per toccarsi con
una naturalezza inquietante.
Sabatini usa
il noir per raccontare meccanismi di potere e manipolazione che
attraversano la società contemporanea. Roma diventa uno specchio
delle contraddizioni e delle zone d'ombra che caratterizzano la
vicenda. La conoscenza del mondo del giornalismo e della televisione
emerge con particolare forza e conferisce credibilità alla
narrazione, mostrando come l'informazione e la costruzione
dell'immagine pubblica possano influenzare il modo in cui la realtà
viene raccontata e percepita.
La
trama è articolata, popolata da diversi personaggi e sottotrame, ma
l'impianto resta saldo e coerente, sostenuto da una scrittura
consapevole che dimostra piena padronanza del genere.
Il
punto che rende più complessa l'esperienza di lettura riguarda
però il coinvolgimento emotivo, perché Leo Malinverno è un
personaggio che arriva qui con un bagaglio di esperienze già
definito, e questo probabilmente offre una profondità diversa a chi
ha seguito l'intera serie. Per
chi si accosta direttamente a questo romanzo,
invece, resta talvolta la sensazione di osservare un personaggio che
possiede molte stratificazioni, senza però riuscire a entrarci
davvero in sintonia.
Mariano
Sabatini utilizza
il noir come strumento per raccontare un sistema, più che per
limitarsi a raccontare un delitto, e questa è senza dubbio una delle
qualità più interessanti del libro.

