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Francesco Ferdinando d’Asburgo. L’attentato di Sarajevo, di Marco Mondini, edito da RCS MediaGroup

Francesco Ferdinando d’Asburgo. L’attentato di Sarajevo, di Marco Mondini, edito da RCS MediaGroup

Francesco Ferdinando d'Asburgo

L'attentato di Sarajevo

di Marco Mondini

RCS MediaGroup Edizioni

Saggistica storica

Pagg. 155

ISBN 977182855241500002

Prezzo Euro 6,90



Due colpi di pistola, una strage mondiale



Ci sono fatti nella storia che vengono ricordati più di altri, come per esempio l'attentato del 28 giugno 2014 con il quale a Sarajevo il giovane serbo-bosniaco Gavrilo Princip tolse la vita all'erede al trono d'Austria e Ungheria Ferdinando d'Asburgo – Este e alla sua consorte Sophie Chotek von Chotkowa.

E' ben impresso nella memoria non tanto per la figura invero opaca del nipote di Francesco Giuseppe, ma perché fu l'evento scatenante di un conflitto latente e che fu conosciuto, per il numero e la localizzazione di paesi belligeranti, come Grande Guerra.

Tanti hanno scritto di questo fatto, non solo storici, ma addirittura anche narratori come Edgarda Ferri con il suo Guanti bianchi, solo per citare quello che mi viene in mente anche per aver letto il suo libro. C'è da chiedersi pertanto che cosa avrebbe potuto dire in più di quello che già si sa Marco Mondini, docente di Storia all'università di Padova. In effetti, nel leggere questo suo saggio, non emergono rivelazioni clamorose, ma il libro ha un suo preciso valore che risiede nell'organicità con il quale l'autore ha affrontato l'argomento. Grazie a una struttura ben impostata chi legge, oltre a potere avere idee chiare su quanto avvenne, si appassiona pagina dopo pagina, risultato non scontato per un testo storico.

Il professor Mondini ha seguito un'impostazione invero cronologica, ma la cui stesura sembra costituita dai chiarimenti che chiunque abbia a leggere quelle pagine inevitabilmente chiede.

Abbiamo così l'Antefatto che è un quadro generale della situazione prima dell'attentato, con il serpeggiante nazionalismo serbo e l'insoddisfazione dello stato maggiore austriaco che si rende conto della decadenza dell'impero, ma che come rimedio propone soluzioni drastiche certamente non risolutive. Poi viene Il delitto, analizzato in tutte le sue sfaccettature, nell'incapacità sia degli attentatori che dei servizi di sicurezza, quest'ultima per me voluta perché l'eliminazione dell'arciduca era un buon motivo per arrivare a quella guerra a cui i militari austriaci aspiravano da anni. Poi troviamo La vittima, un individuo in totale disaccordo con lo zio Francesco Giuseppe, accidioso, da prendere con le molle e comunque ben poco stimato dai suoi futuri sudditi. E infine nell'ordine logico di stesura ci sono I colpevoli, non pochi, motivati, ma scarsamente preparati, una banda di ragazzini francamente buttata allo sbaraglio.

Non sto a dilungarmi, perché la lettura di questo saggio storico, per i motivi che ho fino a ora esposto, è notevolmente esauriente pur nella sua sinteticità, un lavoro idoneo per chi vuol sapere, per chi qualche volta si pone la domanda sul perché scoppiò una guerra così devastante e che pose fine a degli imperi, dando all'Europa un nuovo assetto tuttavia ancora insoddisfacente, tanto da far scoppiare da lì a pochi anni un altro grande conflitto mondiale.




Marco Mondini insegna storia dei conflitti all'Università di Padova, ed è ricercatore associato all'Istituto Storico Italo Germanico-FBK di Trento e all'UMR SIRICE (CNRS – Sorbona) di Parigi. Fa parte del direttivo dell'Historial de la Grande Guerre di Péronne e del board editoriale di «1914-1918 online. The International Encyclopedia of the First World War». Tra i suoi volumi più recenti: Il Capo. La Grande Guerra del generale Luigi Cadorna (2017, premio Friuli Storia), I luoghi della Grande Guerra (2015), La guerra italiana. Partire, raccontare, tornare 1914-1918 (2014).



Recensione di Renzo Montagnoli