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La principessa sposa, di William Goldman, edito da Marcos y Ma rcos e recensito da Katia Ciarrocchi

La principessa sposa, di William Goldman, edito da Marcos y Ma rcos e recensito da Katia Ciarrocchi

La principessa sposa – William Goldman – Marcos y Marcos – Pagg. 320 – ISBN 9788892941694 – Euro 18,00



Recensione di Katia Ciarrocchi



La principessa sposa è uno dei romanzi più singolari e affascinanti della narrativa fantastica del Novecento. Pubblicato per la prima volta nel 1973 negli Stati Uniti, il libro è opera di William Goldman, autore noto sia come romanziere che come sceneggiatore.
Fin dalle prime pagine il romanzo mostra una struttura narrativa piuttosto insolita, Goldman presenta la storia come una versione ridotta di un antico romanzo scritto da un autore immaginario chiamato S. Morgenstern, originario del regno fittizio di Florin. Il narratore racconta di aver amato profondamente quel libro da bambino perché suo padre glielo leggeva quando era malato e di aver scoperto soltanto molti anni dopo che il testo originale era in realtà pieno di lunghe digressioni politiche e genealogiche. Secondo questa premessa il padre gli avrebbe letto soltanto le parti più avventurose e coinvolgenti e proprio per questo Goldman decide di pubblicare una versione abbreviata che conserva soltanto i momenti migliori della storia. Naturalmente il romanzo di Morgenstern non esiste davvero, ma questa finzione crea un continuo dialogo tra la narrazione principale e le osservazioni del narratore, trasformando la lettura in un gioco letterario raffinato che mescola ironia, nostalgia e riflessione sul potere delle storie.
La trama si sviluppa nel regno immaginario di Florin e ha inizio con Buttercup, una giovane contadina celebre per una bellezza quasi leggendaria. Nella fattoria lavora anche Westley, un ragazzo semplice e devoto che risponde sempre alle sue richieste con le parole “come desideri.
Tra alleanze inattese, rivalità e promesse tradite, la storia intreccia amore, vendetta e spirito d'avventura costruendo una narrazione ricca di colpi di scena e personaggi indimenticabili.
Più che una semplice fiaba romantica, La principessa sposa si trasforma in un racconto ricco di avventure, duelli memorabili e dialoghi brillanti, attraversato da un'ironia che gioca con gli archetipi del romanzo cavalleresco senza rinunciare al piacere della meraviglia del divertimento.
William Goldman costruisce un romanzo sorprendentemente raffinato, tutti gli elementi classici del racconto cavalleresco sono presenti, dal duello al gigantedalla principessa rapita al viaggio costellato di prove, ma vengono riletti con uno sguardo ironico e consapevole.
Inigo Montoya è forse il personaggio più complesso del romanzo, la sua vita è guidata dal desiderio di vendicare il padre assassinato, ma quando riesce finalmente a compiere la sua missione si trova davanti a un vuoto inatteso. Attraverso di lui Goldman suggerisce quanto sia fragile costruire la propria identità attorno a un unico scopo.
Una delle curiosità più affascinanti legate al romanzo riguarda la figura dell'autore fittizio S. Morgenstern. Per molto tempo molti lettori credettero davvero che esistesse un testo originale da cui Goldman aveva tratto la sua versione abbreviata e arrivarono perfino a scrivergli per sapere dove poterlo trovare. È un dettaglio che dice molto della forza del suo gioco narrativo, capace di mescolare realtà e finzione con tale naturalezza da rendere il confine tra le due quasi impercettibile.
La principessa sposa rimane un esempio raro di equilibrio tra avventura, ironia e riflessione letteraria. È una storia d'amore assoluto e di imprese eroiche ma è anche un libro che parla del modo in cui le storie vengono raccontate e tramandate. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità perché sotto l'apparenza di una fiaba divertente si nasconde una dichiarazione d'amore alla narrazione stessa e al piacere antico di ascoltare e condividere una buona storia.


Citazioni tratte da: La principessa sposa di William Goldman

Erano i problemi della crescita. Ci si lasciava travolgere da queste rapide passioni che sparivano in un batter d'occhio. Si dimenticavano i difetti, si vedeva la perfezione, ci si innamorava della follia; il mattino dopo sorgeva il sole, ed era tutto finito. (pag 106)

ma l'amore è fatto di tante cose nessuna logica. (pag 152)

La vita è dolore” disse sua madre. “Chiunque affermi il contrario cerca certamente di venderti qualcosa”. (pag 189)

Il passato ha la caratteristica di essere passato. (pag 220)

La vita non è giusta, Bill. Quando diciamo il contrario ai nostri figli, facciamo un grosso errore: non solo era una bugia, è una bugia crudele. La vita non è giusta, non lo è mai stata e non lo sarà mai”. (pag 255)

Siamo tutti scrittori dei nostri sogni. (pag 375)


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